Il fischietto veneto ha visto sempre
vincere gli azzurri quest' anno: sia dal campo che dalla
panchina...
Il Sig. Gava di
Conegliano Veneto è stato designato per l' ostico match del Franchi tra viola e
azzurri. L' arbitro veneto al suo 3° anno alla Can di A e B, ha complessivamente
diretto 16 gare in serie A con il bottino di 9 vittorie interne, 5 pareggie e
due vittorie esterne; ha concesso 3 rigori e sancito 6 espulsioni.
Quest' anno ha diretto le vittorie
interne della Juve sul Livorno, del Napoli sulla Sampdoria e il pareggio
tra Palermo e Reggina. Viene dopo aver diretto bene il derby toscano in b
tra Grosseto e Pisa. Il promettente fischietto non ha mai diretto in
carriera i viola, con il Napoli i precedenti sono 6: quattro vittorie del Napoli
e due pareggi. Quest' anno oltre ad essere stato direttore di gara in casa
contro la Sampdoria, è stato quarto uomo nella fortunanta trasferta di Udine,
come dire non c'è due senza tre!
Gli assistenti sono entrambi di
Avezzano, sono Lanciani al suo 8° anno e De Santis al suo 7°
anno.
La 'follia' di
Maradona, che ha compiuto 47 anni, è diventata
proverbiale, ma quella di una schiera di suoi adepti rischia di far impallidire
l'originale. Dal 1998, infatti, è attiva la 'Chiesa maradoniana', una
parodia del culto religioso che eleva a rango divino il 'Pibe de Oro'. La
'setta', con tanto di preghiere e versione rivisitata del decalogo, conta
oltre 80mila fedeli, tra cui Owen, Ronaldinho e Riquelme.
Della serie: mai
credere di aver visto tutto quando si ha a che fare con la 'follia'
personificata. A dire il vero stavolta non c'entra direttamente, ma solo in
quanto icona del pallone, simbolo del picco più alto mai raggiunto dall'arte
della pedata. Diego Armando Mardona, fresco 47enne, può vantare un culto tutto
suo, incentrato proprio sulla sua persona. Una Chiesa in piena regola, con tanto
di dogmi di fede, preghiere e un decalogo traslato dalle bibliche Tavole della
Legge. Una parodia, insomma, che assomiglia tanto a una sorta di setta dei
'malati di calcio', che riconoscono in Dieguito il profeta. Anzi, più che la
parte del testimone divino, Maradona assume il ruolo di 'dio' di questi 80mila
credenti, argentini e non, tra cui figurano anche colleghi più o meno illustri,
da Ronaldinho a Owen per arrivare al
connazionale Riquelme.
L'idea è
nata il 30 ottobre 1998, quando Hernan Amez e Hector Campomar
iniziarono a commemorare la nascita di Mardona come fosse la Natività. A loro si
aggiunsero altri due argentini e il quartetto diede vita, in modo scherzoso,
alla prima religione che avesse ad oggetto di venerazione un calciatore.
Innanzitutto, il 1961 è considerato il primo anno d.D. (dopo Diego) e la data
d'inizio della nuova era. La 'Chiesa maradoniana' si
fonda sui dieci comandamenti, versione rivisitata, corretta e spassosissima dei
dettami che Dio affidò a Mosè sul Monte Sinai. Ecco la lista: 1. Il
pallone non si disonora, come disse D10s nel suo omaggio; 2. Ama il calcio sopra
tutte le cose; 3. Dichiara il tuo amore incondizionato per il calcio; 4. Difendi
la 'camiseta' dell'Argentina, rispettando la gente; 5. Diffondi la parola di
Diego Maradona in tutto l'universo; 6. Loda i templi dove predicò e i loro
tappeti sacri; 7. Non proclamare il nome di Diego in nome di un unico club; 8.
Ama sempre i principi della Chiesa maradoniana; 9. Usa Diego come secondo nome e
chiama così i tuoi figli; 10. Essere una testa
calda.
L'ultima trovata,
risalente a qualche Natale maradoniano fa, il rifacimento della preghiera
cattolica più recitata: il 'Padre nostro'. "Diego nostro che stai nei campi.
Sia santificato il tuo sinistro e venga a noi il tuo calcio. Siano esaltate le
tue qualità, come in cielo così in terra. Dacci oggi la nostra dose quotidiana
di gol, perdona le nostre pedate, come noi perdoniamo la camorra napoletana, fai
in modo che noi non cadiamo nella tentazione di disonorare la palla e liberaci
da Havelange. Diego". Buon 'natale', caro 'Pibe de
Oro'.
Questo il commento del Direttore
Generale Pierpaolo Marino: "Siamo soddisfatti di una sentenza che innanzitutto
restituisce onorabilità alla figura di Zalayeta, professionista serio e
calciatore che ha ispirato l'intera carriera ai principi
fondamentali di lealta’, correttezza, probita’ e fair play.
Una sentenza che tra l'altro rende giustizia al risultato acquisito sul
campo perché evidenzia non una ma due azioni fallose di Legrottaglie che
giustificano, sia pur indirettamente, la decisione dell'arbitro e la legittimità
del rigore. Personalmente ringrazio le tv napoletane Canale 34 e Tele A che
hanno rilevato il fallo di Legrottaglie attraverso le immagini televisive ed in
particolare Canale 34 che ha fornito tempestivamente il supporto visivo da
produrre alla Corte di Giustizia Federale". Anche Edy Reja è sulla stessa linea: "Sono
felice di questa decisione - dice il tecnico azzurro - soprattutto per il
giocatore che non meritava assoltamente questa squalifica. E sono doppiamente
felice perché potrò averlo a disposizione sin da
domenica".
Il giudice sportivo Tosel ha
annullato la squalifica all'attaccante partenopeo Marcelo
Zalayeta. Marino aveva commentato cosi le nuove immagini che ritraevano
Legrottaglie strattonare il giocatore e quindi presentato ricorso d'urgenza:
C'era un fallo gravissimo di Legrottaglie che abbiamo potuto visionare ieri sera
grazie a delle immagini di alcune televisioni napoletane: l'intervento di Buffon
è scoordinato e Zalayeta non fa altro che saltarlo cavallerescamente,
rialzandosi subito dopo senza fare sceneggiate. Il rigore c'è per il fallo di
Legrottaglie e non di Buffon . Ricorso d'urgenza accolto: l'uruguaiano
potrà scendere in campo regolarmente contro la
Fiorentina.
Nella rifinitura a Castelvolturno Reja ha fatto
disputare la consueta partitella in famiglia. Dovendo far fronte alle assenze di
Blasi e Zalayeta, il tecnico azzurro ha provato tra i titolari Sosa al posto
dello squalificato Zalayeta e Bogliacino al posto dell'infortunato Blasi. In gol
nella partitella Sosa e Lavezzi per i blu, mentre De Zerbi e Montervino per gli
arancioni. L'allenatore azzurro dovrebbe quindi schierare dal primo minuto:
Iezzo; Cupi, Cannavaro, Domizzi; Garics, Hamsik, Gargano, Bogliacino, Savini;
Lavezzi, Sosa.
Incredibile prima pagina del quotidiano sportivo torinese che
in prima pagina non contento della squalifica di Zalayeta, ha chiesto
anche la squalifica di Lavezzi per la sceneggiata a detta dei colleghi torinesi
effettuata in occasione del primo rigore concesso.
La SSC Napoli comunica che, avendo acquisito ieri in tarda
serata nuovi elementi a discarico di Zalayeta, presenta reclamo d'urgenza
avverso le due giornate di squalifica comminate al calciatore.L'esito del
ricorso contro la squalifica di Zalayeta avverrà intorno alle
18.
Oggi è il compleanno di Maradona. Diego compie 47 anni.
Diego Maradona è nato, infatti, a Lanus il 30 ottobre del 1960.
E’ l'unico giocatore della storia del Napoli ad aver vinto la classifica cannonieri di serie A. Con 15 gol si è imposto nel 1987/88. L'asso argentino è salito sul podio altre due volte finendo terzo sia nel 1984/85 (14 gol) che nel 1989/90 (16).
5 - A Napoli ha vinto due scudetti ('87 e '90), la Coppa Uefa del 1989, la Coppa Italia del 1987 e la SuperCoppa Italiana del '90. Prima del suo arrivo il Napoli aveva vinto soltanto due Coppe Italia, una Coppa delle Alpi ed una Coppa di Lega Italo-Inglese.
115 - Con 115 reti è il bomber più prolifico della storia del Napoli. Maradona ha segnato 81 volte in campionato, 29 in Coppa Italia e 5 nelle Coppe Europee. Al secondo posto c'è un altro mito del calcio napoletano, Attila Sallustro, che si fermò a quota 107 segnando molto di più di Diego in campionato (104), ma molto meno nelle coppe. Terzo è Vojak a 103. Sotto quota 100 troviamo Altafini (97), Careca (94) e, sesto, Beppe Savoldi che, con 77 gol azzurri, è il primo italiano in classifica. 75 i suoi gol al San Paolo e 40 in trasferta. 53 nei primi tempi e 62 nelle riprese.
16 - Le sue doppiette. Ne ha firmate 12 delle 280 segnate in campionato dal Napoli. Hanno fatto meglio soltanto Vojak (23 doppiette) e Vinicio (13). Una la tripletta, alla Lazio, nel 4-0 del 24 febbraio 1985. Con i suoi 39 gol su rigore è l'azzurro che ha trasformato più penalty staccando abbondantemente Savoldi (21) e Vojak (16).
9 - - L'esordio ufficiale in maglia azzurra risale al 22 agosto del 1984: al San Paolo, in Coppa Italia, il 4-1 all'Arezzo con, al 20', una punizione-gol a sbloccare il risultato.
- L'esordio in A il 16 settembre in Verona-Napoli 3-1. Il primo gol il 23 settembre, su rigore, contro la Samp (1-1). La sua prima rete su azione il 7 ottobre al Como (3-0).
- La sua ultima partita in maglia azzurra il 24 marzo '91: il Napoli perse 4-1 a Marassi dalla Samp con un rigore di Diego. Contro i blucerchiati, e sempre su rigore, dunque, la prima e l'ultima delle sue 81 reti in campionato.
Un breve riassunto della sua vita
30/10/1960: Diego Armando Maradona nasce a Lanús, nella periferia di Buenos Aires. E' il quinto degli otto figli di Diego Maradona e Dalma Salvadora Franco.
5/12/1970: Inizia a giocare nelle Cebollitas, la squadra giovanile dell'Argentinos Juniors.
20/10/1976: Gioca la prima partita nella Serie A argentina con la maglia dell’Argentinos Juniors contro il Talleres de Córdoba, dieci giorni prima del suo sedicesimo compleanno, entrando all'inizio del secondo tempo con la maglietta numero 16 al posto di Giacobetti.
14/11/1976: Segna il suo primo gol, contro Lucangioli, portiere del San Lorenzo di Mar del Plata.
27/02/1977: Debutta con la maglia della nazionale argentina contro l'Ungheria.
Maggio 1978: L'allenatore della nazionale Cesar Menotti non lo convoca per il mondiale del 1978 ritenendolo troppo giovane.
2/6/1979: Segna il suo primo gol in nazionale, a Glasgow contro la Scozia.
7/9/1979: Guida l'Argentina alla vittoria della Coppa del Mondo giovanile in Giappone segnando anche un gol su calcio di punizione nella finale vinta 3-1 contro l'Unione Sovietica.
19/2/1981: Si trasferisce al Boca Juniors.
22/2/1981: Debutta nel Boca vincendo 4-1 contro il Talleres de Córdoba e segnando due reti.
16/8/1981: Vince il campionato con il Boca Juniors.
4/6/1982: Firma per il Barcellona.
24/9/1983: Subisce l'infortunio piú grave della sua carriera quando Andoni Goicoechea, difensore dell'Athletic Bilbao, gli frattura la caviglia sinistra e gli rompe il legamento.
30/6/1984: Firma per il Napoli.
5/7/1984: Presentazione ai tifosi del Napoli in una festa indimenticabile.
22-29/6/1986: Segna prima il celebre gol con la “Mano di Dio” e poi realizza un gol meraviglioso nella vittoria per 2-1 contro l'Inghilterra nei quarti del mondiale. Guida praticamente da solo l'Argentina fino al trionfo contro la Germania Ovest per 3-2 nella finale.
10/5/1987: Guida il Napoli alla vittoria del primo scudetto.
17/5/1989: Vince la Coppa UEFA col Napoli, che ottiene la prima vittoria in una competizione europea.
Agosto-Settembre 1989:Trascorre due mesi in Argentina, tornando in Italia solo dopo l'inizio del campionato.
29/4/1990: Vince il secondo scudetto col Napoli.
8/7/1990: Porta l'Argentina alla finale del mondiale a Roma, partita persa per 1-0 con la Germania Ovest a causa di un calcio di rigore molto dubbio.
17/3/1991: Viene trovato positivo a un controllo antidoping e viene squalificato per 15 mesi dai campi di calcio.
1992: Rifiuta di tornare al Napoli dopo la squalifica e chiede un trasferimento. Viene ingaggiato dal Siviglia.
4/10/1992: Debutta con la maglia del Siviglia, perdendo 2-1 contro l'Athletic Bilbao.
10/10/1993: Lascia il Siviglia per il Newell’s Old Boys in Argentina. Perde la prima partita per 3-1 contro l'Independiente.
31/10/1993: Ritorna a giocare in nazionale a Sydney contro l'Australia per gli spareggi di qualificazione al mondiale USA 1994. Pareggia 1-1 e il gol argentino è propiziato da una grande giocata di Diego.
17/11/1993: L'Argentina con Maradona come capitano batte 1-0 l'Australia e si qualifica per il mondiale.
2/12/1993: Gioca la sua ultima partita con il Newell's contro l'Huracán.
Giugno 1994: Gioca due partite con la nazionale argentina nel mondiale americano segnando anche un gran gol contro la Grecia, prima di essere squalificato per uso di efedrina, sostanza non consentita dalla FIFA.
3/10/1994: Prima esperienza da allenatore: viene ingaggiato dal Deportivo Mandiyú di Corrientes. Due mesi dopo rinuncerá all'incarico.
6/5/1995: Seconda esperienza da allenatore: viene ingaggiato dal Racing. Quattro mesi dopo dará le dimissioni.
7/10/1995: Ritorna a giocare nel Boca Juniors nella partita Boca-Colón 1-0. I tifosi del Boca gli preparano un'accoglienza indimenticabile nello stadio della "Bombonera".
1996: Continua a giocare per il Boca Juniors.
24/8/1997: Ritorna in gran forma a giocare per il Boca Juniors, segnando nella partita vinta 4-2 contro l'Argentinos Juniors. Viene di nuovo trovato positivo, nonostante ci siano dei sospetti su un possibile complotto.
25/10/1997: Gioca la sua ultima partita col Boca, vincendo 1-2 in casa del River Plate.
30/10/1997: Decide di ritirarsi dal calcio proprio il 30 ottobre, giorno del suo 37esimo compleanno.
1998: Non gioca la coppa del mondo, ma va in Francia per commentare le partite per una televisione argentina.
Novembre 1998: Torna per la prima volta in Italia dopo oltre sette anni.
Premi ottenuti da Maradona nella sua carriera
* 1978: Capocannoniere del Campionato Metropolitano. * 1979: Capocannoniere del Campionato Metropolitano. * 1979: Capocannoniere del Campionato Nazionale. * 1979: Campione del Mondo juniores con la nazionale argentina. * 1979: "Olimpia de Oro" al Miglior calciatore argentino dell'anno. * 1979: Scelto dalla FIFA come Miglior Calciatore dell'anno in Sudamerica. * 1979: Ottiene il Pallone d'Oro come Miglior Calciatore del momento. * 1980: Capocannoniere del Campionato Metropolitano. * 1980: Capocannoniere del Campionato Nazionale. * 1980: Scelto dalla FIFA come Miglior Calciatore dell'anno in Sudamerica. * 1981: Capocannoniere del Campionato Nazionale. * 1981: Riceve il Trofeo Gandulla come Miglior Calciatore dell'anno. * 1981: Campione di Argentina con il Boca Juniors. * 1983: Vince la Coppa del Re con il Barcellona. * 1985: Viene nominato ambasciatore dell'UNICEF. * 1986: Campione del Mondo con la nazionale argentina. * 1986: Vince il secondo "Olimpia de Oro" al miglior calciatore argentino dell'anno. * 1986: E' dichiarato "Cittadino Illustre" della Città di Buenos Aires. * 1986: Ottiene la Scarpa d'Oro consegnata dalla Adidas al miglior calciatore dell'anno. * 1986: Ottiene la Penna d'Oro come miglior calciatore in Europa. * 1987: Campione d'Italia con il Napoli. * 1987: Vince la Coppa Italia con il Napoli. * 1988: Capocannoniere della Serie A con il Napoli. * 1989: Vince la Coppa UEFA con il Napoli. * 1990: Campione d'Italia con il Napoli. * 1990: Ottiene il Premio Konex di Brillante per la sua abilità sportiva. * 1990: Secondo posto nella Coppa del Mondo. * 1990: Nominato Ambasciatore dello Sport dal Presidente dell'Argentina. * 1990: Vince la Supercoppa Italiana con il Napoli. * 1993: Premiato come Miglior Calciatore Argentino di tutti i tempi. * 1993: Vince la Coppa Artemio Franchi con la nazionale argentina. * 1995: Ottiene il Pallone d'Oro alla carriera. * 1995: Premiato come "Maestro Ispiratore di Sogni" dall'Università di Oxford. * 1999: "Olimpia de Platino" al Miglior Calciatore del secolo. * 1999: Riceve dalla AFA il premio come miglior sportivo del secolo in Argentina. * 1999: Il suo slalom del 1986 contro l'Inghilterra è scelto come miglior gol della storia del calcio. * 2000: Viene eletto "Calciatore del Secolo" dalla FIFA, durante una serata di gala a Roma.
I numeri del numero 10
- Argentinos Juniors (76/80). 166 partite (116 gol). - Boca Juniors (81, 95/97). 71 partite (35 gol). - Barcellona (82/83). 58 partite (38 gol). - Napoli (84/91). 258 partite (115 gol). - Siviglia (92/93). 29 partite (7 gol). - Newell's Old Boys (93). 5 partite. - Nazionale Giovanile (77/79). 23 partite (11 gol). - Nazionale Maggiore (77/94). 91 partite (34 gol).
Titoli vinti: 10
- Campionato del Mondo giovanile 1979 (Argentina) - Campionato Metropolitano 1981 (Boca Juniors) - Copa del Rey 1983 (Barcellona) - Coppa del Mondo 1986 (Argentina) - Scudetto 1986/87 (Napoli) - Coppa Italia 1987 (Napoli) - Coppa UEFA 1989 (Napoli) - Scudetto 1989/90 (Napoli) - Supercoppa Italiana 1990 (Napoli) - Coppa Artemio Franchi 1993 (Argentina)
La SSC Napoli e il signor Marcelo
Zalayeta, letto il comunicato odierno del Giudice Sportivo Nazionale,
rappresentano di aver ritenuto, in piena sintonia tra loro, di non procedere
alla presentazione del reclamo avverso la squalifica di 2 giornate irrogata dal
predetto Giudice, pur non condividendo la sanzione e le motivazioni imposte alla
base della stessa, ma rispettando, nel contempo, la decisione assunta
dall’organo di giustizia.
Tale scelta e’ finalizzata ad
evitare inutili e dannose strumentalizzazioni dell’episodio, essendo l’atleta
convinto di aver rispettato in questa occasione, come nel corso dell’intera
carriera, i principi fondamentali di lealta’, correttezza, probita’, nonche’ di
fair play che sono alla base del gioco del calcio. Il calciatore inoltre
conferma di non aver messo in atto alcun tentativo per trarre in inganno il
direttore di gara, simulando un fallo, e precisa di aver voluto
esclusivamente evitare un pericoloso scontro di gioco con l’ex compagno di
squadra Buffon.
Riparte stasera sugli schermi di Telenapoli -Canale 34 il
programma «Number Two». La prima puntata della stagione va in onda alle ore
20.50. Tra gli ospiti in studio ci saranno l’ex capitano e direttore generale
del Napoli, Antonio Juliano, e l’ex arbitro internazionale Graziano Cesari, che
commenterà i casi dei due rigori assegnati alla squadra azzurra e molto
contestati dalla Juventus nell’anticipo di sabato. Mercoledì, dopo la partita
contro la Fiorentina, in onda l’altro programma sportivo dell’emittente
«Tifosi».
Walter Gargano dopo il gol segnato alla Juventus è
osannato dai giornali uruguayani, el pais parla di golazo che è
valso a riportare la vittoria del Napoli sulla Juve dopo 17 anni.
L’entusiasmo per il successo contro la Juventus è
frenato dalla preoccupazione per le notizie che arrivano dall’infermeria che,
dopo il match di sabato, s’è riempita. Blasi ha chiuso la partita con la
Juventus con un ginocchio bloccato, Zalayeta è uscito dal campo con un
lancinante dolore alla costola. Oggi entrambi i calciatori verranno sottoposti
ad esami specifici, per capire la reale entità degli infortuni subiti, e
scoprire quali potranno essere i tempi di recupero.
Questa mattina
Emanuele Blasi verrà accompagnato a Roma dal medico azzurro per essere
sottoposto a una visita specialistica da parte del professor Mariani. Al
giocatore, nell’occasione, verrà effettuata anche una ecografia che chiarirà se
la distorsione al ginocchio ha provocato danni gravi ai legamenti. Dopo l’esame
e la visita, sarà possibile sapere se Blasi potrà guarire in tempi brevi (venti,
trenta giorni) o se il recupero sarà ancora più lungo.
Zalayeta, invece,
ieri mattina s’è svegliato con un insopportabile dolore al costato. Già sabato
sera aveva lamentato fastidi per un colpo proibito subito da Chiellini, ma dopo
dodici ore il fastidio s’è trasformato in dolore, grande. Talmente grande da non
permettergli nemmeno di entrare in automobile e guidare. Anche Zalayeta oggi
sarà sottoposto ad esame radiografico e visita specialistica per capire se si
tratta solo di una forte contusione o della frattura di una costola che
prevederebbe almeno quaranta giorni di stop.
In vista della trasferta di
Firenze, Reja è alle prese con le scelte per la sostituzione dei due giocatori.
Il posto di Blasi dovrebbe essere preso da Bogliacino mentre in caso di assenza
di Zalayeta, il favorito a una maglia da titolare sarebbe Sosa. Proprio della
prossima trasferta di Firenze si parlerà oggi al Viminale.
Arriveranno
all’Osservatorio sullo sport, le relazioni della questura di Napoli e saranno
segnalati i due eventi di sabato sera: l’accoltellamento del tifoso azzurro
avvenuto nel dopopartita e il ferimento di un operatore tv, Salvatore Sorriente,
colpito con una pietra alla testa mentre era a bordo campo.
L’ultima
riunione dell’Osservatorio si è conclusa con un «avvertimento» alla tifoseria
azzurra, ribadito anche dal prefetto di Napoli, Pansa: Fiorentina-Napoli non ha
limitazioni, ma ulteriori decisioni saranno prese dopo l’anticipo con la
Juventus. Nel frattempo arriveranno anche le sanzioni del giudice sportivo che
potrebbe comminare una severa multa al Napoli per il ferimento dell’operatore
televisivo.
Caso-Bergonzi - Il disastro del San Paolo lo
pagherà. Due rigori inventati significano un mese di stop, che è il minimo
sindacale per erroracci del genere. Dopodiché si valuterà la sua condizione, per
dire la sua serenità. Tant'è che è a rischio la sua nomina a internazionale,
data per scontata alla prossima scadenza di dicembre.
Caso-Zalayeta - Si
parla molto di una prova tivu per l'attaccante del Napoli, quel tuffo senza
contatto con Gigi Buffon che ha ingannato Bergonzi e prodotto il falso rigore
del 3-1. Se così sarà, come sembra, il Giudice sportivo applicherà la norma
della squalifica: uno o due turni. Per sancire, di fatto, una simulazione palese
e la certificazione di un risultato falsato. Buffon spiega: "Ho cercato invano
di dire all'arbitro che aveva preso un autentico abbaglio...".
La
Juventus - Non prepara dossier. Prepara però un incontro ai vertici del Palazzo
per capire, per spiegare. Cobolli Gigli, Ranieri, hanno parlato chiaramente.
L'allenatore: "Avevo previsto che certe cose accadessero". Mentre Gigi Buffon
raccoglie tutti i suoi pensieri, arbitri compresi, e alla fine dice: "Comunque
sia, questa Juventus non è da scudetto". Ai tifosi non farà di certo piacere.
Però dopo Juve-Inter, se dovesse finire in un certo modo, anche il numero uno
dei numeri uno potrebbe cambiare idea.
Uno scalmanato, durante la partita, ha letteralmente
sradicato un seggiolino sugli spalti e lo ha fatto volare in campo, raggiungendo
la pista d’atletica. Ma i tifosi che gli sedevano vicino lo hanno prontamente
fermato e costretto a sbollire il suo spirito teppista. Lo stesso è stato poi
allontanato dallo stadio con la forza dagli altri spettatori. Un esempio di come
ci sia possa ribellare ai violenti dello
stadio.
Sarà Gava ad
arbitrare il big match di mercoledì sera tra Fiorentina e Napoli. Assistenti di
linea i signori Lanciani e De Santis. Quarto uomo: Rosetti
Ecco la nota stonata: Blasi dovrà fermarsi per
almeno un mese per una distorsione collaterale del ginocchio sinistro. Il
giocatore in giornata si farà visitare a Roma dal prof.
Mariani.