Roberto Carlos Sosa, attaccante del Napoli, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine".
- Parlare di Uefa può essere un problema?
"L'obiettivo deve essere, prima di tutto, quello di riuscire a mantenere i piedi per terra. A Napoli si parla di Uefa e si sogna presto. Sappiamo che stiamo giocando bene. Affrontiamo una squadra come l'Atalanta, che sta facendo molto bene. Soprattutto in casa sono molto bravi. Se continuiamo così possiamo crederci anche noi".
- Che consigli si sente di dare ai suoi compagni più giovani?
"Da quando ho iniziato a giocare a calcio ho sempre avuto rispetto dei miei genitori, perchè decidevano loro per il mio bene. La nostra famiglia ora e' la societa' e bisogna rispettare le loro scelte. Bisogna essere meno presuntuosi. Io vorrei giocare, ma ci sono Lavezzi e Zalayeta che stanno offrendo delle ottime prestazioni. Io non sono presuntuoso e non dico che voglio giocare titolare".
- E' un messaggio diretto a qualcuno?
"E' un messaggio diretto a tutti. Bisogna tirare su le maniche. Un calciatore deve saper sfruttare anche 10 minuti. Rispettiamo le scelte dell'allenatore e della societa'. Quando si fa questo si puo' stare in pace con la propria coscienza. Gli undici titolari che stanno giocando stanno facendo molto bene. Sarei un presuntuoso a dire che dovrei giocare al posto di Lavezzi o Zalayeta".
- Del Neri teme l'attacco del Napoli. Tatticamente come imposterebbe la partita?
"Il Napoli sta facendo bene in attacco, ma anche in difesa non subisce. Sarà una partita molto equilibrata. Del Neri ha sempre schierato bene le proprie squadre. So che sapra' crearci delle difficolta'. Non ci sara' nemmeno tanto pubblico e poi dobbiamo fare attenzione ai loro esterni (Langella e Ferreira Pinto, ndr), che non solo arrivano al cross ma anche alla conclusione. Andremo a fare la nostra partita, consapevoli delle nostre possibilità".
- Non è riduttivo pensare alla salvezza?
"Dobbiamo guardare sempre avanti. Pensando a raggiungere l'Udinese e la Fiorentina, contemporaneamente, ci allontaniamo dalla zona retrocessione. Se andiamo avanti così, gara dopo gara, invece di guardare al Livorno e al Cagliari potremo guardare in alto. Le prossime 4 partite saranno molto importanti, poi ne sapremo di più".
- Qual e' stato il fattore principale che ha fatto migliorare il gioco del Napoli?
"Io credo che i nuovi arrivati abbiano contribuito tanto a migliorare il nostro gioco. La serie A è diversa dalla C e dalla B, dove non si poteva giocare bene perche' c'era l'obiettivo promozione. Adesso ci siamo rilassati. Il valore tecnico e' aumentato. Quando vinciamo lo facciamo tramite il bel gioco. Ogni partita contiamo 10-12 palle gol; il merito e' della societa', della squadra e del mister. Ci stiamo allenando bene e la domenica si vedono i risultati".
- E' arrivato il momento di tornare a vincere in trasferta?
"Quando scendiamo in campo lo facciamo sempre per i tre punti. Sarebbe una bella opportunita', per staccare una squadra che ha i nostri stessi punti".
Atalanta e Napoli scenderanno in campo alle 15:00 del 2 dicembre allo stadio Atleti Azzurri d'Italia per il quattordicesimo turno del campionato di serie A. Nel Napoli sono tutti a disposizione di Reja. Nell'Atalanta squalificati Simone Inzaghi e De Ascentis, fuori rosa Zampagna e indisponibili Rivalta e Talamonti. I diffidati del match sono: Cannavaro, Lavezzi, Domizzi, Savini, Gargano, Langella e Doni.
PANCHINA: 1 Forsyth, 5 T.Manfredini, 3 Belleri, 8 Bernardini, 22 Padoin, 7 M.Defendi, 11 Muslimovic. All. Del Neri
ARBITRO: GERVASONI di Mantova (Stagnoli-Copelli. Quarto uomo: De Marco).
02/12: Inizio alle ore 15:00. Diretta tv su Sky Calcio 3, Mediaset Premium 4 e Tvfonini 3. Diretta radio su Radio Marte. Diretta online su "Napoli Magazine/Telecaprisport".
“Per il momento è un sogno proibito ma spero si concretizzi presto. Magari a gennaio…”
Il procuratore di Pasquale Foggia, Tiberio Cavalleri, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Goal, sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli: “Non è un mistero che Pasquale sogni da tempo di vestire la maglia del Napoli. Possibile una sorpresa già a gennaio? Mi auguro di sì, ma non dipende certo soltanto dalla volontà del calciatore. Per ora si tratta di un sogno proibito: ogni volta che ho parlato con Pierpaolo Marino, tuttavia, l’ho trovato poco convinto. Spero che mi chiami presto…”.
Il nostro progetto prosegue a tappe . Pierpaolo Marino è stato oggi ospite del Corriere dello Sport. Il
Direttore Generale del Napoli, ricevuto dal Direttore del prestigioso quotidiano
sportivo Alessandro Vocalelli, ha illustrato il progetto del suo Napoli ed ha
contestualmente tratto un primo bilancio della stagione in corso.
Marino
ha risposto alle tantissime mail (oltre 800) che sono giunte per lui dai tifosi
azzurri sparsi nel mondo. Tra i contatti di posta elettronica da registrare
anche messaggi provenienti dall'Australia. Il Direttore Generale non si è
sottratto ad alcun interrogativo e non ha nascosto, sia pur con parsimonia, le
ambizioni dal suo Napoli soprattutto in chiave futura.
Siamo soddisfatti di quanto stiamo facendo al primo anno di Serie
A. Stiamo esprimendo un gioco brillante, a tratti esaltante, ed abbiamo tenuto
testa anche ai grandi club in campo. Forse l'unico neo è che ci mancano due o
tre punti rispetto a quelli che avremmo meritato in campo ma la classifica è già
bella così. Con quei tre punti in più sarebbe stata straordinaria ma va bene
così.
Anche perchè questa squadra sta dando conferma della bontà del
nostro progetto che parte da lontano e che vuole arrivare lontano . Anche
davanti a chi gli 'strofina' la lampada di Aladino per il sogno scudetto Marino
non si sottrae. E' un obiettivo che tutti desideriamo ma per
il raggiungimento del quale ci vuole tempo e lavoro. Per ora non ne parliamo e
proseguiamo il nostro percorso tappa dopo tappa .
Intanto lo
scudetto del calciomercato il Direttore Generale del Napoli lo ha probabilmente
già vinto con il colpo Lavezzi. Devo dire - sorride
Marino - che evidentemente Lavezzi se lo erano dimenticati
in molti, noi di certo no. In Argentina era un uomo di spicco ed uno dei nomi di
punta più considerati ed amati. Ora è un nostro patromonio .
Quanto varrebbe ora questo patrimonio in chiave mercato? Avrebbe un valore immenso, anzi inestimabile. Nel senso che non lo
cederemo mai . A proposito di mercato tra i tanti nomi proposti al
Direttore azzurro dai tifosi ci sono anche quelli di due napoletani.. Sì, Pasquale Foggia e Mauro Esposito sono due talenti campani e a
me piacciono molto. Mi farebbe piacere vederli a Napoli ma sono cose che non si
possono prevedere .
Infine una chicca: 'Direttore chi preferisce
tra Pelè e Maradona?'. Conoscendo i gusti e la carriera di Pierpaolo Marino è un
po' come chiedere all'oste se il vino è buono.. Non c'è
dubbio, scelgo Diego. Pelè era un giocatore straordinario, muscolare e dotato di
una tecnica sopraffina. Ma Maradona è un'altra cosa. Lui e il pallone formavano
un corpo solo .
La pazienza di
aspettare ce l'avranno, i napoletani. Soltanto tre anni,
nemmeno tanto. Dopodiché il Napoli disputerà la Champions
League. L'anticipazione è seria. E non potrebbe essere altrimenti,
considerato che a svelarla è stato Aurelio De Laurentiis.
«Trentasei mesi e il Napoli sfiderà le grandi del calcio europeo», ha
detto il presidente a margine di un incontro cinematografico, a Sorrento. C'è il
pallone in cima ai suoi pensieri, dunque. C'è quel sesto posto che la squadra ha
saputo conquistare battendo domenica, il Catania.
E c'è il futuro
prossimo, sul quale si sta riversando l'interesse della gente: si guarda
al mercato di gennaio come momento fondamentale per sistemare quei
ruoli dove il collettivo manifesta dei limiti strutturali. «Il club è sempre
pronto ad acquistare— ha chiarito De Laurentiis —. A
gennaio, tuttavia, si trovano solo gli scarti degli altri. Certo, può anche
venir fuori l'affare, ma le probabilità sono scarse».
È ritornato
sullo scandalo di due estati fa con la solita severità:
«S'è messo un tappo, una manovra sbagliata, perché bisognava azzerare tutto
e ricominciare daccapo. Invece, abbiamo preso spunto dal successo mondiale
dell'Italia per salvaguardare qualcuno seduto sulle poltrone del potere».
Ed ha affrontato, risentito, il tema della violenza:
«Eliminarla negli stadi è semplicissimo. Se ci sono difficoltà a debellarla
è perché si è di fronte a una matrice diversa di violenza. Di certo non la si
elimina con l'escamotage della responsabilità oggettiva che è una grande
stupidata e rappresenta la grande immaturità di chi governa il calcio», ha
concluso il presidente del Napoli.
Freddo, pioggia e vento a
Castelvolturno per la consueta amichevole infrasettimanale del
Napoli. Gli azzurri hanno battuto 9-1 la Berretti allenata da Juary. Nel
primo tempo in gol Hamsyk (bravo a depositare in rete un precedente tiro
di Zalayeta terminato sul palo alla destra del portiere), Esposito
(Berretti), Gargano e Zalayeta. Nel secondo tempo tripletta di
Calaiò e reti di Bogliacino, Capparella e Gatti. Da segnalare che
Iezzo ha svolto un lavoro in palestra, a scopo precauzionale dato che
proveniva da due giorni di febbre. Assente Roberto Carlos Sosa per una
dissenteria bacillare. Sia Iezzo che Sosa, pero', sono disponibili
per la trasferta di Bergamo dove Reja sembra orientato a
confermare in blocco i titolari della gara vinta con il Catania.
Coppa Italia, si apre il 6
dicembre con Empoli-Juve Roma, 29 novembre 2007 -
La Lega calcio ha definito date ed orari degli incontri di andata degli ottavi
di finale di Coppa Italia.
Il programma si aprirà giovedì 6 dicembre con
Empoli-Juventus (ore 20.45) e si chiuderà due settimane dopo, giovedì 20
dicembre con Milan-Catania (ore 20.30).
Martedì 11 dicembre è invece in
programma Ascoli-Fiorentina (ore 20.30), mentre il giorno dopo si giocherà
Cagliari-Sampdoria (ore 20.30).
Tutto il resto del turno si giocherà
mercoledì 19 dicembre, con Torino-Roma (19.30), Lazio-Napoli (ore 20.30),
Reggina-Inter (ore 20.30) ed Udinese-Palermo (ore 20.30).
La pazienza di aspettare ce l'avranno, i napoletani. Soltanto tre anni, nemmeno tanto. Dopodiché il Napoli disputerà la Champions League. L'anticipazione è seria. E non potrebbe essere altrimenti, considerato che a svelarla è stato Aurelio De Laurentiis. «Trentasei mesi e il Napoli sfiderà le grandi del calcio europeo», ha detto il presidente a margine di un incontro cinematografico, a Sorrento. C'è il pallone in cima ai suoi pensieri, dunque. C'è quel sesto posto che la squadra ha saputo conquistare battendo domenica, il Catania.
E c'è il futuro prossimo, sul quale si sta riversando l'interesse della gente: si guarda al mercato di gennaio come momento fondamentale per sistemare quei ruoli dove il collettivo manifesta dei limiti strutturali. «Il club è sempre pronto ad acquistare— ha chiarito De Laurentiis —. A gennaio, tuttavia, si trovano solo gli scarti degli altri. Certo, può anche venir fuori l'affare, ma le probabilità sono scarse».
È ritornato sullo scandalo di due estati fa con la solita severità: «S'è messo un tappo, una manovra sbagliata, perché bisognava azzerare tutto e ricominciare daccapo. Invece, abbiamo preso spunto dal successo mondiale dell'Italia per salvaguardare qualcuno seduto sulle poltrone del potere». Ed ha affrontato, risentito, il tema della violenza: «Eliminarla negli stadi è semplicissimo. Se ci sono difficoltà a debellarla è perché si è di fronte a una matrice diversa di violenza. Di certo non la si elimina con l'escamotage della responsabilità oggettiva che è una grande stupidata e rappresenta la grande immaturità di chi governa il calcio», ha concluso il presidente del Napoli.
Oscar Magoni, doppio ex di Atalanta e Napoli, è intervenuto a Radio Marte nel corso di Marte Sport Live: "Sarà sicuramente una bella partita tra due squadre che non hanno molti obblighi di classifica. L'Atalanta è squadra che gioca bene, Del Neri ama far giocare i team sulle fasce, ha una sola punta centrale e Doni che dà grande qualità offensiva. Il Napoli è molto abile in contropiede, soprattutto con Lavezzi. Secondo me in questa partita sono proprio gli azzurri a essere favoriti perchè ha un centrocampo superiore in questo momento: Tissone e Guarente credo che avranno difficoltà contro la linea mediana azzurra. Le due curve chiuse? Credo che sia ingiusto penalizzare la vera tifoseria: a Bergamo c'erano gli scalmanati che hanno distrutto il vetro, ma gli altri 24mila li hanno fischiati. Allontanare il pubblico dallo stadio, vietare l'ingresso - ha concluso Magoni all'emittente campana - non è la strada giusta per risolvere i problemi di violenza negli stadi".
“Vorrei promuovere un gemellaggio con la Iervolino. La chiusura delle curve è una sconfitta ma ben venga per combattere la violenza”
Il sindaco di Bergamo, Roberto Bruni, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Goal, sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli: “Domenica sarà triste vedere Atalanta-Napoli con le curve chiuse. È una sconfitta, per il calcio, ma credo sia giusto adottare provvedimenti drastici per combattere la violenza. In questo modo si penalizzano, mi rendo conto, i tifosi perbene, ma credo sia in ogni caso un passo avanti rispetto all’intera chiusura dello stadio di Bergamo. Quanto accaduto contro il Milan è inaccettabile e saluto favorevolmente il provvedimento adottato dall’Osservatorio. Preoccupato per la gara di domenica? Ma no, in città non c’è alcuna apprensione. Perché le due tifoserie sono così nemiche? Non me lo spiego, perché le due città sono legate non solo sportivamente, ma anche culturalmente e mi piacerebbe promuovere un gemellaggio con il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino”.
Timido e un po' speciale, Marcelo Danubio Zalayeta, è l'ultima moda italiana nel campo dei goleador. In un mondo dominato dalla comunicazione, lui e' l'eccezione che conferma la regola: meglio il silenzio della banalità. Lo chiamano 'Panterone', non solo perché del felino ha le movenze felpate e al tempo stesso mortifere, ma anche perché da quell'animale sembra aver mutuato il carattere. Quando non attacca, come la pantera che riposa nella giungla, è silenzioso e introverso, taciturno e quasi scontroso. Chi non lo conosce o l'ha visto poco all'opera, può arrivare perfino a pensare di lui che sia irrimediabilmente pigro. In realtà aspetta solo il suo tempo, come è avvenuto durante la partita contro il Catania, quando, nei momenti topici dell'incontro, Zalayeta ha liberato il felino che è in lui, agile, aggressivo, fulmineo.
"Zalayeta - gongolava oggi Marino - è innanzitutto un ragazzo serissimo che ha subito abbracciato la 'causa Napoli'. E vi dico di più: ha ancora margini di miglioramento notevoli. Ciò che ha fatto fino ad ora è tantissimo, ma non è tutto. Vedrete, fino alla fine del campionato ci stupirà ancora tanto". Della sua serietà si è avuta una clamorosa riprova in occasione del rigore concesso in Napoli-Juventus. Subissato da feroci critiche per una presunta simulazione e squalificato per due giornate da un frettoloso giudice sportivo, Zalayeta è stato riabilitato quando le immagini televisive hanno inequivocabilmente dimostrato che aveva tentato di saltare Buffon in uscita per non fargli del male e che, un attimo prima, Legrottaglie lo aveva strattonato. Il trionfo della giustizia.
“Calaiò non deve essere un bomber triste. A Bergamo confido in un pizzico di fortuna”. Il direttore generale del Napoli, Pierpaolo Marino, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Goal, sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli: “Ad inizio stagione ho usato il verbo “stupire” per indicare il nostro obiettivo in questo campionato. I risultati, al momento, ci stanno dando ragione e spero solo che sia l’inizio, perché bisogna migliorare partita dopo partita. Hamsik alla Juventus? Premesso che ho un ottimo rapporto con Alessio Secco, tutto quanto è stato scritto sui giornali non ha alcun valore. Non c’è alcun appuntamento con la Juventus, tantomeno richieste da parte di club interessati ai nostri giocatori. Giocatori, tra l’altro, che non si muoveranno da Napoli, così come ha anche detto il presidente De Laurentiis. Le comproprietà? Si risolvono a giugno. Noi ci auguriamo che i nostri ragazzi crescano e che, alla scadenza dei cinque anni di contratto, rinnovino per migliorare ulteriormente nel Napoli. Hamsik, Lavezzi e Gargano, dunque, non si toccano. A Calaiò dico di non essere il bomber triste perché non gioca con continuità: militare nel Napoli deve essere un onore, anche se si hanno pochi minuti a disposizione. Dalla Bona? Lo avevamo piazzato in estate al Birmingham ma Samuele ha rifiutato il trasferimento. È giusto che giochi, dunque cercheremo a gennaio di dargli una mano. Discorso diverso per Gatti e Capparella, in scadenza di contratto: se ci saranno richieste, li accontenteremo. AI prossimi Europei vedremo qualche calciatore del Napoli nella Nazionale? Me lo auguro di cuore e spero che Donadoni ci stupisca.. In ogni caso, ai nostri ragazzi che hanno tali ambizioni, dico di continuare a lavorare in questo modo: il Napoli deve essere un trampolino per la Nazionale e spero che anche Lavezzi possa ritrovare la sua. Certo, in Argentina ci sono tanti attaccanti fortissimi, ma il Tevez degli ultimi periodi non mi sembra tanto superiore al Pocho. Domenica a Bergamo? Non credo che l’Atalanta sia in flessione, trovo invece che sia in grande forma e che stia disputando un grandissimo campionato. Sarà una partita difficilissima ma spero che, in questa trasferta, la fortuna possa essere finalmente dalla nostra parte. Avremmo meritato più punti a Firenze e Palermo, ora bisogna invertire la tendenza”.
De Laurentiis nutre giustamente legittime ambizioni europee. Se queste dovessero diventare poi realtà (sono ammessi tutti gli scongiuri del caso) il Napoli dovrebbe cominciare a fare i conti seriamente con il problema San Paolo. Prima di tutto bisogna ricordare che attualmente, a livello europeo, l'impianto di Fuorigrotta è ancora squalificato, in seguito agli incidenti che accaddero nell'ultima partita disputata fin qui dal Napoli in Coppa Uefa, contro l'Eintracht Francoforte nel 1994. Il problema più grande in questo momento è rappresentato dai sediolini: l'Uefa vorrebbe che venissero cambiati tutti e sostituiti con scocche più grandi. Un'altra questione è quella legata ai bagni: proprio l'anno scorso sono stati rifatti seguendo le indicazioni del Decreto Pisanu e successivamente del Decreto Amato, ma sembra che per il massimo organismo europeo i lavori effettuati non corrispondano a determinati standard internazionali. Sono comunque questioni facilmente superabili con un pò di buona volontà da parte sia del Napoli che dell'Amministrazione Comunale. A patto ovviamente, che la squadra si qualifichi per una manifestazione europea...
Ha dodici tatuaggi, ben presto
aggiungerà il tredicesimo. Lavezzi l’ha già scelto e a farglielo sarà Mario
Tramacco di «Tattoo enigma» a San Vitaliano. Sarà lo stemma del Napoli.
Ricordando che ha tatuati sul corpo il nome del figlio e l’immagine di Maradona,
la «N» del Napoli avrà un suo significato: «Questo club e i suoi tifosi sono
entrati nella mia vita».
Il primo goal segnato a fine primo tempo da Marcelo
Zalayeta domenica al Catania è stato il numero duecento del Napoli di Aurelio De
Laurentiis. Poi il centravanti uruguajano nella ripresa ha concesso anche il bis
ed ora sono 201 i gol ufficiali del Napoli.
201 reti in 146 partite ufficiali.
21
in queste 13 partite di serie
A
52 nelle 42
partite in serie B del 2006/07
48 nelle 34
partite in serie C1 del 2005/06
45 nelle 34
partite in serie C1 del 2004/05
4 nelle 4
partite dei playoff-promozione del 2004/05
22 nelle 13
partite della Coppa Italia TIM
8 nelle 4
partite nella Coppa Italia di serie C
1 nelle 2
partite contro lo Spezia nella SuperCoppa di serie C.
Il primo gol del Napoli gestione De Laurentiis-Marino è
stato segnato da Ignoffo in Napoli-Cittadella 3-3 del 26 settembre 2004. Il
centesimo gol è stato il primo della doppietta di Calaiò in Napoli-Pisa 2-0 del
19 marzo 2006.
Tebaldo Bigliardi, ex giocatore di Napoli e Atalanta, è intervenuto a Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live: "Quella di domenica è la partita di chi gioca più che la mia... Battute a parte, avrò il cuore diviso a metà, avendo vissuto annate importanti con il Napoli e un bel fine carriera a Bergamo, dove vivono i miei figli. Insomma tiferò al 50% per tutte e due. Non mi aspettavo che le due squadre potessero fare questo campionato, sono molto contento e sono convinto che possano continuare in questo senso. Le due curve chiuse? Un'altra pagliacciata all'italiana, sono decisioni che non servono a risolvere il problema di fondo, che penalizzano i veri tifosi e le società, che non incassano. Per risolvere la violenza nel calcio ci sono esempi in Europa di come agire, non credo che siano queste le soluzioni migliori. Mi fa piacere che a Bergamo siano stati invitati i bambini, ma per risolvere bisogna essere in due, anche lo Stato deve dire la sua: noi paghiamo le tasse anche per avere la garanzia di ottenere il servizio di ordine pubblico. E' giusto dire che le società dovrebbero avere la vigilanza all'interno dello stadio, però non dimentichiamo che spesso sono ricattate dagli scalmanati. In questo senso diamo atto a Ruggeri di aver preso le distanze dai facinorosi".