E'
stato battezzato Jesus perché la madre fece un voto a Nostro Signore, in
Argentina lo chiamano "Maravilla" ed il suo idolo è Ryan Giggs, esterno gallese
del Manchester United. Ecco il bignami dell'identikit di Jesùs Alberto Datolo, 24 anni, presentato al San
Paolo poco prima di Napoli-Udinese. A fare gli onori di casa il
Presidente Aurelio De Laurentiis ed il
Direttore Generale Pierpaolo Marino.
"Benvenuto nella famiglia azzurra
- ha detto De Laurentiis - siamo molto contenti
di poter avere qui Datolo, un calciatore di cui Marino mi ha sempre parlato
bene. Potevamo portarlo a Napoli a giugno ed invece abbiamo anticipato i tempi.
Sarà sicuramente un giocatore importante per noi. E poi parliamoci chiaro, da
uno che si chiama Jesùs possiamo aspettarci il massimo". Una battuta che
scioglie l'emozione strappa il sorriso a Datolo e a tutta la sala stampa.
Poi
è la volta il Direttore Marino che a sua volta presenta l'argentino entrando nel
dettaglio più strettamente tecnico. "Datolo è un
"volante" di sinistra, l'equivalente in Italia dell'ala ma può giocare in
diversi ruoli di centrocampo. Sono contento di averlo potuto portare subito a
Napoli e crediamo che nel giro di una o due settimane possa sistemare anche la
sua situazione burocratica per poter giocare in Italia. Spero che Jesùs possa
dare al Napoli un contributo importante per conquistare l'obiettivo
Uefa".
Ed
arriva il momento di Datolo, capelli d'oro e sguardo vispo. Questo
l'impatto fisiognomico in attesa dell'aspetto tecnico. Emozionato e contento.
Ecco le sue prime parole in azzurro.
"Conosco Napoli perché è stata la
squadra di Maradona. Con Diego ci ho parlato molto perché mi ha voluto
al Boca quando era dirigente e mi ha sempre dato il suo appoggio . Giocare con
la maglia azzurra che è stata di Maradona e che è oggi di Lavezzi mi riempie di
gioia ed orgoglio. E spero di conquistare grazie al Napoli anche la maglia della
Nazionale argentina"
"Conosco bene anche Pocho -
continua Datolo - perché ci ho giocato da avversario in Argentina e so che è un
grande campione. Non vedo l'ora di scendere in campo al suo fianco".
E
via andare le curiosità tecniche e "umane" dell'argentino.
Innanzitutto il nome: "Mi chiamo Jesus perché quando
mia madre era incinta di me vide un film sulla vita di Gesù e rimase
impressionata. Così fece un voto".
Poi
il suo ruolo: "Sono un 'volante de izquierda' - (ala
sinistra) - e mi piace calciare le punizioni ed i rigori". E ancora il suo
idolo. "Mi piace molto Ryan Giggs e cerco di ispirarmi a lui".
Infine una dedica ai tifosi del Napoli: "Qui c'è un pubblico fantastico, me lo hanno già raccontato e
voglio dare fino all'ultima goccia di sudore per ricambiare la fiducia della
Società e la passione di questa tifoseria fantastica. Darò l'anima per
portare il Napoli in alto"
L`allenatore del Napoli
Edy Reja cerca di guardare positivo dopo il pari con l`Udinese: `Stiamo venendo
fuori dopo 3 ko`. Dopo il 2-2 con i friulani il tecnico dei campani si mostra
fiducioso: `Ho visto una squadra in crescita, vediamo se il momento passa, il
Napoli ha lottato.
Questa sera meritavamo miglior sorte, arriveranno
risultati positivi`.Reja analizza positivamente la gara odierna: `Si e` visto un
Napoli che ha lottato, palla su palla, non e` facile venire fuori dopo tre
sconfitte. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto bene, abbiamo avuto
opportunita` con Lavezzi e Hamsik, abbiamo creato gioco.
E` un periodo
che non va bene ma sono comunque soddisfatto. La squadra viene da risultati
negativi e venir via con una buona prestazione, convincente, e` un buon segnale.
Bisogna aspettare momenti migliori`.
Leandro Rinaudo, difensore
del Napoli, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine": "Non vedo un Napoli
in calo. Dobbiamo crescere e migliorare. I due rigori su Lavezzi c'erano. Come
sbagliamo noi calciatori, sbagliano pure gli arbitri. Non e' facile giocare
spesso. Stiamo vedendo il Napoli di inizio stagione. Il modulo a tre Ci
troviamo benissimo con il 3-5-2. Se abbiamo fatto 34 punti ci sarà un
motivo. Sin dall'inizio abbiamo adottato questo sistema di gioco e ci siamo
tolti delle soddisfazioni. Non e' un periodo fortunato. In settimana ci
alleniamo tanto: c'e' chi si ferma un'ora in piu' proprio per migliorare. La
gara di Coppa Italia contro la Juventus non sara' facile. Prevedo un match molto
combattuto, ma la squadra c'e' e lotta tanto. Sono fiducioso. Gli errori degli
arbitri Sono episodi che fanno pensare".
L`attaccante bianconero
Fabio Quagliarella si gode il gol al San Paolo, che e` valso il 2-2 tra Napoli e
Udinese. Ai microfoni di Sky il centravanti dell`Udinese racconta l`emozione di
andare in gol a Napoli: `Un gol importante che mi rende felice, ora vogliamo
solo continuare cosi` dopo due mesi terribili. Abbiamo imposto il nostro gioco,
meritando anche per la reazione dopo aver preso due gol evitabili`.Inevitabile
la domanda sul futuro al Napoli: `Ora sono un giocatore dell`Udinese e penso
solo a questo, fa parte del mio mestiere`.
Napoli: Navarro, Cannavaro, Rinaudo, Contini, Maggio
(22' st Zalayeta), Blasi, Gargano, Hamsik, Vitale, Denis, Lavezzi. A disp. Sepe,
Santacroce, Aronica, Pazienza, Bogliacino, Pià. All. Reja
Udinese: Handanovic, Ferronetti (28' st Pasquale),
Zapata, Coda, Lukovic, Isla, D'Agostino, Inler, Asamoah, Quagliarella (39' st
Floro Flores), Di Natale (21' st Sanchez). A disp. Belardi, Felipe, Obodo, Pepe.
All. Marino
Sarà presentato allo stadio San
Paolo, prima del match con l'Udinese in programma alle 18:15, il nuovo acquisto
del Napoli Jesus Datolo. Il calciatore seguira' poi la partita della sua nuova
squadra in tribuna.
Il Napoli è reduce da 3 battute d'arresto consecutive subite in campionato contro Chievo (1-2 esterno), Roma (0-3 casalingo) e Fiorentina (1-2 fuori casa). Il Napoli è una delle 4 squadre della serie A 2008/09 che è sempre ricorsa ai 3 cambi nelle prime 21 giornate, per un totale di 63 sostituzioni effettuate: come i campani anche Chievo Verona, Genoa ed Inter. Ezequiel Lavezzi ha nell'Udinese una delle due squadre contro cui ha segnato il maggior numero di gol ufficiali da quando gioca in Italia: sono 3 sui 17 totali, stessa cifra rifilata al Pisa. Il Napoli è una delle due squadre della serie A 2008/09 ad aver subito il maggior numero di espulsioni a sfavore: sono ben 6, stessa cifra del Chievo. I 6 espulsi campani sono Santacroce (2), Hamsik, Maggio, Montervino e Zalayeta (1 ciascuno). L'Udinese è una delle tre squadre della serie A 2008/09 a vantare il minor numero di espulsioni a sfavore: appena 1, come anche Juventus e Siena. Avendo beneficiato di 4 espulsioni a favore, l'Udinese è una delle quattro squadre dell'attuale campionato a vantare il saldo attivo maggiore: +3, stessa cifra di Catania, Lazio e Milan (per tutte queste tre 5 a favore e 2 contro). L'Udinese ha sempre incassato almeno una rete in ciascuna delle ultime 13 partite ufficiali disputate, per un totale di 28 gol al passivo. L'ultimo incontro ufficiale concluso a porta inviolata risale 12 novembre scorso quando, in coppa Italia, impattò 0-0 in casa dopo i supplementari contro la Reggina. L'Udinese è reduce da 6 sconfitte esterne consecutive in campionato, subite in casa di Inter (0-1), Fiorentina (2-4), Atalanta (0-3), Milan (1-5), Cagliari (0-2) e Palermo (2-3). L'ultimo risultato positivo è la vittoria per 2-0 a Catania del 29 ottobre scorso. Fernando Damian Tissone se dovesse scendere in campo festeggerebbe la 100/a gara nella serie A italiana. La prima delle attuali 99 presenze - collezionate con le casacche di Udinese e Atalanta - risale al 23 aprile 2005 in Siena-Udinese 2-3.
Sam Dalla Bona è in contatto anche in questi istanti con la Reggina. Se non dovesse però trovare l'accordo con il club calabrese, l'ex Chelsea otterrà comunque la rescissione contrattuale con il Napoli.
Pierpaolo Marino presenta il suo nuovo acquisto dal Boca, Jesus DATOLO: "E' un esterno di fascia sinistro molto offensivo, ma bravo a difendere anche. La sua dote migliore? Ha un sinistro meraviglioso e sa fare assist per i compagni".
Un quarto d'ora di ritardo per dimostrare solidarietà a Mannini e a Possanzini. Un'ora e mezza di gioco per dimostrare che il Napoli non è in crisi. Questo il programma del primo anticipo della ventiduesima giornata di serie A, condito da qualcosa in più che una comparsa di un'Udinese ritrovata, vedi la vittoria di mercoledi con la Juventus. Clima caldo al San Paolo, non per il sole ma per le tre sconfitte di fila. Il popolo azzurro non ci sta, il presidente neppure, l'allenatore figuriamoci. Saranno gli undici in campo a sciogliere la prognosi sulle condizioni di salute precarie del Napoli. Il modulo è lo stesso di sempre, 3-5-2 in formato casalingo che va (quasi) sempre bene.Tra i pali ci sarà Navarro, fortunatamente recuperato, non ce ne voglia il giovanissimo Sepe. In difesa una variante del trio, con il ritorno del pilastro Contini centrale di sinistra, Rinaudo al centro e Cannavaro centro-destra. Noi che vediamo sempre il bicchiere mezzo pieno, possiamo gioire della ritrovata vena di Vitale, nuovamente titolare come tornante di sinistra, dopo l'ottima prestazione con gol di Firenze. Mai come oggi attualissimo il giovane napoletano, vista la squalifica grottesca del povero Mannini. A centrocampo ci saranno Blasi, Gargano e il rientrante Hamsik, che avrà avuto tempo e modo di rinfrescarsi le idee dopo i due turni di squalifica. Tornante di destra, ma tra le mura amiche anche ala, il solito Maggio, non uno dei peggiori in quel di Firenze. In attacco ritorna il tanque Denis, riproposto per lo spirito del turnover, o forse perché di gol col panteron se ne vedono comunque pochi. Al suo fianco l'idolo del San Paolo, l'uomo che porta la croce in casa, in trasferta o in campo neutro, Ezequiel Lavezzi. La panchina è composta dallo sfortunato Sepe, dal distratto Santacroce, da Aronica, Bogliacino, Pazienza, Russotto e Zalayeta. Un po' più sereno Marino, ma di certo non rilassato. Il tecnico dei friulani ha messo in guardia la squadra, dicendo che non bisogna sentirsi appagati per una vittoria arrivata dopo tre mesi fallimentari. Si attende quindi uno schieramento meno offensivo del solito, uno pseudo 4-3-3, che in fase di ripiegamento diventa un 4-4-2 con Isla che garantisce maggiore copertura a centrocampo di Pepe, il quale potrebbe creare non pochi problemi, entrando a gara in corso. Tra i pali il solito Handanovic, a difesa Lukovic a sinistra, Zapata e Felipe al centro, visto l'infortunio di Domizzi, e Ferronetti a destra. Il centrocampo a tre sarà formato da D'agostino al centro, il giovane Asamoah a sinistra e Inler a destra, con Isla ala e tornante di destra. In attacco i veri punti di forza dell'Udinese, quei Di Natale e Quagliarella che sembrano aver ritrovato la giusta verve, dopo aver steso la Juventus. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per la partita della vita e, visto che il Napoli ne ha fallite tre in dieci giorni, può darsi che sia questa la volta buona. Con Datolo sugli spalti, sarebbe l'occasione per invertire questa tendenza negativa. Non fatelo per voi stessi. Fatelo per quei tifosi che ripongono le loro aspettative in voi, o se vi va, per il povero Mannini.
Tre tifosi tre. Con tanto di cartellone di benvenuto, maglia del Boca
Juniors, maglia del Napoli, T-shirt con «Argentina » impresso a fuoco e un
argentino, di nascita, a guidare la truppa. Siamo all'aeroporto di Capodichino.
«Stiamo aspettando Datolo. Abbiamo parlato con lui, ci siamo dati appuntamento
». Qualcuno dice che si tratta dei cugini del portiere della Primavera,
Sorrentino, aggregato alla prima squadra per l'emergenza. Ma attendono vanamente
per tre ore il nuovo acquisto.
La notizia dell'arrivo dell'argentino
circola velocemente: il volo sarebbe l'AZ 1297 delle 18.50, posticipato alle
19.34, ma al ceck-in non v'è traccia di Datolo o di Marino. Il giocatore, Carlos
Bianchi e il d.g. azzurro non sono registrati sul volo, né su quello successivo.
«Sono ancora a Milano, arriveranno domani». Oggi, giorno delle visite mediche al
presidio sanitario Pineta Grande di Castelvolturno.
I tre tifosi,
provenienti da Palma Campania, sono delusi. Daniel Lia, argentino nato a Lanus,
«alla clinica Evita, la stessa di Maradona» precisa, attende la decisione del
figlio Giancarlo. Il giovanotto con la maglia del Boca che esibisce il
cartellone: «Bienvenido Jesus, soy l'amigo del Pelozo». Il Pelozo è suo zio, il
fratello di Daniel, vicino di casa di Datolo. «Ho parlato con Jesus prima che
partisse da Buenos Aires». Giovedì alle 15, le 18 italiane. Paolo, il suo amico,
annuisce. E poi consiglia: «Quando lo vedremo, gli suggerirò il numero di
maglia: 33. Gli anni di Cristo». Gazzetta dello sport.
Nessuna comunicazione ufficiale, nessun dato relativo alla prevendita
di Napoli- Udinese. Il club azzurro si è fermato al tutto esaurito registrato
con la Roma: i conti relativi alla sfida in programma oggi alle 18.15 coi
friulani di Pasquale Marino, giunti ieri pomeriggio a Capodichino, saranno
ufficializzati dopo la partita.
In 50 da Udine Fino a ieri sera,
comunque, i biglietti già staccati erano circa 10 mila. Qualcosa in più e non in
meno. Considerando che sarà possibile acquistare i tagliandi ai botteghini dello
stadio di Fuorigrotta fino a tre ore prima del calcio d'inizio, ovvero fino alle
15, è possibile puntare all'obiettivo dei 15 mila paganti. Da aggiungere,
ovviamente, ai circa 23 mila abbonati. Da Udine, invece, sono attesi una
cinquantina di tifosi friulani. La distanza non incentiva certo la voglia di
trasferta.
Spunta un curioso retroscena dietro la squalifica di Daniele Mannini.
Pare che al momento del controllo il calciatore, visibilmente nervoso
(probabilmente per la discussione avuta col presidente Corioni), abbia risposto
in malo modo all'ispettore dell'antidoping che doveva effettuare il controllo.
Questo evento avrebbe avuto ripercussioni anche sulle decisioni dei giudici, che
al processo hanno ascoltato anche il parere di questo ispettore. La cui
deposizione non sarà stata certo determinante, ma avrà sicuramente contribuito
ad aggravare la posizione di Mannini e del suo compagno
Possanzini.
NAPOLI - "Anche un solo giorno di squalifica l'avrei
considerata una grandissima ingiustizia''. Daniele Mannini, con un comunicato
scritto di suo pugno - ha voluto parlare della sua delusione per la decisione
del Tas di squalificarlo per un anno insieme all'ex compagno Davide Possanzini
per essersi presentato con un ritardo di cinque minuti a un controllo
antidoping. ''La decisione del Tas e' giunta come un fulmine al ciel sereno - ha
affermato il giocatore - Mai e poi mai avrei potuto immaginare che si arrivasse
a questa conclusione. Per quanto e' accaduto, mi aspettavo di essere
completamente scagionato". "Ho molto apprezzato il sostegno che mi e' pervenuto
dalla Figc, dalla Lega Calcio, dall'Ssc Napoli, dal presidente De Laurentiis e
dall'Associazione italiana calciatori - ha continuato il centrocampista
partenopeo - e sono convinto che continueranno ad aiutarmi anche nel prosieguo
di questa vicenda. Spero che tutto questo clamore non finisca, come spesso
accade in due giorni di indignazione etica e morale nazionale e che le parole si
trasformino nella possibilita' di farmi rientrare in campo''.
Reja deve
fare a meno di Montervino e Mannini per squalifica e di
Iezzo e Gianello per infortunio. In porta dovrebbe esserci Navarro che sta
affrettando il recupero, in alternativa il giovane Sepe. In difesa Cannavaro e
Rinaudo (in vantaggio su Santacroce) con il rientrante Contini. A
centrocampo il tecnico goriziano potrà contare nuovamente su Hamsik e Gargano
che formeranno il solito terzetto con Blasi. A destra Maggio, a sinistra Vitale.
In attacco Lavezzi farà coppia questa volta con Denis (Zalayeta sarà in campo
nel match di Torino con la Juventus.
Marino, che difficilmente opera turnover anche con impegni
ravvicinati, dovrebbe confermare l'undici vittorioso contro la Juventus.
Non sarà della partita l'ex Domizzi e l'esterno Motta verso la cessione. Davanti
ad Handanovic linea difensiva con Ferronetti, Zapata, Felipe e Lukovic. A
cetrocampo D'Agostino e Inler i centrali con Isla a sinistra e Asamoah a destra.
In attacco Di Natale con Quagliarella. Solo panchina per Pepe, Sanchez e Floro
Flores.
NAPOLI (3-5-2): Sepe; Cannavaro, Rinaudo,
Contini; Maggio, Blasi, Gargano, Hamsik, Vitale; Lavezzi, Denis. All.
Reja
UDINESE (4-4-2): Handanovic; Ferronetti, Zapata, Felipe,
Lukovic; Isla, D'Agostino, Inler, Asamoah; Quagliarella, Di Natale. All.
Marino
ARBITRO: Gervasoni di Mantova
Diretta Tv su Sky Sport 1 (canale 201), Sky Calcio 1 (canale
251) e Mediaset Premium Calcio. Diretta radiofonica su Radio
Marte.
"A Firenze meritavamo almeno il pari, la squadra è in ripresa". Quelle di Edy Reja non sono frasi di circostanza ma pensieri reali. Il tecnico centra il momento del Napoli ed esprime la sua analisi alla luce dell'ultimo mese. Mister, gennaio non ha portato gran bene sinora.. "Certo. Non è un mese storicamente fortunato per noi e la riprova l'abbiamo avuta proprio mercoledì a Firenze.
Abbiamo giocato alla pari con la Fiorentina e la squadra, nonostante tante avversità ed assenze, ha mostrato carattere ed orgoglio. Purtroppo è un periodo che non ci gira per il verso giusto. Ma presto risaliremo". Preoccupati per il prosieguo della stagione? "No, preoccupati proprio no.
Anzi io non lo sono affatto perchè so che questa squadra ha grandi mezzi morali per poter riemergere. E sono certo che rivedremo a stretto giro il vero Napoli. Piuttosto siamo delusi perchè non abbiamo raccolto quanto meritavamo. Ci siamo trovati in un vortice di episodi poco favorevoli e partite non fortunatissime.
Ma capita. Il campionato è fatto di momenti più o meno brillanti. Ciò che interessa è che la squadra è viva". C'è subito da dimostrarlo domani con l'Udinese.. "E' una partita delicata ma in fondo per noi tutte le gare hanno una importanza notevole. Arriverà una squadra carica dopo il successo con la Juventus ma posso assicurarvi che in campo ci andrà un Napoli convinto e sereno.
Riavremo alcuni elementi che hanno tirato un po' il fiato e soprattutto ho rivisto proprio al Franchi i germi del miglior Napoli sotto il profilo psico fisico. Sarà un match duro ma noi ce lo giocheremo con grande intensità". Sentite ridimensionata la vostra stagione? "Assolutamente no.
Stiamo vivendo un mese in ombra ma abbiamo avuto precedentemente periodi esaltanti. E nel computo generale abbiamo una classifica buonissima. E' chiaro che alcune squadre molto titolate che avevano cominciato a rilento adesso stanno venendo fuori. Sono cose fisiologiche di una stagione. Ma il campionato è lungo e noi vogliamo rimanere nelle zone che contano.
L'obiettivo Uefa resta nelle nostre possibilità e cercheremo di lottare fino alla fine per conquistarlo". Il caso Mannini ha risvolti umani ancor prima che tecnici. Cosa ha detto al ragazzo? "Di stare sereno, di non abbattersi e reagire. So che in questo momento nessuna parola può dare sollievo a Daniele ma la fiducia espressa dal Presidente De Laurentiis in primis e l'appoggio di tutta la Società in seguito possono rappresentare un punto di appoggio solido dal quale ripartire".
Firenze. Quattro tifosi della Fiorentina sono stati arrestati dalla polizia con l'accusa di avere aggredito un napoletano di cinquant’anni anni nelle vicinanze dello stadio Franchi di Firenze colpendolo con una cintura al volto e procurandogli gravi lesioni. L’uomo è stato soccorso da un’ambulanza del 118 e trasportato in ospedale. Per i quattro aggressori è scattato anche un Daspo della durata di quattro anni. Il fatto si è verificato durante l’uscita degli spettatori dopo l'incontro tra Fiorentina e Napoli.
La Centrale radio allestita presso la sala Gos dello stadio, come in occasione di ogni incontro, ha inviato sul posto alcune pattuglie insieme a personale della Digos. A distanza di circa dieci minuti dall'episodio, una pattuglia della Digos ha individuato e fermato i quattro e li ha arrestati per il reato di lesioni personali volontarie gravi. Inoltre, dopo una serie di altri accertamenti, il questore Francesco Tagliente ha deciso di fare scattare nei loro confronti il Daspo.
Tutti i quattro arrestati risiedono in provincia di Firenze, hanno un'età tra i 31 e i 48 anni e non apparterrebbero a gruppi del tifo organizzato viola. Il gip del Tribunale di Firenze ha convalidato gli arresti. Per tutti sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Il Parma si è ritirato nella corsa a Mariano BOGLIACINO, forse non ancora il Palermo. Ma allo stato, il centrocampista uruguaiano resta al Napoli al 90%. E' lo stesso Vincenzo D'Ippolito, agente di Bogliacino, a darne conferma: "E' molto difficile. Ha recuperato appieno dall'infortunio e ieri la sua prova è stata valutata positivamente da tutti. Reja non l'ha mai voluto dare e lui sta bene al Napoli. Lo ripeto, l'unica società con la quale si potrebbe fare qualcosa è il Palermo, ma solo se dovesse uscire allo scoperto con il Napoli".
La sfida contro l’Udinese arriva in un momento critico per la squadra di Reja, presa in questi giorni dai problemi legati alla squalifica di Mannini ed alla crisi di risultati in campionato, che ha portato la formazione azzurra a trovarsi fuori, per la prima volta dall’inizio della stagione, dalla zona Uefa. L’Udinese, invece, mercoledì sera ha ritrovato i tre punti nella sfida contro la Juventus, dopo dodici turni senza vittorie, e sembra aver riacquistato lo spirito ed il gioco di inizio stagione. L’allenatore bianconero Marino ha, nell’ultima partita, apportato delle variazioni tattiche alla sua squadra, che hanno consentito di trovare un nuovo equilibrio ed una maggiore concretezza. La squadra, contro la Juve, si è schierata con un 4-3-3 “modificato”, in cui nel ruolo di attaccante di destra agiva Isla, di fatto un centrocampista, che in fase di non possesso andava ad aggiungersi alla linea mediana, contemporaneamente a Di Natale, che faceva lo stesso sulla sinistra, andando a comporre un 4-1-4-1, con cui l’Udinese hanno potuto godere di una superiorità numerica a centrocampo, che è stata la chiave della bella vittoria sulla formazione di Ranieri. Anche a Napoli è probabile che Marino riproponga questi accorgimenti tattici, anche tenendo conto che un atteggiamento troppo offensivo della sua squadra, quale sarebbe il consueto 4-3-3, favorirebbe il gioco degli azzurri, specialisti nell’attaccare le squadre in ripartenza. Un vantaggio di cui potrà sicuramente godere l’Udinese è il ritrovato smalto dei due attaccanti, Quagliarella e Di Natale. I due sono stati protagonisti di una partita eccellente contro la Juve, siglando gol di ottima fattura e riproponendo una brillantezza smarrita nelle ultime uscite in campionato, anche a causa di qualche esclusione di troppo. Saranno loro due a guidare gli attacchi alla difesa partenopea, appoggiati probabilmente non da Pepe sulla destra, ma, come mercoledì, da Isla, per garantire una maggior copertura a centrocampo. La linea mediana sarà comandata da D’Agostino, regista fondamentale per il gioco dei friulani, accompagnato ai suoi lati l’ottimo Inler, sul centro-destra, ed il giovane Asamoah, sul centro-sinistra. In difesa è in dubbio la presenza di Domizzi. Il difensore centrale è stato l'unico bianconero a uscire acciaccato dalla sfida con la Juventus. Gli accertamenti strumentali hanno evidenziato un'elongazione alla coscia, un problema che è stato definito di lieve entità, ma che in realtà potrebbe bastare per trattenere ai box l'ex napoletano, considerando anche i limitati tempi di recupero a disposizione. Non dovesse recuperare Domizzi, la coppia di centrali, davanti al portiere Handanovic, sarà composta da Felipe e Zapata. Sulle corsie esterne torneranno a disposizione Ferronetti e Lukovic, assenti mercoledì scorso. Partirà dalla panchina, come detto, il nazionale Pepe, che siederà al fianco del cileno Sanchez, altra alternativa di lusso che, entrando a partita in corso, potrebbe mettere in seria difficoltà la difesa azzurra, come dimostrato nella gara di andata, grazie alla sua velocità ed abilità nel dribbling.
Datolo in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport si presenta ai suoi nuovi tifosi. Che cosa significa per lei arrivare a giocare in Italia? È un orgoglio, perché il Napoli è un grandissimo club in cui ha giocato uno dei più grandi giocatori del mondo. Sono molto contento, mi piace perché è una sfida importante quella che vado ad affrontare, sono felice di poter giocare a Napoli Chi conosci della squadra attuale? Beh, Ezequiel Lavezzi, German Denis e Navarro. Seguo molto il campionato italiano, in cui la competizione è molto serrata, è un torneo che mi piace moltissimo, così come mi piace l'Italia. Ti piace come gioca il Napoli, come tattica e come atteggiamento? Sì, "me encanta" perché è una squadra che va molto all'attacco. Il Napoli è anche una società molto importante. Arrivo in Italia con grandi speranze, con l'aspettativa di poter occupare un ruolo di assoluto rilievo in serie A: è una sfida che mi affascina molto. Ha già sentito qualcuno dei suoi futuri colleghi? No, non ho avuto questa possibilità, non ancora. Però quando arriverò, sicuramente mi conferonterò con loro: sono convinto che potrò adattarmi rapidamente. Hai parlato di Napoli e del Napoli con Maradona? Non ho potuto parlarne molto, sinceramente. Intanto sono molto felice di questo che mi sta accadendo ora In un' intervista degli ultimi giorni, ha ribadito la sua voglia di arrivare presto in Nazionale. Il Napoli può essere la vetrina adatta. Magari. È il sogno di ciascun giocatore, poter vestire la maglia della sua nazionale. Se farò bene con la maglia azzurra, spero di raggiungere la Selecciòn Come si descrive, Jesus? Sono un'ala abituato a fare avanti e indietro per il campo, sono dotato di un buon tiro e ho una buona confidenza con il gol È famoso soprattutto per gli assist. Sì, è vero. Sono anche un buon tiratore e mi considero uno specialista negli inserimenti fino all'area avversaria Ha origini italiane? Sì, anche se non so di preciso da dove partì mio nonno, che arrivò in Argentina e si stabilì nella regione di Santa Fe. Come sta fisicamente in questo momento? Bene, mi sono allenato bene in questi giorni. Abbiamo anche giocato contro il River, ho segnato due reti e mi sento davvero in ottime condizioni. Qual è il giocatore più forte che gioca ora in Italia? Penso che sia El Pocho, Lavezzi, sta disputando un grande campionato, sta facendo cose importanti, mi piace molto. Quindi: lei a sinistra, Lavezzi a destra e Denis al centro: è il Napoli argentino che si immagina? Magari... Proveremo a fare in modo che il Napoli arrivi sempre più in alto. Ci lascia un saluto ai tifosi del Napoli? Voglio mandare intanto un abbraccio affettuoso con la speranza di poter regalare loro tanti motivi di allegria e di festa e di trascinare il Napoli sempre più in alto. Sto arrivando in Italia per questo: per contribuire a far crescere appunto la squadra ancora di più
Ci sono momenti in cui ti rendi conto che và tutto storto. Che magari non puoi farci nulla, perché anche quando dai tutto te stesso per scacciare via i malanni e vincere le tue paure, la sfortuna si schiera contro di te. Stavolta il Napoli ha combattuto, ha tirato fuori la grinta, gli artigli. E’ uscito a testa alta dal Franchi, dopo aver giocato novanta minuti con ordine e compattezza. Ha vinto la Fiorentina. Ha vinto la cattiva sorte. Ha vinto una terna arbitrale inadatta, ha vinto una squadra che ha dimostrato di essere tutto, tranne che superiore al Napoli. A quello che conosciamo, ovviamente. Al Napoli umile e coraggioso che si è distinto positivamente nel 2008, al Napoli che vende cara la pelle a chiunque, in qualsiasi situazione. Al Napoli combattente e guerrigliero, a quella squadra che morde l’avversario. Lo ferisce e poi lo sbrana. Come fa un lupo quando vede un agnello indifeso. Si è aperta la crisi, a Castelvolturno. Tre sconfitte consecutive non si erano mai verificate da quando Edy Reja siede sulla panchina azzurra, ed è un qualcosa di troppo pesante per esser facilmente digerito. Cade ancora il Napoli, dunque. Cede ad una Fiorentina che ottiene il massimo con il minimo sforzo. Si intravede subito che non è giornata. Bastano pochi minuti a Gianello per farsi male. Stiramento alla coscia sinistra, e tanto dolore. Il veronese stringe i denti e rimane in campo. Poi però la gamba cede, ed è costretto ad uscire. Tocca al diciottenne Sepe entrare a freddo nella gara. Il quarto portiere, con i primi tre fuori per infortunio. La sorte gioca un brutto scherzo ai partenopei. Diciotto anni, esordio assoluto in serie A, in una situazione non facile della partita. Pressione al massimo, i battiti del cuore accelerano. L’emozione ti rapisce, si prende gioco di te. Ti fa diventare come un bimbo alla prima esperienza. Il ragazzo sembra motivato. Ne parlano come fosse un futuro campione. Un occhiata intorno a se. Una pacca sulla spalla. Da parte degli amici, dei compagni di allenamento. Da parte di chi è cresciuto con te in un campetto verde di periferia, e ti ha insegnato i primi trucchetti. Tanti in bocca al lupo, insomma. Quello di Reja, l’ultimo. Gioca come sai. Con tranquillità ed intelligenza. Queste le ultime parole famose. Lui mette i guantoni, e ringrazia per la fiducia. Scende in campo, e non si lascia condizionare dall’ambiente ostile. Al primo squillo di Gilardino a cui è chiamato a rispondere, si fa trovare subito pronto. Uscita bassa sicura, e pericolo scampato. L’inizio del Napoli appare buono. Gli azzurri si difendono con ordine, e si rendono pericolosi in contropiede. Jovetic, però, dimostra di avere grandi numeri. Il giovane talento montenegrino prova ad accendere la luce. La sua tecnica mette in difficoltà Aronica, che nei primi minuti di gara spazza via palloni a destra e manca senza fare troppi complimenti. Il primo tempo non emoziona. Il Napoli è attento a chiudere gli spazi ad una Fiorentina che ragiona troppo. Costruisce ma non crea pericoli. Cannavaro è attento in fase difensiva, e rimedia due volte agli errori di Blasi prima, e Rinaudo poi. Dalle gradinate del Franchi piove anche qualche fischio, all’indirizzo dei giocatori viola, reduci da tre sconfitte consecutive. Prandelli striglia i suoi negli spogliatoi, e ad inizio di ripresa si incomincia a vedere un po’ di Fiorentina. Il gigante Bonazzoli entra al posto di Jovetic per dare più fisicità all’attacco viola. Al quarantasettesimo minuto, il Napoli paga a caro prezzo la prima distrazione difensiva della gara. Punizione dalla sinistra, Pazienza non riesce a rinviare la palla. Santana si ritrova la sfera sui piedi, e castiga l’incolpevole Sepe a pochi passi dalla porta. I viola sbloccano il match, e il Napoli si ritrova ancora una volta sotto. Ancora una volta costretto a recuperare, a rimettere in piedi una partita fino ad allora giocata senza errori e sbavature. Stavolta però gli azzurri non ci stanno. No. Tirano fuori la rabbia, la determinazione. E non a caso, è un napoletano a gridare vendetta. Gigi Vitale da Castellammare di Stabia. Il sussulto dello scugnizzo ferito nell’orgoglio. La rabbia repressa di chi si è sentito messo in discussione. Di chi ama la maglia. L’ideale Napoli. Tiro cross dall’out di sinistra, e colossale errore di Frey. Pareggio immediato. E soprattutto, meritato. Il Napoli acquista fiducia, convinzione. Comprende che si può osare. Si può andare oltre. Mai come stavolta. Lavezzi entra prepotentemente in partita, e le sue continue accelerazioni, unite alla grande quantità messa in campo da Zalayeta, creano scompiglio tra la difesa viola. Il Pocho prende palla, semina avversari. Guadagna falli e cartellini. Il solito lavoro che cambia una partita. Prandelli corre ai ripari, e ricorre a forze fresche per scardinare la difesa partenopea. Dentro Pasqual e Semioli, fuori Gobbi e Donadel. La Fiorentina però non riesce a cambiare ritmo. Reja chiede ai suoi calma e pazienza, gli undici azzurri mettono in pratica i suggerimenti. Bonazzoli si fa vedere per la prima volta al settantesimo, quando riesce a contrastare Rinaudo in aria di rigore. Tentativo buono ma sbagliato. A dieci minuti dalla fine, però, succede il disastro. Montolivo si inserisce nell’aria di rigore partenopea. Approfitta di un varco per ricevere palla nell’aria piccola, e trafiggere il povero Sepe con un tunnel fortunoso. Fiorentina di nuovo in vantaggio, e Napoli in ginocchio. Stavolta non era giusto. No. Il Napoli aveva combattuto. Con orgoglio, con determinazione. Aveva lasciato una parte del cuore su quel prato verde di Firenze. Meritava di più. Meritava di uscire imbattuta, meritava di ritornare a Napoli con un punto che forse a livello di classifica non rappresenta chissà che, ma che dal punto di vista morale sarebbe stato oro colato. Il finale è poca roba. Reja ricorre alla solita scelta di schierare Russotto, chiedendogli un miracolo negli ultimi minuti. Poi, nei minuti finali della partita, scende in campo il signor Rizzoli, e non sarebbe potuto essere altrimenti. Prima nega un rigore piuttosto netto al Napoli, per fallo di mano in mischia di Gamberini. Poi espelle Montervino, entrato al posto di Pazienza pochi minuti prima, per un fallo di mano banale in aria di rigore, nel tentativo di agganciare un pallone pericoloso. Il capitano ammette la colpa e chiede scusa. Poi, vede dinnanzi a sé un cartellino rosso insensato e fuori da ogni logica. Dettagli. Si fa per dire. Nel dubbio, è una sola la squadra che tende ad essere favorita. E questa non è il Napoli. Lo si è capito, oramai. Non si tratta più di segni del destino, di banali coincidenza, o di errori casuali. Si tratta di mancanza di coerenza e buon senso. E finchè nessuno interverrà per cambiare questa situazione, sarà questo il calcio che rimarrà. Un calcio corrotto, immorale e malato. Un calcio che non è più uno sport, e che è diventato solo motivo di barbaro guadagno. Sabato arriva l’Udinese, reduce dalla vittoria scaccia crisi contro la Juve. Con un Jesus Dàtolo in più, colpo di gennaio di Marino, ed un Daniele Mannini in meno che non calcherà più un campo di calcio per un anno. La sentenza tanto attesa, è infatti arrivata. E lo sdegno ha raggiunto livelli oramai insostenibili. Qualcuno vuole male al Napoli. Forse per paura, forse perché rischia di dare fastidio. Forse perché sta per tornare grande. E questo non fa piacere, nel palazzo del potere.
Il Tas ha
ufficializzato con una nota sul suo sito la sentenza con la quale ha
squalificato per un anno Daniele Mannini (ex Brescia, ora al Napoli) e Davide
Possanzini (Brescia), per essersi presentati in ritardo ad un controllo
antidoping dell'1 dicembre 2007, dopo Brescia-Chievo. Secondo il Tas i due
calciatori hanno violato l'articolo 2.3 del Codice mondiale antidoping e che per
tale motivo il giudice di ultima istanza del Coni aveva applicato una sanzione
(15 giorni) non corretta. Per l'entità della squalifica bisogna riferirsi agli
articoli 10.4.1 e 10.4.2 del Codice, secondi i quali la prima violazione
dell'articolo 2.3 comporta uno stop di 2 anni. La sanzione può essere ridotta o
al massimo dimezzata in assenza di grave colpa o negligenza. Circostanza nella
quale rientrano, secondo il Tas, Mannini e Possanzini. Per questo motivo i due
sono stati squalificati per un anno a partire dal 29 gennaio 2009, meno i 15
giorni già scontati.
L'Associazione
Italiana Calciatori, mentre manifesta totale solidarietà ai calciatori Mannini e
Possanzini sanzionati dal TAS di Losanna con la squalifica di un anno, esprime
sconcerto e indignazione per una sentenza aberrante e spropositata rispetto
all'infrazione contestata. L'Associazione Calciatori è sempre stata attenta al
problema doping e si è sempre battuta affinché nel calcio italiano fossero
adottati sistemi di controllo che per rigore e frequenza non hanno eguali in
altri Paesi; e per questo l'Aic ha il diritto/dovere di alzare la voce di fronte
ad una palese ingiustizia. Il Consiglio Direttivo dell'Aic sarà
immediatamente chiamato a decidere quali iniziative potranno essere adottate in
segno di protesta contro una sentenza inaccettabile, sproporzionata rispetto
alla durata della carriera di un calciatore, ingiustificata sotto tutti i punti
di vista.