"Napoli da Champions League? Per come sta giocando ora sì però non è questo l'obiettivo". Lo ha detto il dg del Napoli Pierpaolo Marino a Sky. "Come si sta in vetta alla classifica? Si soffre di vertigini? Basta non guardare in giù", ha continuato, premettendo di voler smorzare l'entusiasmo. "Smorzarlo è un obbligo perchè cavalcarlo è l'arte più pericolosa. Bisogna stare tranquilli, barricarsi, perchè la passione che ti comunicano i tifosi ti può fare andar in overdose". Domenica il Napoli è atteso dal Milan. "Chi sta meglio? Il Napoli non ha niente da perdere, il Milan è nella posizione più scomoda". I partenopei comunque hanno cambiato albergo per la trasferta di Milano. "Siamo partenopei, le scaramanzie le guardiamo tutte. Siamo più forti del cambio dell'albergo, però, le proviamo tutte".
Si apre oggi la nuova rublica settimanale di Pianetazzurro: il personaggio della settimana. Presenteremo la storia, la strada percorsa, le emozioni dei protagonisti del grande calcio azzurro, i miti che realizzano i sogni dei tifosi napoletani. Germán Gustavo Denis è il propugnatore della sfida del San Paolo contro la Reggina, e con la sua prima tripletta in maglia azzurra si aggiudica un posto d’onore nell’Olimpo dei più amati dai tifosi. Nato a Lomas de Zamora, 10 settembre 1981, Denis è soprannominato El Tanque (Il Carrarmato) per la sua imponenza fisica. Esordisce nel calcio professionistico nel 1997 nel Talleres de Remedios de Escalada e nella Primera B Metropolitana. Dopo due stagioni si trasferisce al Quilmes, dove realizza quattro presenze e due gol. Nel 2000 passa al Club Atlético Los Andes. Dopo aver disputato la prima parte della stagione 2001-2002 nella seconda divisione argentina con i biancorossi di Lomas de Zamora, con cui realizza 18 gol in 28 partite, nel gennaio 2002 si trasferisce al Tokyo dove chiude la sua esperienza con 28 presenze e 14 gol all'attivo. Nella stagione 2004-2005 porta l'Arsenal de Sarandí a quota 30 punti nel torneo di Clausura 2005. L'Arsenal lo riscatta dal Cesena per 50.000 dollari, per rivenderlo subito al Colón, nel quale mette a segno 11 gol in 36 partite. Nel 2006 lo chiama l'Independiente e Denis ha l’opportunità di affermarsi definitivamente mettendo a segno 18 reti. Il 27 giugno 2008 Denis diviene di fatto un giocatore azzurro. Il trasferimento viene ufficializzato il 30 giugno con la firma di un contratto quinquennale, mentre all'Independiente vanno 12 milioni di dollari. Il primo gol ufficiale in maglia azzurra arriva il 14 agosto 2008 nel secondo turno preliminare di Coppa UEFA contro gli albanesi del Vllaznia. Mette a segno la prima rete in Serie A il 28 settembre 2008 nel match in trasferta contro il Bologna. Ieri invece mette a segno la sua prima tripletta con la maglia azzurra in Napoli-Reggina (3-0), un’evento memorabile perchè l'ultimo azzurro a segnare una tripletta in campionato fu Daniel Fonseca il 29 novembre 1993, in occasione di Napoli-Reggiana 5-0. Denis è il calciatore del momento e oggi di sicuro ha avuto un risveglio meraviglioso dopo la fantastica vittoria di ieri : “Oggi è un giorno bello ma la testa è già a Milano. Una partita troppo importante, il trionfo di ieri è stato magnifico. Fare tre gol in un campionato così difficile non è da poco. Ringrazio la squadra che mi ha aiutato e personalmente sono felicissimo. Mi sento pronto per continuare su questa strada ma bisogna migliorare e non sbagliare con la testa, essere sempre concentrati, non farsi prendere dall'euforia e lavorare per crescere. Scudetto? Stiamo calmi: il nostro obiettivo è migliorare l'ottavo posto dell'anno scorso e conquistare la qualificazione in Uefa. Io penso solo al Napoli. Segnare non è importante. E' bello, certo, ma il mio primo pensiero al mattino è che il Napoli arrivi in alto". Pensare solo alla propria squadra senza la smania di trionfo sono le solide caratteristiche mi un grande uomo oltre che ad un grande giocatore. La lealtà che dimostra verso la società, la maturità con cui affronta di partita in partita le sfide nel momento, l’affetto dei suoi inseparabili tifosi, i quali si rendono conto del suo vero valore, personificando il grande sogno del Napoli, rendono Denis quello straordinario calciatore che merita la copertina come personaggio della settimana.
L’ A.C. MILAN INFORMA I
PROPRI TIFOSI CHEL’ACCESSO ALLO
STADIO DI SAN SIRO PER LA PARTITA MILAN – NAPOLI
In
Programma DOMENICA 2 NOVEMBRE alle ore 20,30
- A SEGUITO DI DECRETO PREFETTIZIO -
SARA’ CONSENTITO SOLTANTO:
· a tutti gli
ABBONATI;
· ai POSSESSORI DELLA TESSERA CUORE ROSSONERO NON ABBONATI
che potranno acquistare il BIGLIETTO PER SE STESSI presso
tutte LE FILIALI DI BANCA INTESA SANPAOLO e quindi entro l'ORARIO DI
CHIUSURA degli sportelli di venerdì pomeriggio;
INOLTRE
·
SOLO I POSSESSORI DELLA TESSERA CUORE ROSSONERO – ABBONATI E NON ABBONATI -
potranno acquistare, presso le FILIALI DI BANCA INTESA SANPAOLO DI
MILANO E PROVINCIA, e quindi entro l'’ORARIO DI CHIUSURA di venerdì pomeriggio,
UN BIGLIETTO PER UN’ALTRA PERSONA (PURCHE’ RESIDENTE A MILANO O PROVINCIA)
presentando la FOTOCOPIA DI UN DOCUMENTO DI IDENTITA’ E IL CODICE FISCALE
DELL’ALTRA PERSONA;
· I
CITTADINI STRANIERI (MUNITI DI REGOLARE PASSAPORTO) potranno acquiestare UN
BIGLIETTO DI QUALUNQUE SETTORE DISPONIBILE SOLO SABATO E DOMENICA, a
partire dalle ore 10, presso LE BIGLIETTERIE DELLO STADIO DI SAN SIRO.
"Sono felice ed
emozionato per questo riconoscimento". Aurelio De Laurentiis ha ricevuto
dal Presidende della Repubblica, Giorgio Napolitano, le insegne
dell'Ordine "al Merito del Lavoro" ai Cavalieri del Lavoro, nel Salone dei
Corazzieri al Quirinale. Presenti, fra gli altri, i presidenti di Senato e
Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini e il ministro per lo Sviluppo
Economico Claudio Scajola.
"Sono molto emozionato di aver ricevuto il
massimo riconoscimento di eccellenza nel lavoro, per la mia attività in
campo cinematografico - ha detto il Presidente De Laurentiis - . Mio zio
Dino De Laurentiis aveva conseguito questa onorificenza negli Anni 60, a
me è stata attribuita oggi.
Mi auguro che anche i miei figli sappiano
continuare la tradizione cinematografica iniziata dalla mia famiglia 70 anni fa
ed essere sempre più incisivi nel mondo della comunicazione. Si era detto che
all'inizio del Terzo Millennio, il mondo dei contenuti avrebbe rappresentato la
centralità nella nostra società , mi fa quindi immensamente piacere
aver contribuito e contiuare a contribuire a tutto cio' con il mio lavoro e le
mie idee".
Nell'incontro con la stampa il Presidente ha poi commentato il
primo posto del suo Napoli. "Scudetto? L'obiettivo è restare tra i primi
7 ed andare in Uefa. Il nostro programma è quello di costruire una squadra
forte, competitiva e che sappia esprimere un gioco divertente".
"Ho avuto il pallone autografato da tutta la squadra". "Hattrick" Denis. El Tanque si è svegliato con un regalo meraviglioso dopo la notte magica di ieri. Così come è in uso in Inghilterra, i compagni di squadra gli hanno regalato il pallone della partita, il famoso rito dell"hat-trick" ovvero tripletta.
Che giorno è questo per te, German?
"Bello, ma la testa è già a Milano. Una partita troppo importante".
Mamma mia, neppure il tempo di godersi la notte trionfale...
"Sì, certo è stato bellissimo. Fare tre gol in in campionato così difficile non è da poco. Ringrazio la squadra che mi ha aiutato e personalmente sono felicissimo. Mi sento pronto per continuare su questa strada ma bisogna migliorare e non sbagliare con la testa".
Che intendi per: 'non sbagliare con la testa?'
"Significa essere sempre concentrati, non farsi prendere dall'euforia e lavorare per crescere. La squadra sta facendo cose buonissime, abbiamo cominciato a lavorare ad inizio Luglio e questo ci ha aiutato".
Che effetto fa stare lassù?
"E' bello ma la strada è lunga. Stiamo calmi: il nostro obiettivo è migliorare l'ottavo posto dell'anno scorso e conquistare la qualificazione in Uefa".
Hai segnato 5 gol, qualcuno comincia a sussurrare similitudini con Batistuta. Troppo?
"Non nascondo che è sempre stato il mio punto di riferimento. Batistuta l'ho seguito sempre ed ovunque. Ho cercato di apprendere molto dal suo modo di giocare. Ma detto questo, Bati è un'altra storia, resterà un campione unico".
Amico di Lavezzi, in campo e fuori, a Napoli l' "asado" porta bene...
"Sì, facciamo una cena a settimana insieme per non abbandonare le radici argentine ma non parliamo di calcio. Quello lo lasciamo al campo e agli allenamenti. Pocho è un fenomeno. Io dico sempre che non abbiamo ancora visto quanto può essere importante. E' giovane e diventerà ancora più forte".
Da oggi Napoli parla di Denis a voce alta: dove vuole arrivare il Tanque?
"Io penso solo al Napoli. Segnare non è importante. E' bello, certo, ma il mio primo pensiero al mattino è che il Napoli arrivi in alto".
La Napoli bella di notte, quest’anno anche di giorno, miete un’altra vittima. Questa volta è toccato alla piccola Reggina di Orlandi, cedere alla dura legge del San Paolo. Una Reggina già piccola di per se, che confrontandosi con un sempre più grande Napoli, è andata pian piano scomparendo sempre di più. Non c’è mai stata gara. E’ bastato poco agli azzurri per prendere in mano il pallino del gioco, e sferrare gli attacchi decisivi. In una fredda ed uggiosa serata al San Paolo, ci ha pensato Denis a scaldare i 50.000. E non una, bensi’ tre volte. Giusto per dare uno schiaffo morale non indifferente, a chi tempo fa era scettico per il suo arrivo. Bastano cinque minuti agli azzurri per annientare i calabresi. El Tanque difende splendidamente palla, servendola ad Hamsik, questa sera in versione Assist-Man. Lo slovacco gliela restituisce nel momento più opportuno. Finta, e destro potente sotto la traversa. E’ subito festa. Primo gol al San Paolo in campionato per il Carrarmato. Un gol d’autore, rifinito alla meraviglia, e concluso ancora meglio. Pochi minuti dopo, ancora Hamsik è divino nel servirgli una palla al bacio, rinunciando ad un tiro facile davanti a Campagnolo. Denis è sempre li’, pronto a colpire. Il diluvio che si abbatte sulle gradinate è poca roba rispetto allo spettacolo che offre il Napoli. La Reggina prova a tenere più alta la difesa, ma cosi’ facendo favorisce solo le scorribande offensive partenopee, targate Hamsik-Denis-Lavezzi. I tre si intendono a meraviglia, con il Pocho che illumina ogni pallone che tocca. E’ un Napoli frizzante, brioso. Le poche iniziative calabresi vengono bloccate sul nascere, da un Santacroce sempre più Imperatore. Si vocifera che il Barcellona voglia offrire a De Laurentiis una cifra che si aggira attorno ai dieci milioni, per il difensore brasiliano. Qualcuno dica a LaPorta, che probabilmente con quella cifra non ci compra nemmeno la maglia. Un eufemismo, che racconta una realtà stupenda. Santacroce è un fuoriclasse, e ha tutte le carte in regola per diventare campione. Soprattutto quando acquisirà maggiore esperienza. Il suo tipo di gioco difensivo, ricorda molto quello del grande Fabio Cannavaro, capitano della nazionale campione del mondo. Gioca d’anticipo, si prende parecchi rischi. Ma è forte, e non poco. Nel secondo tempo, il copione non cambia affatto. La Reggina non si fa mai vedere dalle parti di Navarro, ed il Napoli mantiene saldamente fra le mani il pallino del gioco. Lavezzi giochicchia in mezzo al campo, mettendo puntualmente a sedere, gli spaesati difensori calabresi. A metà ripresa, arriva la ciliegina sulla torta. Questa volta è Maggio a rifinire uno splendido assist per, guarda un po’, German Denis. L’argentino ringrazia ancora una volta, e mette in rete il suo quinto gol in campionato. Una tripletta mica male, giusto per dare un forte segnale al campionato italiano, e ad Alberto Gilardino, che ora ha realizzato solo due gol più di lui. Il resto è solo noia. Il Napoli ha vinto ancora, ed è questo quello che conta più di tutto e tutti. Tredicesima vittoria consecutiva in notturna al San Paolo. Tredicesima grande dimostrazione di forza, al cospetto di avversari molto più forti di questa sterile Reggina. Ma probabilmente la colpa non è dei calabresi. E’ che ora come ora, chiunque sarebbe arrivato al San Paolo, sarebbe stato annientato dalla superiorità degli azzurri. Il coro, a fine partita, diffuso nelle curve, fa pensare. “Stiamo arrivando, Milano stiamo arrivando”. E’ vero. Perché QUESTO Napoli, non può e non deve avere paura di nessuno. Perché ha le carte in regola per far bene, e per potersela giocare con qualsiasi compagine militante nel campionato di serie A. Il primo posto in classifica, dopo nove giornate di campionato, ne è una prova schiacciante. E’ un gruppo unito e compatto, quello azzurro. Che non si divide mai, tutt’altro. Ognuno gioca per la squadra. L’interesse collettivo, prima di quello personale. E’ questo il segreto che custodisce Edy Reja. L’uomo più umile sulla faccia della terra. Modesto e pacato nei toni e negli atteggiamenti, in grado di mantenere con i piedi saldi a terra squadra e tifosi, che oramai stanno quasi per scoppiare. Primato. La giusta ricompensa per tanto lavoro e tanta fatica. E i partenopei non si fermano più. Non vogliono fermarsi. Oramai non si stupisce più nessuno. Napoli non è una momentanea illusione. Ma una solida realtà. Trema Milano: Stiamo arrivando.
«Lo scudetto al Napoli? Lo sa solo Dio..». Aurelio De
Laurentiis, nominato oggi al Quirinale Cavaliere del lavoro, unisce l'ironia
all'euforia per il magic-moment azzurro. Il produttore cinematografico non
perde di vista ad ogni modo i verosimili target
stagionali: «Non possiamo pensare di rimanere in vetta e se si pensasse
solo allo scudetto non si vivrebbe più. La logica di quest'anno è
arrivare tra i primi sette e andare in Europa. Poi, magari, tra tre anni
riuscire a portare la squadra in Champions League. Lo scudettoprevede
anche una serie di casualità che si aggregano attorno a una squadra molto forte.
Il Napoli quest'anno punta a essere soprattutto una squadra bella, competitiva e
divertente».
Festa grande in
casa Maradona, è il compleanno di Diego. Il Pibe de Oro, che ha scritto la
storia del Napoli, oggi compie 48 anni. All'ex capitano e condottiero del club
azzurro, nato a Lanus il 30 ottobre del 1960, gli auguri di tutta la città
partenopea e un sincero in bocca al lupo per la nuova carriera di selezionatore
della nazionale di calcio argentina.
Stefan Schwoch (Bolzano, 19 ottobre 1969) da neanche un anno ha appeso le scarpette al chiodo ed è attualmente un apprezzato dirigente del Vicenza, squadra con la quale ha chiuso la carriera. L’altoatesino, che può vantarsi di essere con i suoi ventidue gol in un unico campionato il miglior marcatore stagionale della storia del Napoli, ci ha concesso un intervista esclusiva per parlare della sua ex squadra e del campionato in generale. Stefan, sai di essere ancora nel cuore dei tifosi azzurri? “E loro sono nel mio, mi sono trovato benissimo in quella bellissima piazza, ho dei bellissimi ricordi e sarei rimasto anche a vivere a Napoli, ma purtroppo non è stato possibile per tutta una serie di circostanze…”. Quali circostanze? “Avevo disputato una grande stagione con gli azzurri culminata con la promozione in serie A dopo parecchi anni, avevo una gran voglia di far bene anche in serie A. Una sera mi chiamò il mio procuratore comunicandomi che Corbelli e Ferlaino mi avevano venduto al Torino per circa 8 miliardi. Fu una doccia gelata, lasciare la piazza e il calore di Napoli è stato difficilissimo per me. Resto nella storia del club azzurro al pari con Sallustro per il maggior numero di reti siglate in una stagione, una gioia immensa che porterò con me per sempre”. Anche tre anni fa fosti ad un passo dal ritorno al Napoli… “E’ vero, il direttore Marino mi aveva richiesto ufficialmente, ma poi dopo mille tentennamenti ho deciso di non tornare soprattutto per motivi familiari. Oltretutto, ormai avrei potuto dare poco alla causa azzurra a fine carriera”. Ti aspettavi un avvio così avvincente del Napoli? “Non me lo aspettavo, come credo non se l’aspettasse nessuno. E’ vero, i ragazzi di Reja sono stati in qualche occasione, vedi la gara contro la Lazio, baciati dalla buona sorte, ma è indiscutibile che la squadra ci sia. Rispetto allo scorso anno l’undici azzurro è cresciuto, è stato migliorato l’organico e anche la convinzione del gruppo di essere una buona squadra si è ormai consolidata”. Da grande bomber quale sei stato, al posto di Reja punteresti maggiormente su Denis o Zalayeta? “Io farei giocare sempre Zalayeta. Denis deve ancora dimostrare di che pasta è fatto, mentre il ‘Panteron’ ha colpi, qualità, esperienza e si sposa alla grande con Lavezzi. E poi risulta fondamentale per il gioco di Reja perché è abilissimo a far salire la squadra”. Dicci la verità, davvero il Napoli può ambire al sogno Champions? “Se togliamo Inter, Milan, Juventus e Fiorentina, che reputo superiori al Napoli e che saranno indiscutibilmente tra le prime quattro, gli azzurri potranno giocarsi anche il quinto posto con l’Udinese. Diciamo che una qualificazione diretta in coppa Uefa è alla portata dei partenopei, ma la Champions la vedo improbabile”. Dopo il Napoli, quali sono state le squadre che ti hanno colpito maggiormente? “Genoa e Udinese sono, insieme al Napoli, le novità più piacevoli del nostro calcio. Friulani e liguri giocano un buonissimo football e sono compagini ben allenate da tecnici giovani, motivati e con grandi idee. Oltretutto hanno degli attacchi eccezionali, il Genoa può vantare un bomber fantastico come Milito, forse anche trascurato da qualche grande del nostro campionato, mentre l’Udinese può schierare addirittura l’attacco della Nazionale con un Di Natale che sa sempre fare la differenza con i suoi dribbling, i suoi gol e la sua fantasia”. Stefan, ci fai una tua previsione sui tre big-match della decima giornata di campionato? Ci riferiamo a Milan-Napoli, Udinese-Genoa e Juventus-Roma… “Il Napoli certamente andrà a Milano per giocarsi la gara. Ovviamente, il Milan, che è tra le squadre più forti al mondo, è nettamente favorito, ma non mi sorprenderei più di tanto se i miei ex compagni dovessero fare un altro sgambetto ad una grande: hanno i mezzi per far male alla difesa di Ancelotti. Invece, in virtù di quanto detto prima, credo che Udinese-Genoa possa risultare una gara spettacolare e con molti gol. Juventus-Roma? Dipende dal recupero degli infortunati in casa bianconera, comunque la squadra di Ranieri potrebbe sfruttare appieno il fattore campo”.
Grande prova di maturità del Napoli che nella piovosa serata del San Paolo, contro la Reggina, ha dissolto le preoccupazioni di Reja ed ha confermato una evidente maturazione rispetto allo campionato passato. Il Napoli dello scorso anno aveva infatti palesato le difficoltà più evidenti nell’affrontare le partite contro squadre sulla carta inferiori. Proprio contro la Reggina, nello scorso campionato, gli azzurri non erano infatti riusciti ad andare oltre a due pareggi, quest’anno la squadra di Reja sembra invece aver acquisito la giusta mentalità vincente, che le consente di affrontare con la giusta carica agonistica ogni impegno, prescindendo dall’avversario. La partita di stasera ha palesato una superiorità netta del Napoli rispetto ai calabresi. L’approccio alla gara è stato determinante. Gli azzurri sono scesi sul terreno di gioco con la netta convinzione di voler chiudere i conti il prima possibile, cogliendo probabilmente di sorpresa la squadra di Orlandi, parsa fin dall’inizio incapace di tenere a bada le offensive dei partenopei. Il Napoli è riuscito a portare attacchi da tutte le zone del campo, costringendo gli avversari a rincorrere sempre e comunque i giocatori azzurri in tutte le zone della loro difesa. I ragazzi di Reja sono stati bravi a sfruttare l’ampiezza del campo, allargando spesso il gioco sugli avanzatissimi Maggio e Mannini, per poi infilarsi centralmente nelle maglie della difesa allargata. A favorire questo tipo di gioco ci sono state le ottime prestazioni di Hamsik, Lavezzi ed ovviamente Denis. I primi due sono stati eccellenti nel gioco di rifinitura al limite dell’area di rigore, mentre El Tanque si è rivelato letale nel concretizzare nel migliore dei modi le azioni, contribuendo anche alla loro costruzione. Proprio la tripletta di Denis è stata una lieta notizia per tutto l’ambiente azzurro. Quest’estate Marino era andato a lungo alla ricerca di una prima punta di spessore, ma all’arrivo dell’argentino qualcuno aveva storto il naso. L’inizio del campionato poi, con l’esplosione di altri due attaccanti argentini, Milito e Zarate, aveva insinuato un pizzico di rammarico in taluni addetti ai lavori, timorosi che Marino non avesse pescato bene quanto Genoa e Lazio nell’ampio serbatoio di punte sudamericane. Questa sera invece il Tanque ha dato una grande prova di se, ripagando Reja per averlo preferito a Zalayeta, e regalandosi una enorme iniezione di fiducia per il proseguimento del suo campionato. Se Denis dovesse confermarsi su questi livelli, con Lavezzi, sempre più trascinatore, e l’Hamsik ammirato questa sera, il Napoli potrebbe davvero vantare un potenziale offensivo di primissimo ordine. Detto delle faville dei settori avanzati della squadra, è bene lodare anche il lavoro in fase di copertura attuato dai cosiddetti “gregari”. Pur riconoscendo il non irresistibile potenziale tecnico della Reggina di stasera, sarebbe ingeneroso non sottolineare la prestazione di una difesa che non ha praticamente mai sofferto le iniziative degli avversari. Santacroce, Cannavaro e Contini sono stati protagonisti di una gara attenta e priva di sbavature. Ma da evidenziare è anche la prestazione dei centrocampisti, abili sia nel difendere che nell’appoggiare l’azione. Particolarmente in palla è parso Michele Pazienza, che si è distinto per una prova di grande applicazione tattica e di lodevole dinamismo, non facendo rimpiangere nell’occasione un elemento del calibro di Blasi, fuori per squalifica. Dunque il Napoli è riuscito a superare brillantemente l’ennesimo esame di maturità, grazie al quale si troverà ancora fino a domenica prossima in vetta alla classifica, essendosi messo alle spalle l’Inter, e condividendo la posizione con la sola Udinese. In questo momento di grande esaltazione giungerà però la prova più dura, dall’inizio di questa stagione, per Lavezzi e compagni: il Milan. Un risultato positivo raccolto a Milano potrebbe davvero mettere le ali a questo Napoli, tuttavia un risultato negativo non potrà minimamente intaccare l’esaltante cammino compiuto fino ad oggi da una squadra che, raramente è stato ricordato in questa sede, fino a tre anni fa era in serie C…
De
Laurentiis: "I sogni dei napoletani sono i miei sogni"
"Sono un uomo che vive per creare
storie da favola e speriamo che Napoli possa continuare a
sognare". Aurelio De Laurentiis si
lascia cullare sulle ali del romanticismo dopo l'ennesima splendida serata del
San Paolo. Napoli da urlo ed il Presidente azzurro non è da meno.
"Ho visto una squadra spettacolare, non era facile giocare in
quel modo sin dall'inizio. Bene, benissimo così. Siamo ai vertici della
classifica ed abbiamo rivalutato il marchio Napoli. Ma rimaniamo concentrati e
umili perché il nostro progetto continua. Abbiamo una squadra giovane, forte e
spavalda che vogliamo implementare in futuro con elementi di valore per rimanere
ad alti livelli".
"Speriamo di poterci divertire in campo
internazionale l'anno venturo - continua De Laurentiis - e di poterci riprendere la qualificazione in Europa dalla
porta principale. Io sono un produttore cinematografico e cerco di trovare
storie per poter far divertire e sognare le persone. Ed il sogno d Napoli oggi è
il mio sogno. Godiamoci questo momento e applaudiamo questa squadra per
ciò che ci sta regalando"
Reja: "Il più bel primo tempo da quando sono qui"
"Siamo una forza importante". Non è tipo da giri di
parole Edy Reja e non mette la maschera al suo
Napoli. Il tecnico è orgoglioso, fiero, soddisfatto, entusiasta. E rende merito
al lavoro del gruppo.
"Oggi mi ero raccomandato coi ragazzi di fare cose semplici e
partire a spron battuto. Bene: lo hanno fatto alla grande. Questa è una squadra
che ha mostrato maturità e sta diventando sempre più consapevole del suo ruolo.
Oggi abbiamo giocato il più bel primo tempo da quando sono qui. Una gioia per
gli occhi. Abbiamo segnato un gol bellissimo al quale siamo arrivati
con 4-5 passaggi di fila, rasoterra. E chi fa l'allenatore sa quanto è
difficile ma anche gratificante riuscire ad esprimersi così. Sono
soddisfatto e faccio i complimenti alla squadra ed anche alla Società. Abbiamo
un grande Presidente sempre attento e prodigo ed un Direttore Generale che è un
vero stratega, il Richelieur del Napoli".
"Sono contento per Denis - prosegue il tecnico - che è esploso in tutto il suo talento di
bomber. Lui è un altro giocatore che sarà importante per noi. Così come lo
è Zalayeta e così come stasera lo è stato Hamsik che ha giocato per la squadra
dimostrando grande altruismo. Adesso si va a Milano per questo scontro al
vertice. Siamo sfavoriti ma andremo a giocarcela. Sognare non è proibito. Ci
sono squadre più titolate che ci sono superiori tecnicamente ma ho anche la
convinzione che tra le forze di questo campionato ci sia anche il Napoli"
Maggio: "Bene così ma restiamo attaccati alla realtà"
"I napoletani sognano ma noi dobbiamo rimanere
realisti". Christian Maggio ha la
maturità degli uomini tutti d'un pezzo e nel giorno in cui il Napoli è
primo in classifica insieme all'Udinese cerca di guardare negli occhi agli
obiettivi azzurri.
"Nessuno si aspettava questo inizio di stagione e ne siamo
lieti. Ma da qui a volare con la fantasia ce ne passa. Dobbiamo tenere i piedi
per terra e pensare a quale è la nostra giusta dimensione. Sicuramente stiamo
bene, abbiamo lavorato con grande intensità e siamo in un momento positivo. Oggi
abbiamo disputato una gara eccellente e sono contentissimo per Denis perché ci
teneva tanto a segnare al San Paolo".
"Però ora - continua l'esterno azzurro - non
dobbiamo perdere di vista la realtà. Adesso andremo a Milano e cercheremo di far
risultato ma sappiamo che sarà un match contro una squadra tra le più forti
d'Europa. Sarà una bella serata di calcio e speriamo di farci valere ed
esprimerci come meglio potremo"
Napoli: Navarro, Santacroce (23' st Aronica),
Cannavaro, Contini, Maggio (37' st Montervino), Pazienza, Gargano, Hamsik,
Mannini, Lavezzi (33' st Zalayeta), Denis. A disp. Gianello, Rinaudo, Vitale,
Russotto. All. Reja
Reggina: Campagnolo, Lanzaro, Valdez, Costa,
Alvarez, Barreto (30' st Hallfredsson), Carmona, Barillà (16' st Di Gennaro),
Tognozzi, Vigiani, Corradi (25' st Rakic). A disp. Puggioni, Cosenza,
Sestu, Ceravolo. All. Orlandi
Arbitro: Gervasoni di
Mantova Marcatore: 7' pt Denis, 17' st Denis, 19' st Denis Note: ammoniti
Corradi, Carmona, Mannini, Cannavaro
Napoli - Venti di gloria. Arriva la valanga azzurra. Il Re Leone
mangia la Reggina in 3 mosse, Napoli a ritmo di Tanque. Denis al cubo: il bomber
con la criniera d'oro fa la sua prima tripletta in Italia. Fantastico. Torna 'a
voce 'e notte del San Paolo, l'urlo di Fuorigrotta, con le curve a posto, belle,
tornite, sinuose, accoglienti, eccitanti come i sogni di un'intera città
che si addormenta con un pensiero stupendo. Il carrarmato dei desideri
accende le stelle in un quarto d'ora. Il rave party di Fuorigrotta fa "sold out"
che non sono neppure le nove di sera. I Guerrieri della Notte atto infinito.
Napoli davanti a tutti. Sul campionato c'è stampata la criniera del Re Leone,
bum-bum-bum Denis. La nuova maschera di Halloween. E domenica c'è la notte
di San Siro. Dolcetto o scherzetto. Alla Scala si va col vestito
buono...
La sinfonia comuncia
subito con un crescendo rossiniano. Minuto 7. Azione avvolgente del Napoli:
Denis protegge palla e smista per Hamsik, palla di ritorno al bacio, Denis in area danza sul pallone, finta e sfonda
sotto la traversa. Che gol. El Tanque. E andiamo così. Minuto 16 Lavezzi fa
l'equilibrista nella difesa reggina, lancio splendido per Hamsik che davanti a Campagnolo fa una prodezza di
arguzie ed altruismo toccando per Denis che fa
tap in a porta vuota. El Tanque 2.
Napoli avanti 2-0. Ed il
terzo gol per volontà dello spirito di Campagnolo che salva ben due volte
strappa il gol Lavezzi nel tourbillon
spettacolare degli azzurri. Si gioca col manuale aperto. Mamma mia che Napoli.
Finisce il primo tempo: 2-0.
Nel secondo arriva la
bufera. Il vortice azzurro e l'uragano Tanque. German Denis segna la sua tripletta su offerta speciale di
Christian Maggio. Oplà. La notte è piccola per
noi. Canta Napoli, Napoli Milionaria. Venti di gloria. Arriva la valanga
azzurra. Siamo davanti a tutti. Un sogno talmente grande che la metà
basterebbe...
BUENOS AIRES - Diego Armando
Maradona e' il nuovo ct dell'Argentina. Lo riferisce in apertura il sito del
quotidiano El Clarin. Lo stesso ex Pibe de oro ha confermato che il presidente
della Federcalcio argentina, Juan Grondona, lo ha scelto per l'incarico.
Maradona prende il posto del dimissionario Alfio
Basile.
Andrea Gervasoni di Mantova ha 33 anni ed è alla
terza stagione nella Can di A e B. L’esordio in serie A in Livorno-Torino 1-1
del 23 dicembre 2006 Vanta 19 presenze in serie A e 23 in B: 23 vittorie
interne, 15 pareggi, 4 successi in trasferta
I
PRECEDENTI:
Otto con il Napoli (quattro in serie C): Le quattro
direzioni in A e B: Napoli-Bari 1-1 il 31 marzo 2007 Udinese-Napoli 0-5 il
2 settembre 2007 Atalanta-Napoli 5-1 il 12 dicembre 2007 Genoa-Napoli 2-0
il 27 febbraio 2008 (in serie C1: una vittoria e tre
pareggi)
COSI' IN CARRIERA:
42 presenze (19
in A e 23 in B) 23 vittorie interne (il 54,8%) 15 pareggi (il
35,7%) 4 vittorie esterne (il 9,5%) 229 ammonizioni (circa 5 a
partita) 18 espulsioni (meno di una ogni due partite) 17 rigori (meno di
uno ogni due partite) 1.458 falli fischiati (circa 35 a
partita)
La stella Nba
dei Boston Celtics Kevin Garnett, intervistato rivela: "Amo molto il calcio
italiano. Il mio calciatore preferito è Ronaldinho, ma la mia squadra del cuore
è il Napoli". Un tifoso in piu' da oltreoceano, dunque, per Lavezzi e
compagni!
"La Reggina è l'esame più duro". Perché nel calcio la partita più difficile è sempre quella che viene dopo. Marek Hamsik non fa solo sfoggio di talento, esplosivo quanto il suo ciuffo ribelle, ma anche di saggezza. Ben riposta in questo ragazzo di 21 anni che ha la statura morale di un Senatore. Napoli primo in classifica, qual è il segreto? "Lottiamo sempre. Questo primato ce lo meritiamo per quello che abbiamo fatto sinora. Abbiamo i punti giusti che dovevamo avere per il gioco espresso. Va bene così, poi da domani si vedrà...". Domani c'è la Reggina e domenica il fascino della sfida di San Siro con Milan... "C'è la Reggina e basta. Una partita dura ed importantissima. Tutte sono sfide difficili in Italia. Ognuna uguale e diversa dall'altra, ma sempre ad alta intensità. La Reggina vale quanto il Milan. Si deve giocare per vincere pensando ad un avversario per volta". Che obiettivi ha questo Napoli? "Lavorare a testa bassa per guadagnare posti alti. Mancano 30 partite. L'unico obiettivo possibile è migliorare sempre". Hai sempre segnato al San Paolo in questo campionato: 3 su 3. Domani punti al quarto? "No, punto solo alla vittoria del Napoli. Io sono un centrocampista non un attaccante. Ho maggiore libertà di attaccare ed è bellissimo aver segnato questi gol. Ma non è certo il mio pensiero principale. Io gioco per aiutare la squadra e dare il massimo. I gol, da chiunque arrivino, servono per guadagnare punti".
17. Un numero, IL numero. Con una tradizione antica, con una storia affascinante. E’ il numero di Marekiaro Hamsik, simbolo di questo Napoli che cresce, che matura. Emblema di una società onorevole, con grandi progetti. E non a caso, 17 sono i punti del Napoli, dopo solo 8 giornate. Un bottino mica male. Cinque vittorie, due pareggi ed una sola sconfitta. Un rendimento pari a quello dell’Inter. Quella dei campioni, dei fenomeni. 17 punti, che valgono il primato. Primato condiviso, ma pur sempre primato. Come non accadeva da anni e anni. Da quando era l’Inter ad avere paura del grande Napoli, e non il contrario. Eh già, perché il Napoli sembra davvero non volersi più fermare. La trasferta dell’Olimpico contro la grande Lazio di Pandev e Zarate, sembrava veramente un grande ostacolo, molto duro da superare. E infatti, durante la partita, le impressioni non sono cambiate. I biancocelesti sono una squadra quadrata, solida, con una grande organizzazione di gioco. E lo dimostrano, a più riprese. Nel primo tempo, il Napoli soffre, e non poco. Zarate sembra una scheggia impazzita. Le sue giocate in mezzo al campo creano sempre scompiglio ad una difesa, che però in un modo o nell’altro riesce sempre a liberare. A proposito, una lode la merita anche e soprattutto lui. Mauro Matias Zarate, ventunenne argentino. Attaccante completo, forte fisicamente, con una grande accelerazione, ed una tecnica non indifferente. Un piccolo gioiello, insomma. Da tenere sott’occhio il più possibile. Talenti del genere si trovano molto di rado, soprattutto perché a quest’età, in pochi sanno prendersi la propria squadra sulle spalle e fare la differenza. Ecco, Zarate è uno di questi. Una zanzara pungente, che se riesce a prendersi lo spazio che gli serve, è capace di nasconderti la palla e fartela vedere nuovamente, solo quando ha superato la linea bianca della porta, e si è insaccata nella retina. Ma il Napoli lo ha saputo gestire. Al meglio. Con un Aronica sempre attento e diligente, e con un Fabiano Santacroce, senza alcun dubbio il migliore in campo, tornato la diga insuperabile di un tempo. Gli azzurri sono compatti, uniti. Nella parte iniziale del match, lasciano giocare molto l’avversario. Tipico atteggiamento dei partenopei. L’avversario và prima studiato, analizzato. Poi, a lungo andare, lo si colpisce nel momento propizio. La massima espansione del Reja pensiero. A calcio, si gioca prima di tutto con la testa. E questo, forse, in molti non lo hanno ancora capito. Basta poco agli azzurri per aprire e chiudere la partita. Dopo un primo tempo d’affanni, al Napoli bastano dieci minuti da grande squadra, per chiudere i conti. Alla fine della prima metà della partita, bomba di Gargano su punizione, che si stampa su una traversa, che forse sta tremando ancora ora. Poi, ci pensa il Pocho. Classica giocata “Lavezziana”, con il numero sette che penetra nell’aria di rigore atterrando gli avversari come se fossero birilli. La carambola premia il napoletano, con il pallone che termina sulla gamba di Siviglia, prima di finire alle spalle di Carrizo. I tanti napoletani in tribuna fanno festa. Tutti accerchiano Lavezzi, ancora una volta determinante. Questo, e tanto altro. Perché, paradossalmente, è molto più pericoloso il Napoli, anche dopo il gol del vantaggio, che la Lazio, psicologicamente a terra, dopo aver subito la rete inventata dal Pocho. Reja inserisce Contini per Mannini, spostando Salvatore Aronica a sinistra, per garantire più copertura. Solo Foggia può inventare qualcosa. La Lazio lo sa, ed il suo gioco è incentrato sempre e comunque, o sul fantasista napoletano, o sull’argentino Zarate, calato incredibilmente nella ripresa. Il pubblico si spazientisce, Delio Rossi prova il tutto per tutto, gettando nella mischia anche Simone Inzaghi, ma la sostanza non cambia. C’è il Napoli, solo il Napoli. C’è Denis, che prima di uscire si divora il raddoppio. E c’è ancora un folletto, con i polmoni d’acciaio, che al 93’ minuto ha ancora la forza di rincorrere avversari, metterli a sedere, e mandare di un filo a lato il tiro della consacrazione. Dopo cinque, forse eccessivi, minuti di recupero, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi. E Napoli può festeggiare, ancora una volta. L’ennesima. Oramai ci stanno facendo l’abitudine, i partenopei. E si sa che le abitudini, soprattutto quando sono buone, sono difficilmente abbandonabili. Nel frattempo, tutti si coccolano la squadra, i campioni, gli eroi. Guardi verso l’alto, e vedi il nulla. Guardi verso il basso, e vedi tutti. Vedi la “Magica” Roma a meno 10, vedi la Vecchia Signora a meno 7. E soprattutto, ti rendi conto che forse, non sei li’ per caso.