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29 octubre

IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA: GERMAN GUSTAVO DENIS, EL TANQUE NAPOLETANO

Ritorna, questa volta di giovedì, la rubrica settimanale di PianetAzzurro, Il Personaggio della settimana. Il protagonista della rubrica odierna è, per acclamazione pubblica e per grandi meriti umani e sportivi, German Denis. Il tanque azzurro è risultato decisivo in ben due partite consecutive, nelle quali ha giocato poco più di venti minuti. Grande l'assist per il gol di Maggio a Firenze. Grandissimo il colpo di testa che ha pareggiato i conti col Milan, in una partita che sembrava ormai finita. Quello che stupisce di più del puntero argentino è l'attaccamento alla maglia azzurra dimostrato in questi ultimi mesi. Dato per partente nel mese di Luglio, è rimasto a Napoli, senza però conquistare la fiducia di Donadoni, il quale gli aveva concesso solo qualche scampolo di partita. Al cambio dell'allenatore, la musica sembra sempre la stessa: tanta panchina e pochi minuti da giocare. Ma il tanque non si è scoraggiato ed è riuscito ad approfittare delle poche occasioni concessegli da Mazzarri. Contro il Bologna entra per pochi minuti e lotta su ogni pallone. Contro la Fiorentina entra a fine partita e confeziona un assist perfetto per Maggio. Fino ad arrivare al match con il Milan. Entrato al momento giusto al posto di Quagliarella, sembra scatenato. Si lancia su tutti i palloni e appena riceve quello giusto, lo mette dentro con un colpo di testa magistrale. Il capolavoro è completo. Un giocatore che correva in campo ad ogni gol dei suoi compagni che giocavano, mentre lui scaldava la panca, ha avuto finalmente la sua occasione. E da ieri sera si è guadagnato un posto negli schemi di Mazzarri e nel cuore degli azzurri, anche in vista della supersfida di sabato contro la Juventus a Torino. Speriamo continui così, perchè quello che serve a questa squadra, è gente pronta a lottare e a sudare per la maglia del Napoli. Denis, bravo, bene, bis!

RINAUDO: RIMONTA ESALTANTE. A TORINO CON ENTUSIASMO

Leandro Rinaudo, perno centrale della retroguardia azzurra che ieri è stata messa a dura prova dalla velocità di Pato e dalle incursioni di Inzaghi, torna sull'incredibile rimonta ai danni del Milan. "Alla fine è stata una grandissima soddisfazione raggiungere il pareggio nel recupero, contro una grande squadra come il Milan. Però c'è anche tanto rammarico per il black-out generale nei primi 5 minuti. Per come è andata in seguito la gara, però, non possiamo che essere felici".

Decisivo è stato, come sempre, il pubblico del San Paolo: "Nei minuti finali la gente spingeva così forte, che ci ha fatto ritrovare le forze che ormai non avevamo più. L'apporto dei tifosi è stato determinante. Anche la squadra ha avuto un grande spirito di rivincita, ci siamo rimboccati le maniche: non era facile ritrovarsi, dopo 7 minuti il morale della squadra era a pezzi -ricorda Rinaudo-. Siamo stati bravi".

Non c'è tempo per festeggiare: sabato alle 18, il Napoli è atteso dalla Juve nella gara che chiude il mini-ciclo di ferro. "Sicuramente si va con grande entusiasmo a Torino. Quando si incontrano queste squadre già l'entusiasmo e la carica adrenalinica sono al massimo, poi il pareggio insperato col Milan ci dà una carica in più -spiega il difensore palermitano-. Saremo stanchi entrambi: la Juve ha giocato anche in Champions. Però dovremo stare più attenti del solito, perchè sarà una partita durissima. Col mister non abbiamo ancora cominciato a prepararla. Ieri siamo andati a letto esausti, e stamattina abbiamo fatto solo un pò di rifinitura. Da domani cominceremo a pensare alla Juve. Mazzarri è molto meticoloso, e ci tiene a preparare bene la partita. Sarà importante farlo: i bianconeri sono la squadra più forte fisicamente del campionato, dopo l'Inter".

Il tecnico azzurro, 7 punti in tre gare, è già entrato nel cuore dei tifosi e della squadra: "Mazzarri ha dato una bella impronta. E' una persona molto sangiugna, riesce a trasmettere il suo credo a noi giocatori. Continueremo a seguirlo, perchè ci sta dando una grande mano. Nell'intervallo il mister trasmette molta tranquillità e serenità: ieri ci ha detto di continuare a giocare, e di andare in campo tranquilli per fare quello che sappiamo fare" confida Rinaudo, che proprio con Mazzarri è diventato titolare fisso: "Io sono sempre stato convinto che il lavoro paga, mi sono sempre allenato con grande professionalità e non ho mai mollato, anche quando giocavo pochissimo. Per il futuro, spero di trovare continuità e di raggiungere risultati importanti col Napoli, perchè questa città merita davvero tanto".
 
La partita coi rossoneri ha confermato la grande chimica di gruppo che sta nascendo: "C'è molto attaccamento fra di noi, e sono contento per i gol di Cigarini e Denis, che se lo meritavano per il momento buio che hanno attraversato ultimamente. E' stata una bella iniezione di fiducia, per loro e per il Napoli. Speriamo con tanto sacrificio e dedizione di continuare su questa linea" conclude Rinaudo, che vuol essere protagonista anche in fase realizzativa: "L'anno scorso noi difensori non abbiamo segnato molto, dobbiamo svegliarci un pò". 

Contro la Vecchia Signora, i gol, sarà importante non prenderli. Rinaudo ed il reparto arretrato azzurro saranno chiamati ad una prova superlativa.

DE LAURENTIIS: SUDDITANZA DELL'ARBITRO VERSO IL MILAN

Inquadrato dalle telecamere all' 89' il patron De Laurentis si era alzato e stava andando via, due minuti dopo è stato reinquadrato nuovamente al suo posto dopo il gol di Cigarini e pronto ad assistere al pareggio del Tanque. Ai microfoni di Sky il presidente azzurro ha parlato chiaro, lamentandosi di un arbitraggio assurdo: "C'erano dei falli non riconosciuti a noi, a loro dei falli che non c'erano riconosciuti. Il Milan è il Milan e gli arbitri soffrono sempre di sudditanza psicologica. Alla fine potevamo pure vincere, nei nostri c'è ansia di fare bene. All'inizio nonostante il grande pubblico c'era ansia, abbiamo sofferto un pò questo. Dobbiamo lavorare sulla psicologia e anche sulla troppa fretta sotto porta, la squadra ha giocato, sotto porta potevamo fare meglio. I soldi che ho investito si cominciano a vedere. Sono contento per Cigarini e per il tanque, gli avevo detto di essere più veloce in estate e sono contento per lui perchè non era facile. Juventus? Non abbiamo mai vinto negli anni passati. Sarà dura, hanno dato cinque gol alla Sampdoria. Andiamo lì con sette punti su nove con Mazzarri e con una classifica che ci vede insieme a tante squadre che prima erano davanti". 

WALTER MAZZARRI: SE FOSSE DURATA QUALCHE MINUTO IN PIU' AVREMMO VINTO

Mazzarri soddisfatto, 7 punti in 3 partite, 7 punti raggiunti negli ultimi minuti lottando come leoni. È stato lui a crederci fino alla fine, ancor più dei suoi ragazzi, i suoi cambi sono stati decisivi, insomma ancora una regia magistrale da parte del toscano, che al termine dell'incontro si è presentato ai microfoni di Mediaset Premium commentando da principio il difficile inizio: “Si è vero come al solito, come ci era già capitato col Bologna, la partita l'abbiamo iniziata in salita. All'inizio eravamo contratti eravamo in bambola. Abibamo perso due gol in cinque minuti, poi è stata una partita giocata molto bene, una partita a rischio, parti subito 2-0 poteva finire anche in goleada invece siamo stati bravi a recuperare e se fosse durata anche qualche minuto in più abbiamo visto tutti come stava andando. I cambi sono stati bravissimi, sia Cigarini che Denis in gol, per come si era messa sicuramente meglio non poteva andare. - il mister passa poi a parlare di un attacco definito da penna bianca Ravanelli, dallo studio, poco concreto - Manca un po' di lucidità e un po' di tranquillità, sono giovani c'era l'apprensione di voler rimontare, sotto porta bisogna un attimo rallentare ed essere lucidi, noi eravamo un po' troppo frenetici ma la squadra ha prodotto gioco Dida ha fatto 3-4 parate consecutive a tu per tu con i miei giocatori, si era messa male e alla fine abbiamo senza dubbio meritato il pareggio”.

OBIETTIVO NAPOLI - GLI AZZURRI RICACCIANO IL DIAVOLO ALL'INFERNO

Se qualcuno aveva dei dubbi sulla metamorfosi del nuovo Napoli, questa sera è arrivata la conferma. Una gioia di questo tipo al San Paolo non si viveva da anni ed un pareggio non è stato mai importante come quello di stasera. Il Napoli ha dimostrato di avere l’anima che voleva Mazzarri, anzi di più. É stato capace di andare oltre qualche decisione discutibile dell’arbitro, oltre ad una sfortuna cieca, oltre ad un Dida imprevedibilmente insuperabile.

Analizzare solo l’aspetto tattico di questa gara non renderebbe bene l’idea di quel che è accaduto stasera in campo. D’altra parte questo aspetto ha forse avuto un ruolo decisivo nei primi muniti di gara, quando il Milan ha costruito il suo doppio vantaggio approfittando sia di un atteggiamento inizialmente troppo remissivo degli azzurri, sia di uno scarso affiatamento di una difesa inedita, non sempre attentissima nella prima frazione di gara. A causa delle assenze di Contini e Santacroce Mazzarri ha dovuto cambiare uomini e posizionamento della sua retroguardia, schierando Grava sulla destra, quasi a uomo su Ronaldinho, Rinaudo centrale, Campagnaro sul centro-sinistra ed Aronica che spesso si abbassava a formare una difesa a quattro, ma che allo stesso tempo accorciava per dare man forte al centrocampo. I rossoneri sono stati abili a sfruttare inizialmente i meccanismi non del tutto oleati degli uomini davanti a De Sanctis, ma dopo i primi cinque minuti si sono preoccupati quasi esclusivamente di difendere gli attacchi di Lavezzi e compagni.

Gli azzurri hanno fatto la gara per quasi tutto il match ma nel primo tempo gli attacchi di questi non riuscivano a trovare l’adeguata finalizzazione. In avanti la scarsa condizione fisica di Quagliarella impediva spesso di trovare un punto di riferimento in avanti ai portatori di palla azzurri e il Milan riusciva abbastanza facilmente a chiudere gli spazi centralmente.

Nel secondo tempo la squadra di Mazzarri ha messo in campo una diversa determinazione ed è riuscita più volte a mettere uomini a tu per tu con Dida. Tuttavia è stato necessario che Mazzarri aumentasse la qualità degli uomini in mezzo al campo per sbloccare la situazione in zona rete per gli azzurri. Da questo punto di vista preziosi sono stati gli innesti di Datolo e Cigarini, l’uno bravo a dare un appoggio a Lavezzi sul lato sinistro, l’altro eccezionale in occasione del suo gol, ma ancora una volta si è dimostrato fondamentale l’innesto del Tanque Denis, ormai un giocatore del tutto rigenerato. L’argentino ha in pochi minuti regalato all’attacco del Napoli tutto quello che era mancato nel resto della partita, ovvero la profondità, un punto di riferimento di peso, la destinazione adatta ai cross dalle fasce laterali, oltre che, ovviamente, alla concretezza nel gol partita.

L’incidenza di questi tre giocatori entrati in campo a gara in corso ha dimostrato come Mazzarri, tra le altre cose, sia in grado di coinvolgere tutti i giocatori a disposizione, anche quelli che sembravano messi un po’ da parte, come Cigarini.

Questa emozionante partita ci ha fornito la conferma che con un paio di innesti importanti, il nuovo allenatore potrebbe davvero regalare grandissime soddisfazioni ai tifosi azzurri. Per il momento conserviamo la convinzione che questo Napoli che ha ricacciato il diavolo all’inferno in cinque minuti, al di là degli aspetti tecnici, sarà una squadra difficile da affondare per chiunque.

IL SALISCENDI - DENIS E' L'UOMO DEL MOMENTO, PAZIENZA INADATTO AL MATCH DI STASERA

Decisivo tre giorni fa a Firenze, decisivo stasera. German Denis si aggiudica per la seconda partita consecutiva la palma di migliore in campo tra gli azzurri, siglando il gol del miracoloso 2-2 (a cinque minuti falla fine si era sotto di fue reti) e allungando la striscia positiva del Napoli di Mazzarri, ancora imbattuto.
Il tecnico toscano ha inserito nel finale di partita Cigarini e Denis, e proprio i due sono andati in rete, confermando la capacità dell’allenatore azzurro di leggere in maniera perfetta una partita che si era messo subito in salita.
Da sottolineare come il gol del definitivo pareggio sia arrivato sul binario Maggio-Denis, lo stesso che, a “destinazioni” invertite, aveva permesso di espugnare il Franchi di Firenze pochi giorni fa: insomma, se sulle qualità tecniche dell’esterno nessuno ha mai dubitato, si tratta invece di una bella rivincita per il Tanque, anche se non ci piace pensarla così. In questi mesi, infatti, l’argentino si è sempre dimostrato attaccato alla maglia e comportato da gran professionista durante gli allenamenti, sicuro che il suo momento sarebbe arrivato. E non poteva arrivare modo più gratificante per riprendersi gli applausi del San Paolo, davvero pochi per lui prima di stasera.
E comunque vada sabato a Torino, questi quattro punti contro Fiorentina e Milan sono in cassaforte (non è un mettere le mani avanti, sia chiaro: a Torino bisogna fare punti). Bene, benissimo così.
Passando al peggiore in campo, la nostra scelta va su Michele Pazienza: a dire il vero il centrocampista non ha demeritato, e ha giocato una partita buona, ma crediamo che le sue caratteristiche tecniche abbiano impedito al Napoli di essere più incisivo durante l’assalto alla trincea rossonera dopo il doppio svantaggio. La nostra decisione va quindi letta in base a quello che Pazienza rappresenta, e alla sua inadeguatezza in una partita come quella di stasera, dove Gargano bastava nel ruolo di "mastino".  Un giocatore come Pazienza è infatti adatto a “far legna” in mezzo al campo, compito che a Firenze gli era venuto benissimo (probabilmente anche grazie ai suoi trascorsi in maglia viola e alla conseguente “legge dell’ex”), ma per un match come quello di stasera avremmo dato fiducia a Cigarini al fianco di Gargano dall’inizio.
Come sempre vi invitiamo a scrivere la vostra sulla partita di stasera, sul migliore e peggiore in campo e sulle vostre previsioni future per questo Napoli “formato Mazzarri”.

LE PAGELLE DEGLI AZZURRI: DENIS REGALA ANCORA PUNTI AL NAPOLI, GRAN GOL DI CIGARINI

DE SANCTIS 6: Lievissima responsabilità sul gol subito da Inzaghi, nulla può contro la fuga vincente di Pato. Poi osserva i suoi distruggere il Milan in pressing e in ferocia agonistica.

 

GRAVA 5: Lo avevamo eloggiato per l’eccellente gara di Firenze, oggi ha palesato i suoi limiti tecnici e qualche sonno difensivo come in occasione del gol di Inzaghi.

 

RINAUDO 5-: Ha sulla coscienza in pratica entrambi i gol subiti dal Napoli, sul gol di Inzaghi si fa prendere di infilata; sul fuorigioco non fischiato dall’arbitro si fa sfuggire Pato e non lo riprende più. Ha palesato i soliti limiti di velocità lì dietro.

 

CAMPAGNARO 6: Non era in perfette condizioni e si è visto subito, a rendergli il compito più difficile il posizionamento come centrale di sinistra lui che ama arrembare sulla destra. Nel complesso ha giocato una gara grintosa e senza errori.

 

 (22' ST DATOLO 6,5: Ingresso determinante, e forse tardivo, per rompere la scatola rossonera sulla sinistra. E’ stato insieme a Denis quello che ha dato maggiore pericolosità al Napoli)

 

ARONICA 6-: La sua voglia di fare gli fa commettere qualche errore di troppo dovuto all’eccessiva generosità. In fase di ripiegamento si fa apprezzare, ma quando si tratta di indovinare un cross iniziano i dolori.

 

PAZIENZA 6: Corre e si batte, esce sfinito dopo aver rincorso dopo un’ora tutto e tutti.
 

(18' ST CIGARINI 6,5: Un gol capolavoro che regala speranze al Napoli poi concretizzate dal Tacque. Bravo anche in un paio di verticalizzazioni illuminanti)

 

GARGANO 7: Un mostro, nel senso che un essere umano non può avere i polmoni e la mobilità del Mota. Da dove prenderà tutte queste energie?

 

MAGGIO 7: Un tamburo sull’ala destra, ciliegina sulla torta l’assist che regala a Denis per il gol dell’apoteosi azzurra…

 

LAVEZZI 6,5: Ingaggia duelli in velocità spesso irrefrenabili per Abate e compagni. Si sfianca nel cercare Quagliarella, ma non sempre lo trova. Quando decide di fare tutto da solo le risposte non sono sempre quelle sperate. Ma il Pocho è questo, non fa mai, per fortuna, la cosa più scontata e quando gli riesce fa danni nelle difese avversarie…

 

HAMSIK 6+: Intermittente, nel senso che al centro incide poco, sistemato sull’esterno offensivo diventa davvero imprendibile per la difesa rossonera.

 

QUAGLIARELLA 5: E’ in grave crisi psicologica e tattica. Il suo ruolo non è quello del centravanti boa. Giochi su uno dei due lati o lasci spazio a Denis che in questo momento si fa preferire all’attaccante stabiese.

 

(26' ST DENIS  7: In tre giorni regala 4 punti al Napoli. E’ un bomber d’area che serve come il pane al Napoli. Mazzarri tenga in maggiore considerazione il Tanque che ha brama di fare bene come dimostrano le recentissime esibizioni. Clamoroso il rigore su di lui non fischiato dall’arbitro…).

 

All. MAZZARRI 6,5: Ritarda troppo le sostituzioni che poi si riveleranno determinanti, ma questo Napoli ha l’anima del proprio allenatore. Che carattere…

LA PARTITA - IL NAPOLI RIACCIUFFA IL MILAN CON UNA REAZIONE COMMOVENTE

Il Napoli di Mazzarri ha un arma in più: il cuore. E' con quello che gli azzurri costringono al pari per 2-2 il Milan di Pato e Ronaldinho. Un cuore grande come il mare.

Serata di stelle al San Paolo. La notte accesa dalle urla di uno stadio gremito da 60.000 sostenitori azzurri. Mazzarri per battere il Milan conferma la formazione che ha espugnato Firenze, con il solo rientrante Campagnaro in luogo dello squalificato Contini. Bocciato Paolo Cannavaro. Leonardo punta sul tridente scintillante formato da Pato, Ronaldinho ed Inzaghi.

Pronti via ed il Milan è subito in vantaggio. Dormita difensiva dei centrali azzurri, palla in profondità per Inzaghi che parte sul filo del fuorigioco e piega le mani a De Sanctis. Inizio da grande squadra dei ragazzi di Leonardo. Il San Paolo è gelato ma non è finita. Al 6' Pato scatta ancora sul filo dell'offside, brucia Rinaudo e trafigge ancora la porta azzurra. Il Napoli è già 0-2. La serata magica del Milan viene spezzata dall'uscita di Nesta, sostituito al 9' da Kaladze. Gli azzurri vacillano e Ronaldinho buca Grava, trovando la risposta di De Sanctis. Il primo squillo azzurro è di Hamsik dalla distanza, palla a lato. I partenopei crescono e sfiorano la rete con un destro dello slovacco ben armato da Lavezzi, Dida si salva in corner. Il Napoli fa male in velocità, ma Quagliarella al 20' mancava la porta. I giocatori di Mazzarri caricano con grinta e coraggio, ma i rossoneri chiudono gli spazi. Quagliarella non è in giornata e non trova lo spunto giusto, Rinaudo di testa non centra la porta. I meneghini tengono basso il ritmo della gara e la spinta del Napoli si infrange sull'attenta difesa avversaria. Nonstante la buona prova azzurra, il primo tempo termina 0-2.

Il Napoli nella ripresa scende in campo determinato, caparbio. Dopo solo un minuto Lavezzi impegna Dida e Maggio sbaglia il più facile dei tap-in. Dopo pochi secondi il pocho ci riprova al volo, palla di poco alta. Il San Paolo si infiamma. Al 10', Dida si trasforma in un marziano. Para quattro volte nella stessa azione a Gargano, Lavezzi, Hamsik e Quagliarella, incapaci di metterla in rete da due passi. Incredibile. Finalmente si rivede il Milan con conclusione dal limite di Ambrosini, De Sanctis blocca. Leonardo inserisce Flamini per Ronaldinho, Mazzarri risponde con Cigarini e Datolo. Al 19', Inzaghi, lanciato da Ambrosini, salta anche De Sanctis ma non trova la porta. Il Napoli cala e Seedorf sfiora la rete con un tiro dalla distanza che esce di un soffio. L'ultima mossa di Mazzarri
e Denis in luogo di Quagliarella. E' quella vincente. Nel Milan c'è spazio anche per il Napoletano Borriello. Seedorf sfiora ancora il gol, mentre i rossoneri controllano il Napoli che sembra ormai domo. Al 40' viene espulso per doppio giallo Abate. Il quarto uomo alza 5' di recupero. Sembra finita. Ma sugli sviluppi di un corner Cigarini accorcia le distanze con un tiro al volo dal limite dell'area che si insacca nell'angolo alto alla sinistra di Dida. Il San Paolo è una bolgia, spinge gli azzurri a lottare fino alla fine. Due minuti più tardi il cross di Maggio trova la testa di Denis, colpo di testa del tanque e palla in rete. Incredibile. Il Napoli ha resuscitato una partita che era ormai un cadavere. Con la grinta ed il cuore di chi è duro a morire. Sabato si va a Torino, con la consapevolezza di chi sa che può centrare qualsiasi risultato. La Juventus è avvertita: il Napoli non molla mai.

Il tabellino:

Napoli-Milan 2-2
Napoli: De Sanctis, Grava, Rinaudo, Campagnaro (22' st Datolo), Aronica, Pazienza (18' st Cigarini), Gargano, Maggio, Lavezzi, Hamsik, Quagliarella (26' st Denis). A disp. Iezzo, Cannavaro, Rullo, Pià. All. Mazzarri
Milan: Dida, Abate, Nesta (8' pt Kaladze), Thiago Silva, Zambrotta, Ambrosini, Pirlo, Seedorf, Pato, Inzaghi (28' st Borriello), Ronaldinho (15' st Flamini). A disp. Roma, Antonini, Oddo, Borriello, Huntelaar. All. Leonardo
Arbitro: Rizzoli di Bologna
Marcatori: 2' pt Inzaghi M), 5' pt Pato (M), 46' st Cigarini (N), 48' st Denis (N)
Note: ammoniti Pirlo, Campagnaro, Rinaudo, Grava, Aronica. Espulso al 41' st Abate (M) per doppia ammonizione

27 octubre

Mazzarri intenzionato a proporre il 4-2-3-1? Campagnaro potrebbe riposare ancora

Secondo i primi spifferi provenienti da Castelvolturno, Mazzarri sembrerebbe intenzionato a proporre, in vista di domani sera, un 4-2-3-1, con De Sanctis in porta, difesa a 4 con Grava, Rinaudo, Cannavaro e Aronica, centrocampo con Pazienza e Gargano, e i tre dietro Quagliarella che saranno Maggio, Lavezzi e Hamsik. Campagnaro, non ancora al meglio, potrebbe non essere rischiato. pianetanapoli.

Napoli, come vincere in tre mosse

NAPOLI - Dalla zona retro­cessione a quella Europa, il pas­so è stato breve. Complice una classifica molto corta. Merito, però, di un «toscanaccio» pri­ma maniera - sanguigno e voli­tivo - che ha cambiato il Napo­li in tre mosse. Mago Mazzarri, simpatica­mente definito. Due partite due vittorie, tabù trasferta sfatato dopo un anno esatto. Ha cam­biato il modulo, ha disciplinato tatticamente la squadra, ha tra­sferito tanta di quella grinta, che il Napoli è apparso irricono­scibile dal punto di vista menta­le. Tre mosse, dunque, che han­no portato all'evoluzione imme­diata di Maggio e di Gargano, al­la ritrovata verve di Marek Ham­sik e alla duttitilità di pedine di esperienza come Aronica e Pa­zienza. Se la vitto­ria col Bologna al San Paolo poteva essere figlia di una scossa «obbliga­ta » dal cambio di allenatore, i tre punti conquistati meritatamente a Firenze hanno in­dicato altro. Intanto, che tutto sommato, il Napoli non fosse così molle nelle gambe e quindi messo male atleticamente (ha corso per novantatrè minuti). Che l'avanzamento della posi­zione di Hamsik, appena dietro la punta centrale o anche schie­rato in linea col tridente, ha re­stituito al Napoli un jolly di qua­lità tecnica elevata, con un pas­so in più in ogni azione. E anco­ra, che la scelta di due mediani complementari come Gargano e Pazienza davanti alla difesa- l'uruguagio più incontrista, l'al­tro più regista - ha di fatto blindato una zona del campo do­ve fino a due settimane fa si aprivano varchi e crepe. Walter Mazzarri si gode sei punti d'oro - due vittorie consecutive mancavano dai tempi di Edy Reja - e anche la decisione giu­sta del giudice sportivo che non lo ha squalificato per mercoledì per l'espulsione rimediata do­menica. Restare con i piedi in terra è fondamentale in questi momenti. Mazzarri lo sa ed evi­ta accuratamente i voli pindari­ci. Li lascia piuttosto al presi­dente De Laurentiis, del quale però apprezza il continuo pun­golamento, la voglia di tener sempre tutti sulla corda. Ieri mattina il patron azzurro era Ca­stelvolturno con l'amministrato­re della Filmauro, Chiavelli. Pri­ma di dedicarsi a questioni pra­tiche relative alla riorganizzazio­ne della sede, studiata a tavoli­no con la famiglia Coppola - il cui accordo scade a settembre 2010 - la priorità è ripetere l'«oracolo». Sì, perché alla vigi­lia di Fiorentina-Napoli, il pa­tron, aveva pronosticato la vitto­ria per 1-0. Obbligatorio, a pro­digio avvenuto, ripetersi. Sgam­betto a Della Valle, sgambetto anche all'amico Galliani? «Ma no - sorride, De Laurentiis - piuttosto mi piace­rebbe vederlo in un film». Pronosti­co? «Loro sono dei fuoriclasse, noi ci esaltiamo contro giocatori così. Finisce 3-2, però». Secco, deci­so. Assolutamen­te scaramantico. De Laurentiis risponde in diretta su Radio Marte anche alle domande di tre tifosi: gli viene chiesto di Mannini, una cessione estiva che fa molto male alla tifoseria azzurra visto il rendimento del centrocampista nella Samp. «Abbiamo ancora la compro­prietà del calciatore, vedremo a fine stagione cosa deciderà il no­stro allenatore e se sarà il caso ci siederemo al tavolo con il dg blucerchiato Marotta e trovere­mo una soluzione. Glielo posso lasciare, Mannini, a patto che mi dia Pazzini». È già proiettato all'acquisto del centravanti, De Laurentiis. E Pazzini era un palli­no di gennaio scorso che poi non si concretizzò. Erano altri tempi, c'era qualcun altro ad oc­cuparsi di mercato. Fuori merca­to è invece Hamsik. «Lo vuole il Chelsea? Non cediamo alle sire­ne, a meno che non ci sia un'of­ferta che non si può rifiutare».

Napoli-Milan: torna una sfida dal sapore di "MaGiCa"

C'era una volta Napoli-Milan che valeva lo scudetto. C'è oggi, anzi domani, un Napoli-Milan che vale un posto in Champions League. Il tempo passa, le ambizioni cambiano, ma il fascino della partitissima resta intatto, indelebile. Per Napoli-Milan, o meglio la sfida che negli anni Ottanta-Novanta esaltava il trio della Ma.Gi.Ca., composto da Maradona-Giordano-Careca opposti a quello degli olandesi volanti Gullit-Van Basten. Sfide che hanno infiammato un San Paolo quasi sempre stracolmo fino all'inverosimile. E anche domani lo stadio di Fuorigrotta si presenterà con lo stesso colpo d'occhio: venduti quasi 35 mila tagliandi che si aggiungono ai 17 mila abbonati. Ma ci sono ancora pochi biglietti disponibili per assistere alla partita in uno stadio che di sera diventa inespugnabile per un Napoli quasi sempre "bello di notte". L'anno scorso contro il Milan finì 0-0, nel giorno del debutto sulla panchina azzurra di Roberto Donadoni, ex milanista doc. Andò bene di sera anche contro l'Inter battuta per 1-0 con il gol del panterone Zalayeta. Per non parlare della stagione in cui il Napoli è stato "ammazzagrandi", soprattutto di notte, quando ha ottenuto la qualificazione all'Intertoto. Ma Napoli-Milan sarà anche la prima volta da avversari per Mazzarri e Leonardo. O anche la partita del riscatto per Fabio Quagliarella, dopo il rigore fallito in quel di Firenze. Sarà anche la partita degli ex azzurri illustri Massimo Oddo e Marek Jankulowsky, sbocciati al Napoli, ma che poi si sono consacrati con la maglia del Milan. Un Milan tornato a far paura, in piena zona Champions League e a insidiare le prime posizioni della classifica. Domani sarà ancora partitissima, sarà ancora Napoli-Milan, la sfida stellare degli anni Ottanta che valeva uno scudetto e che oggi significa un posto in Champions League

Mazzarri: nuovo modulo, ordine tattico e carattere De Laurentiis pronostica il 3-2 contro il Milan

NAPOLI — Dalla zona retro­cessione a quella Europa, il pas­so è stato breve. Complice una classifica molto corta. Merito, però, di un «toscanaccio» pri­ma maniera — sanguigno e voli­tivo — che ha cambiato il Napo­li in tre mosse. Mago Mazzarri, simpatica­mente definito. Due partite due vittorie, tabù trasferta sfatato dopo un anno esatto. Ha cam­biato il modulo, ha disciplinato tatticamente la squadra, ha tra­sferito tanta di quella grinta, che il Napoli è apparso irricono­scibile dal punto di vista menta­le.

Tre mosse, dunque, che han­no portato all’evoluzione imme­diata di Maggio e di Gargano, al­la ritrovata verve di Marek Ham­sik e alla duttitilità di pedine di esperienza come Aronica e Pa­zienza. Se la vitto­ria col Bologna al San Paolo poteva essere figlia di una scossa «obbliga­ta » dal cambio di allenatore, i tre punti conquistati meritatamente a Firenze hanno in­dicato altro.

Intanto, che tutto sommato, il Napoli non fosse così molle nelle gambe e quindi messo male atleticamente (ha corso per novantatrè minuti). Che l’avanzamento della posi­zione di Hamsik, appena dietro la punta centrale o anche schie­rato in linea col tridente, ha re­stituito al Napoli un jolly di qua­lità tecnica elevata, con un pas­so in più in ogni azione.

E anco­ra, che la scelta di due mediani complementari come Gargano e Pazienza davanti alla difesa— l’uruguagio più incontrista, l’al­tro più regista — ha di fatto blindato una zona del campo do­ve fino a due settimane fa si aprivano varchi e crepe. Walter Mazzarri si gode sei punti d’oro — due vittorie consecutive mancavano dai tempi di Edy Reja — e anche la decisione giu­sta del giudice sportivo che non lo ha squalificato per mercoledì per l’espulsione rimediata do­menica.

Restare con i piedi in terra è fondamentale in questi momenti. Mazzarri lo sa ed evi­ta accuratamente i voli pindari­ci. Li lascia piuttosto al presi­dente De Laurentiis, del quale però apprezza il continuo pun­golamento, la voglia di tener sempre tutti sulla corda. Ieri mattina il patron azzurro era Ca­stelvolturno con l’amministrato­re della Filmauro, Chiavelli.

Pri­ma di dedicarsi a questioni pra­tiche relative alla riorganizzazio­ne della sede, studiata a tavoli­no con la famiglia Coppola — il cui accordo scade a settembre 2010 — la priorità è ripetere l’«oracolo». Sì, perché alla vigi­lia di Fiorentina-Napoli, il pa­tron, aveva pronosticato la vitto­ria per 1-0.

Obbligatorio, a pro­digio avvenuto, ripetersi. Sgam­betto a Della Valle, sgambetto anche all’amico Galliani? «Ma no — sorride, De Laurentiis — piuttosto mi piace­rebbe vederlo in un film». Pronosti­co? «Loro sono dei fuoriclasse, noi ci esaltiamo contro giocatori così. Finisce 3-2, però».

Secco, deci­so. Assolutamen­te scaramantico. De Laurentiis risponde in diretta su Radio Marte anche alle domande di tre tifosi: gli viene chiesto di Mannini, una cessione estiva che fa molto male alla tifoseria azzurra visto il rendimento del centrocampista nella Samp. «Abbiamo ancora la compro­prietà del calciatore, vedremo a fine stagione cosa deciderà il no­stro allenatore e se sarà il caso ci siederemo al tavolo con il dg blucerchiato Marotta e trovere­mo una soluzione.

Glielo posso lasciare, Mannini, a patto che mi dia Pazzini». È già proiettato all’acquisto del centravanti, De Laurentiis. E Pazzini era un palli­no di gennaio scorso che poi non si concretizzò. Erano altri tempi, c’era qualcun altro ad oc­cuparsi di mercato. Fuori merca­to è invece Hamsik. «Lo vuole il Chelsea? Non cediamo alle sire­ne, a meno che non ci sia un’of­ferta che non si può rifiutare». C. Mezzogiorno.

FACCIAMOLI (rosso)NERI

E' una delle sfide più attese di tutta la stagione per i tifosi azzurri. E' la sfida che forse più di tutte ricorda gli splendidi campionati di fine anni '80, quando il Napoli dominava la Serie A con Diego Armando Maradona capitano ed il Milan degli olandesi cercava di contrastarlo. Sarà  la sfida che potrebbe dare una svolta al campionato attuale del Napoli che è passato da un campionato quasi già  finito ad uno che potrebbe completamente riaprirsi a scenari impensabili fino a due settimane fa.

L'Europa è lì e con una vittoria contro i diavoli rossoneri gli azzurri scavalcherebbero in classifica proprio il Milan di Leonardo. Nonostante l'espulsione ricevuta contro la Fiorentina Mago Walter Mazzarri sarà  in panchina. La sua grinta, il suo carattere sarà  fondamentale. La terza vittoria consecutiva sarebbe uno slancio straordinario per il "nuovo" campionato del Napoli. Un campionato che permetterebbe di sognare.. napolipress.

Napoli-Milan, le probabili formazioni

Napoli (3-4-3): De Sanctis; Cannavaro, Rinaudo, Campagnaro; Maggio, Pazienza, Gargano, Aronica; Hamsik, Quagliarella, Lavezzi. A disposizione: Iezzo, Bogliacino, Grava, Russo, Cigarini, Datolo, Denis, Pià. All.: Mazzarri Squalificati: Contini; Indisponibili: Santacroce, Zuniga, De Zerbi

Milan (4-3-3): Dida; Zambrotta, Nesta, T. Silva, Antonini; Ambrosini, Pirlo, Flamini; Pato, Borriello, Ronaldinho. A disposizione: Roma, Oddo, Favalli, Seedorf,, Huntelaar, Inzaghi. All.: Leonardo Squalificati: nessuno Indisponibili: Bonera, Di Gennaro, Abbiati, Onyewu, Storari, Gattuso, Abate, Jankulovski

Scambio di complimenti tra Pato e Quagliarella

Domani sera si sfideranno a distanza nella partita del San Paolo, per ora però i due fuoriclasse di Napoli e Milan si scambiano complimenti a vicenda. Il primo a lanciare un messaggio di stima all'altro è stato Fabio Quagliarella: "Pato è da pallone d'oro. Se pensi all'età  che ha fa delle cose incredibili".

Anche il papero brasiliano, poi, ha ricambiato i complimenti dell'attaccante napoletano: "Quagliarella mi piace tantissimo. L'ho conosciuto alla Confederation Cup, lui è stato molto simpatico con me. Può fare gol impossibili ed è uno dei giocatori più brasiliani che ci siano in Italia". napolipress.

Napoli, De Laurentiis: 'Ancelotti non mi ha chiesto Hamsik'

Ieri il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, si è espresso anche sulle voci riguardanti l'interesse del Chelsea per Marek Hamsik. L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport riporta integralmente le dichiarazioni del numero uno azzurro a tal proposito: "Hamsik rimarrà qui a meno che il club inglese non faccia una di quelle offerte che non si possono rifiu­tare, ma ci credo poco. Cono­sco Ancelotti, lo stimo, è una persona perbene: finora, non mi ha mai chiamato per chieder­mi notizie di Marek".

E il patron risponde alle critiche dell’ex cittì Sacchi

Attriti e stilettate, il presidente De Laurentiis ne spedisce un paio ad Arrigo Sacchi, reo di aver pepato qualche commento sul Napoli società, sulle ultime scelte per la panchina e sul gruppo degli azzurri: «Non credo che Sacchi conosca in maniera approfondita l’organico e le difficoltà del gruppo che si è ricompattato. A parlare è semplice e facile, ma prima di fare e dire le cose e soprattutto prima di emettere giudizi, bisogna essere sul… pezzo».

E' caccia al biglietto

NAPOLI A un passo dal tutto esaurito. Il primo della stagio­ne: il fascino del Milan è inne­gabile, le due vittorie consecuti­ve hanno riacceso l'entusiasmo del popolo e il San Paolo è pron­to a vivere la prima festa del campionato. La magia della notte napoletana torna a fare capolino. Sospinta dall'onda di 56.000 spettatori. Un'onda az­zurra, per la precisione, che, calcoli alla mano, sarà comple­ta entro poche ore: 32.000 i bi­glietti venduti fino a ieri; 17.000 gli abbonati. Conside­rando gli omaggi e i 4.000 po­sti del settore Ospiti (100 i ta­gliandi venduti ai milanisti in possesso della Tessera del Tifo­so), è facile intuire che mercole­dì sera lo stadio sarà al comple­to in ogni ordine di posto (per i napoletani, sia chiaro).

Le scor­te a disposizione dei tifosi az­zurri, comunque, sono ancora esigue: prettamente degli anel­li inferiori dei vari settori. Tra l'altro, oggi e domani saranno praticati dei leggeri aumenti in concomitanza della fine della promozione ideata dal club: dai 2 euro delle curve, ai 10 eu­ro della Posillipo. Nel frattem­po, il Comune ha prolungato l’orario notturno della Linea 2 della metropolitana, per agevo­lare gli utenti. Per questo moti­vo la fermata Leopardi chiude­rà alle 22.15, concentrando il deflusso su Campi Flegrei.
25 octubre

OBIETTIVO NAPOLI - LA CURA MAZZARRI RIANIMA GLI AZZURRI ANCHE IN TRASFERTA

La cura Mazzarri continua a sortire i suoi effetti su un Napoli che prima del suo arrivo appariva agonizzante. La vittoria odierna a Firenze ha segnato non solo la fine del tabù esterno degli azzurri, che durava da quasi un anno, ma soprattutto la conferma di uno stravolgimento della mentalità dei giocatori ed una altrettanto importante rivoluzione tattica.

Mazzarri oggi ha infatti deciso di abbandonare il vecchio 3-5-2, affidandosi ad un inedito 3-4-3. Le caratteristiche di questo nuovo sistema di gioco si sono evidenziate in primis in una maggiore accortezza difensiva, grazie alla presenza di due mediani a protezione della difesa. I tre difensori hanno tenuto molto bene gli attacchi della Fiorentina centralmente e tra questi ha fornito una buona prova Rinaudo, parso molto più attento del Cannavaro delle ultime settimane, e lo stesso Grava ha saputo limitare i danni al cospetto di avversari di eccellente livello. Per la fase difensiva sono stati inoltre fondamentali i movimenti di Aronica sulla fascia sinistra, che con la palla in possesso degli avversari andava diligentemente ad allinearsi con i tre difensori formando una retroguardia a quattro, che resisteva bene agli attacchi sulle corsie laterali dei viola.

Il Napoli di oggi ha dimostrato di saper soffrire, ma anche di poter essere micidiale nei capovolgimenti di fronte. A conti fatti le occasioni più clamorose della partita le ha senza dubbio costruite la squadra di Mazzarri. L’atteggiamento offensivo è stato del tutto rinnovato. In avanti gli azzurri si sono schierati con tre punte che si scambiavano continuamente la posizione tra di loro, non dando punti di riferimento agli avversari. Inizialmente sono partiti Hamsik sulla destra, Quagliarella centrale e Lavezzi sulla sinistra. Spesso tuttavia l’argentino si è spostato al centro dell’attacco e Quagliarella sulla corsia mancina. Altrettanto frequentemente si sono scambiati di fascia Hamsik con il Pocho, creando apprensione e confusione tra le maglie difensive fiorentine. In tutto questo poi sono stati relativamente pochi, ma estremamente efficaci gli inserimenti di Maggio, che in futuro potrebbe continuare a godere delle giocate dei due giocatori in appoggio alla punta, come in queste ultime due gare.

L’unica nota stonata di oggi è stata rappresentata dalla prova sottotono di Quagliarella. L’attaccante stabiese avrebbe tutte le caratteristiche per trovarsi a suo agio in questo sistema di gioco, ma oggi è parso poco reattivo in diverse circostanze. Tra i giocatori offensivi è stato quello che è riuscito a dialogare meno con i compagni e quando si è trovato nella condizione di battere a rete ha dovuto fare i conti, lui come altri suoi compagni di reparto, con un Frey davvero insuperabile. Se l’ex Udinese non ha disputato una gara all’altezza delle sue qualità, sicuramente positivo è stato invece l’impatto con la partita di Denis. L’argentino, che Donadoni aveva messo ai margini della prima squadra, nei pochi minuti a sua disposizione ha dimostrato di poter essere un elemento molto utile per i piani tattici di Mazzarri, soprattutto in virtù delle sue caratteristiche tecniche e fisiche. Per l’impegno dimostrato ogni volta che è stato chiamato in causa e per la professionalità che l’ha sempre contraddistinto, speriamo che il Tanque possa diventare un giocatore importante per il nuovo Napoli. Una squadra che sta dando i primi segnali di una nuova rinascita, che nelle prossime settimane dovrà affrontare due durissimi esami, ma con ottimismo e con una nuova consapevolezza nei propri mezzi.

DE LAURENTIIS: SE PENSO CHE DUE ANNI FA NON MI E' STATO FATTO PRENDERE MAZZARRI...

Il presidente De Laurentiis, sornione, fila diritto in sala stampa, teatro ideale per commentare la troinfale trasferta in terra di Toscana, nonché sede improvvisata per togliersi ancora qualche sassolino dalle scarpe: "Se penso al passato mi devo solo inquietare quando due anni fa da Los Angeles volevo prendere Mazzarri e non mi è stato fatto prendere. Mi è stato detto che costava 1,7 milioni, oggi l'ho preso ad 1,3 milioni. Lasciamo fare. Evidentemente i ragazzi hanno valore da esprimere, ma Mazzarri in pochissimi giorni ha capito come metterli in campo. Ma lo vedo concentrato, e la sua concentrazione la trasmettere anche ai calciatori. Probabilmente nel passato i calciatori non hanno avuto una concentrazione da squadra. Maggio ha lavorato con Mazzarri alla Sampdoria, per lui è più semplice capire certe cose. Mazzarri ha resettato ed è ripartito da zero. Siamo partiti in ritardo in questo campionato, ma adesso ci siamo. Non dobbiamo entusiasmarci adesso, ma abbiamo messo in banca un risultato importante in questo mare agitato di partite non facili. Oggi abbiamo vinto bene, meritando, siamo stati quasi sempre all'attacco. La condizione era buona. Siamo stati lucidi sempre. Il tecnico è stato intelligente a far entrare Denis. Dobbiamo credere nelle persone, nei calciatori. L'espulsione di Mazzarri? Anche Prandelli si era molto agitato, forse anche più di Mazzarri. Io ero contento anche del pareggio, non mi sono preoccupato dopo il rigore sbagliato da Quagliarella. Sarei stato contento anche del pareggio dopo l'ottima prestazione"