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30 noviembre San Siro si conferma tabù.Altro stop in trasferta per il Napoli di Reja. Brusco. E soprattutto doloroso, perché gli azzurri questa volta avevano realmente gettato il cuore oltre l’ostacolo. Un ostacolo quasi insormontabile, rappresentato dall’armata invincibile di Josè Mourinho. Troppo più forti, forse. Sicuramente superiori ad un Napoli non ancora pronto per affermarsi nelle partite importanti, lontano dalle mura amiche. Le statistiche parlano chiaro, terza sconfitta consecutiva lontana dal San Paolo, e solo un punto raccolto nelle ultime tre partite, quattro nelle ultime cinque. Troppo poco. Anche per una squadra giovane, che vuole crescere e maturare, ma ha come obiettivo quello di stupire e migliorarsi sempre di più. E’ stata una battaglia a San Siro. Ed il Napoli, è stato l’assente ingiustificato nella prima mezzora di gara. La prima parte di match, infatti, è un vero e proprio show nerazzurro. L’undici di Mourinho si scatena subito, con Ibrahimovic che diverte con i suoi soliti giochetti di prestigio, e Stankovic che sfiora immediatamente il vantaggio con un destro da poco fuori l’aria di rigore. Poi, passano pochi minuti, e vengono premiati tutti gli sforzi. Parte un cross dalla sinistra, e ad approfittarne è Ivan Ramiro Cordoba, di professione difensore, che gira molto bene, e punisce Iezzo. Dormita colossale, l’ennesima, della difesa partenopea, e Inter quindi in vantaggio. Reja sbuffa dalla panchina, ed il Napoli continua a soffrire. Gli azzurri si lasciano schiacciare con troppa facilità, e patiscono le troppe individualità nerazzurre. Una di queste, si chiama Douglas Maicon, che riesce a scardinare la difesa azzurra sulla sua fascia di competenza, ed un suo destro rasoterra molto potente, trova la deviazione di tacco da parte di Sulley Muntari, che si era inserito in aria di rigore. Due a zero, e Napoli in ginocchio. Al cospetto della capolista, il Napoli sembra inconsistente, quasi intimorito. E’ solo con il passare dei minuti che vengono fuori le qualità partenopee. E’ Lavezzi come al solito l’ispiratore. L’argentino si batte, venendo incontro e portando palla per buona parte del campo. Semina avversari, li intimorisce, e molti di loro li mette a sedere con i suoi soliti dribbling da vero e proprio trascinatore. Il Pocho gioca bene, insieme a Zalayeta, che nonostante giochi molto lontano dalla porta, riesce a far salire molto bene la squadra, mantenendo palla in mezzo al campo, e guadagnandosi importanti punizioni. E’ proprio l’uruguayano il protagonista, in occasione del gol del Napoli. Splendida iniziativa di Lavezzi sulla destra, che serve molto bene d’esterno Zalayeta. Il Panterone si inventa uno spettacolare colpo di tacco in mezzo a tre difensori interisti, smarcando nuovamente l’argentino, che si ritrova a tu per tu con Julio Cesar, e lo punisce con un delicato tocco sotto, che sbatte contro il palo interno, prima di depositarsi in rete. E’ il colpo da fuoriclasse che serviva, per rimettere in piedi una partita che sembrava andare veramente per il peggio. Reja lo sa, e si lascia scappare un sorriso, che nasconde però tanti rimpianti. Perché anche contro la squadra italiana più forte, al Napoli è bastata un’accellerazione sull’asse sudamericana Lavezzi-Zalayeta per colpire. Il primo tempo va avanti, e si conclude senza troppe occasioni, andando ad escludere le solite folate offensive del Pocho, e le continue manovre spettacolari con le quali Ibrahimovic. Nella ripresa però cambia completamente lo scenario. Eh si, perché il Napoli sembra essersi totalmente trasformato, in positivo ovviamente. Lavezzi continua a seminare panico, ma stavolta il suo non è un monologo. Tutt’altro. E’ accompagnato da tutta la squadra, motivata, spregiudicata, aggressiva e sfacciata. Come non mai. Gli azzurri, per una volta in maglietta rossa e pantaloncino bianco, schiaccino per buona parte della ripresa gli avversari nella propria metà campo, ma ottengono scarsi risultati. Il muro interista prevale senza troppe difficoltà, e si sente la mancanza di chi generalmente, giocando fra centrocampo ed attacco, riesce a fare la differenza. Il riferimento a Marek Hamsik non è casuale. Lo slovacco c’è ma non si sente. E’ inconsistente, e non dà quella dimostrazione di carattere e personalità che Reja cerca da lui, in partite del genere. Il suo talento non punge, come da inizio campionato a questa parte, gol esclusi. Il mister se ne rende conto, e lo manda a riposare, dando spazio a Manuele Blasi, inizialmente escluso per far spazio a Pazienza. Il copione, però, è sempre lo stesso. Il Napoli attacca, fa circolare bene la palla, ma non riesce mai a pungere e a creare occasioni pericolose. Anzi, il paradosso è che se vogliamo, nonostante la nettà superiorità nella ripresa, il Napoli totalizzare meno occasioni da gol dell’Inter, anche nella seconda metà di gara. Ibra prima e Zanetti poi graziano il Napoli, che non ne approfitta. Un brivido lungo la schiena però attraversa anche Mourinho, quando Lavezzi, imbeccato con un lancio lungo, si infila fra due difensori e cade rovinosamente al tappeto. Ma dura molto poco, perché Rosetti ammonisce addirittura l’argentino, per una simulazione alquanto dubbia. Il finale è vissuto tutto d’un fiato. Denis e Bogliacino non danno la scossa che sarebbe servita per illuminare la scena, e l’Inter può cosi’ tirare un sospiro di sollievo. Ha sofferto, e non poco. Contro un Napoli, che ha gettato probabilmente via la partita regalando la prima mezzora, ad un Inter che aspettava solo che l’avversario commettesse un minimo errore, per sferrare l’attacco decisivo. E cosi’ è andata. Ma, va detto e sottolineato, il Napoli non è stato spettatore non pagante. Ha lottato, combattuto. A denti stretti. Con grinta e coraggio. Nel calcio però vincono quasi sempre i più forti. Quelli che qualitativamente, hanno qualcosa in più rispetto agli avversari. E questo viene tenuto sempre conto, anche dagli arbitri. Gli insignificanti tre minuti di recupero ne sono una prova netta e schiacciante. Reja lo ha sottolineato anche in un intervista nel post partita. Ma bisogna guardare avanti. Perché la fortuna vuole che ad attendere gli azzurri ci siano due partite casalinghe consecutive, e poi una trasferta a Torino, contro un avversario tutt’altro che imbattibile. Siena, Lecce e Torino per chiudere al meglio l’anno della rinascita, e della consacrazione. Quel 2008 che ha dato tanto a Napoli e ai napoletani. Vincere, per ritornare a grandi livelli. Per scrollarsi di dosso un po’ di paura, di nervosismo. Napoli c’è. E’ presente, più che mai. E non si abbatte facilmente. Domenica però non è una giornata come le altre. Non c’è solo il Siena, al San Paolo. Ma c’è anche chi non è mai stato dimenticato. Il Napoli, ed Emanuele Calaiò. Il destino ha voluto che si incontrassero, ancora una volta. Ma stavolta da rivali. Rivali onesti e leali, ma pur sempre rivali.
Marco D'Arienzo - Staff. OBIETTIVO NAPOLI - GLI AZZURRI PAGANO I PRIMI 25 MINUTI DI NON GIOCO
IL SALISCENDI - LAVEZZI DA APPLAUSI, HAMSIK INVISIBILE
LE PAGELLE DEGLI AZZURRI: BENE ZALAYETA E LAVEZZI, MALISSIMO HAMSIK E ROSETTI
Inter - Napoli: I commenti Josà Mourinho, tecnico
dell'Inter, è soddisfatto della prova dei suoi col Napoli: "Abbiamo vinto con
grande merito, abbiamo dominato il primo tempo. Il Napoli ha fatto un gol
bellissimo, ma nel secondo tempo non ricordo un'occasione vera per i nostri
avversari. Siamo sulla strada giusta per fare più punti fino alla sosta di
Natale - dice il tecnico portoghese dopo la vittoria per 2-1 -.
Potevamo segnare di più, ma riusciamo comunque a fare i gol necessari per vincere. In questo momento sono felice per quello che ha fatto la mia squadra, dobbiamo continuare così, perchè le altre non si fermano: Milan, Juve e Roma vincono le loro partite" - aggiunge -. "I giallorossi sono un pò indietro ma lo scorso anno sono riusciti a recuperare uno svantaggio simile e sono arrivati quasi a vincere il campionato". Non tutto, però è piaciuto a Mourinho nella gara di oggi. "Questa squadra merita di più dai suoi tifosi. Mi dispiace sentire qualche fischio per un giocatore come Maicon, che oggi è sceso in campo contro il parere dei medici". o continuare così,
perchè le altre non si fermano: Milan, Juve e Roma vincono le loro partite" -
aggiunge -. "I giallorossi sono un pò indietro ma lo scorso anno sono riusciti a
recuperare uno svantaggio simile e sono arrivati quasi a vincere il
campionato".
Non tutto, però è piaciuto a Mourinho nella gara di oggi. "Questa squadra merita di più dai suoi tifosi. Mi dispiace sentire qualche fischio per un giocatore come Maicon, che oggi è sceso in campo contro il parere dei medici". Lavezzi: 'Accettiamo la sconfitta con serenità'
Ezequiel Lavezzi,
attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Ecco quanto
evidenziato da "Napoli Magazine": "Accettiamo la sconfitta con l'Inter con
serenità . Nei primi venti minuti abbiamo avuto troppa paura, ma poi
abbiamo messo in difficoltà i nerazzurri per tutta la partita.
L'ammonizione di Rosetti L'arbitro ha deciso di ammonirmi, ma io non volevo
simulare. Stavo correndo e sono caduto. Non sto trovando maggiori difficoltà rispetto all'anno scorso. Io voglio dare sempre il massimo. Perche' vado a prendermi il pallone a centrocampo Io gioco per la squadra. So che dovrei segnare qualche gol in piu'. Due Lavezzi Sarebbe meglio, cosi' uno porta la palla e l'altro segna. Grazie per i complimenti, anche se sono dispiaciuto per la sconfitta. Il gol E' stato uno scambio positivo con Zalayeta. Ora pensiamo a tornare a vincere, a partire dal prossimo match in casa con il Siena". Inter - Napoli: I commentiMarino: Siamo sulla strada della giusta crescita
"Abbiamo giocato un'ora alla pari con l'Inter". Pierpaolo Marino inquadra la "notizia" che ha fornito Inter-Napoli. Gli azzurri, sotto 2-0, hanno reagito, segnato un gran gol e messo i brividi alla Beneamata. Partita aperta fino alla fine. Sconfitta meno amara... "Sicuramente. Sotto il profilo della gara siamo soddisfatti. Così come devo dire che abbiamo avuto un impatto non adeguato alla portata del match, voglio altresì sottolineare che per un'ora non c'è stata differenza tra noi e l'Inter. Anzi le abbiamo tenuto testa per varie fasi. Non ho visto di fronte un rullo compressore che ci ha stritolati, nè tantomeno ho rilevato questa presunta crisi atletica del Napoli di cui si agitano voci da qualche settimana. Io credo che questa sia stata una partita che segna una evoluzione del processo di maturazione di questo gruppo". "Siamo al quarto posto - prosegue Marino - ed è un'ottima posizione in ottica dell'obiettivo Uefa che resta il nostro intendimento principale. Non finirò mai di ringraziare i ragazzi per la crescita che hanno avuto in questi due anni. Siamo tra le squadre più giovani del campionato ma stiamo dimostrando sempre più personalità. Adesso per compiere quell'ulteriore definitivo salto di maturità ci vorrà tempo e lavoro. Ma la strada è quella giusta. E vedrete che magari sapremi esprimerci alla grande contro le big del campionato non solo al San Paolo ma anche in trasferta". Reja: "Abbiamo regalato mezzora ma poi è venuto fuori il vero Napoli"
"Ho solo il rammarico che siamo venuti fuori dopo il 2-0". Edy Reja è sereno ed analizza a caldo con lucidità il match di San Siro. "Dovevamo avere un impatto più deciso al match. Invece abbiamo concesso troppo campo e nella prima mezzora l'Inter ha dilagato. Ma è successo anche che hanno segnato due gol fuori dall'ordinario. Cordoba ha girato di sinistro un pallone difficilissimo che è finito a 10 centimetri da palo, Muntari poi, sul 2-0, si è trovato il corsa su un tiro schiacciato di Maicon e l'ha colpita col tacco. Voglio dire: due bellissimi gesti ma anche giustamnte fortunati. Da lì però ho rivisto il vero Napoli. Abbiamo giocato minuti da grande squadra e la rete di Lavezzi è stata bellissima, strepitosa per esecuzione ed azione. Mi è piaciuta molto la reazione ma contestualmente non ho gradito l'approccio alla partita. Sono contento per come abbiamo tenuto testa all'Inter per un'ora ma ho anche detto ai ragazzi che potevamo e dovevamo giocare così, con questa determinazione, sin dai primi minuti". "Avrete visto - prosegue il tecnico - che la squadra è in salute e non accusiamo alcun calo fisico. Anzi fino alla fine abbiamo coccolato l'idea di poter pareggiare. peccato perché non è arrivata la giocata buona ma il fatto di essere stati vivi sino in fondo è confortante. Adesso guardiamo avanti: avremo di fronte il Siena che sta attraversando un periodo eccellente. Voglio rivedere il grande Napoli sin da domenica" Inter-Napoli 2-1Inter: Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Samuel, Maxwell, Zanetti, Cambiasso, Muntari (44' st Jimenez), Stankovic (39' st Burdisso), Cruz (27' st Adriano), Ibrahimovic. A disp. Orlandoni, Figo, Mancini, Crespo. All. Mourinho Napoli: Iezzo, Rinaudo, Cannavaro, Aronica, Maggio (29' st Denis), Pazienza (39' st Bogliacino), Gargano, Hamsik (21' st Blasi), Mannini, Lavezzi, Zalayeta. A disp. Navarro, Santacroce, Vitale, Montervino. All. Reja Arbitro: Rosetti di Torino Milano - A San Siro non si passa ma si segna. E il Napoli fa un gol che se ci fosse il coefficiente aggiunto sull'estetica varrebbe doppio. Finisce 2-1 per l'Inter e la sostanza dice che la Beneamata vince la quinta partita consecutiva in campionato. Ma di contraltare il Napoli tiene in fibrillazione la partita e mette in vetrina un gioiello che equivale all'acuto più alto nella Scala del calcio. Lavezzi va via col suo copyright, il "Pocho" sprinta, dribbla, fa il fenomeno. L'appoggio a Zalayeta è una raccomandata di ritorno, il Panterone gliela rimette sulla via della gloria di tacco: Ezel aspetta Julio Cesar e smeriglia un colpo sotto tanto morbido quanto prezioso. Et voilà. Nel teatro dei mostri sacri guardatevi che roba sa fare il Napoli. Gli azzurri pur perdendo tengono viva l'emoticon del sorriso. Perché l'esame di laurea è solo riviato alla prossima sessione. La classifica parla chiaro. Siamo ancora al quarto posto, da soli. E questa griffe di Lavezzi è un osservatorio astronomico sul futuro. L'Inter fa la voce grossa. La rabbia della sconfitta di coppa è una lozione di adrenalina. E al 16' arrva il primo gol. Bellissimo il gesto atletico di Cordoba che gira di sinistro in porta un cross di Muntari. Un colpo che merita applausi e attenzioni perché come dinamica è uno di quei colpi che due volte su tre rischiano di mandare il pallone in curva. L'Inter non perde tempo e fa il bis al 24'. Stavolta bello ma anche fortunato. Maicon sbaglia il tiro in porta ma Muntari è pregevole nel tramutare una topica in un gran gol addomesticando la palla di tacco: 2-0. Scenari di vento e tempesta si profilano per il Napoli. Ma non è così. Perché sullo spartito gli azzurri ci infilano la nota più alta. Un gol che vale l'apertura della Domenica Sportiva. Lavezzi fa il fenomeno, Zalayeta è virtuoso, ne esce fuori un gol tacco e punta che alla Playstation farebbe saltare la connessione: 2-1. Nel secondo tempo il Napoli le prova tutte e tiene testa all'Inter per lunga pezza. La Beneamata entra in paura ma riesce a sfangarsela con classe ed esperieza. Nulla da dire. Finisce 2-1. A Milano non si torna più per quest'anno. Ma resta quella griffe del Pocho che apre la finestra sull'orizzonte azzurro.
29 noviembre L'AVVERSARIO - ZOOM SULL'INTER DI MOURINHO
Inter-Napoli: Probabili formazioni![]() Queste le probabili formazioni di Inter-Napoli, in
programma domani alle 15.
Inter (4-4-2): 12 Julio Cesar, 13 Maicon, 2 Cordoba, 25 Samuel, 6 Maxwell, 19 Cambiasso, 4 Zanetti, 20 Muntari, 5 Stankovic, 8 Ibrahimovic, 10 Adriano. (1 Toldo, 16 Burdisso, 23 Materazzi, 33 Mancini, 77 Quaresma, 9 Cruz, 45 Balotelli). All. Mourinho. Napoli (3-5-2): 1 Iezzo, 13 Santacroce, 28 P. Cannavaro, 6 Aronica, 11 Maggio, 8 Blasi, 23 Gargano, 17 Hamsik, 77 Mannini, 25 Zalayeta, 7 Lavezzi. (30 Navarro, 96 Contini, 83 Rinaudo, 4 Montervino, 5 Pazienza, 18 Bogliacino, 9 Denis). All. Reja. Arbitro: Rosetti di Torino. (Niccolai-Papi) Diretta Tv su
Sky Calcio 1 (canale 251) e, Mediaset
Premium Calcio 1. Diretta radiofonica su Radio Marte.
28 noviembre Arbitri serie A: Inter-Napoli a Rosetti![]() MILANO - Sara' Roberto Rosetti a dirigere Inter-Napoli, big match
della 14esima giornata di Serie A in programma domenica pomeriggio alle 15. La
sfida tra Roma e Fiorentina, invece, sara' arbitrata da Paolo Tagliavento,
mentre il posticipo Palermo-Milan e' stato affidato a Gianluca Rocchi. Questi
tutti gli arbitri designati per la 14esima
giornata:
Domani Catania-Lecce (ore 18): Paolo Dondarini di Finale Emilia. Juventus-Reggina (ore 20.30): Antonio Damato di Barletta. Domenica (ore 15) Atalanta-Lazio: Mauro Bergonzi di Genova. Cagliari-Sampdoria: Massimiliano Saccani di Mantova. Genoa-Bologna: Massimiliano Velotto di Grosseto. Inter-Napoli: Roberto Rosetti di Torino. Roma-Fiorentina: Paolo Tagliavento di Terni. Siena-Torino: Emidio Morganti di Ascoli Piceno. Udinese-Chievo: Matteo Simone Trefoloni di Siena. Palermo-Milan (ore 20.30): Gianluca Rocchi di Firenze. REJA FA PRETATTICA E NASCONDE LA FORMAZIONE A MOURINHOTripletta di
Denis contro gli allievi ma dovrebbe partire Zalayeta dall' inizio. Il capitano
Montervino sprona Cannavaro ad essere meno buonista
Seduta pomeridiana per il Napoli a Castelvolturno. Gli
azzurri hanno affrontato gli Allievi nella classica amichevole di metà
settimana. La partita non ha dato molte indicazioni sulla formazione che
domenica scenderà in campo a San Siro per sfidare l’Inter. Tre sono i
ballottaggi, uno per reparto: in difesa Aronica-Contini, a centrocampo
Mannini-Vitale e in attacco Zalayeta-Denis. Senza contare che quest’oggi è stato
provato anche Pazienza al posto di Blasi, anche se sembra difficile che Reja si
privi del mastino di Civitavecchia proprio per la gara di Milano. Ma andiamo con
ordine.
Nella partitella, finita 6-1 per gli azzurri, il tecnico goriziano ha mandato in campo nel primo tempo Iezzo tra i pali; in difesa Grava, Cannavaro ed Aronica; a centrocampo Maggio, Pazienza, Gargano, Bogliacino e Mannini; in attacco il duo Lavezzi-Zalayeta. Nella ripresa, invece, in porta c’era Navarro; Santacroce, Rinaudo e Contini, i centrali; Montervino, Blasi, Amodio, Hamsik e Vitale in mezzo al campo; in avanti Pià a far coppia con Denis. Proprio il brasiliano è uscito anzi tempo a causa di un leggero infortunio ed è stato sostituito da Russotto. Il talento ex Treviso era nella formazione di Faustino insieme a Navarro e Iezzo – che si sono alternati tra i pali nei due tempi – oltre che a Savini, Dalla Bona, Bogliacino e Blasi. In evidenza Denis, autore di una tripletta, gli altri gol sono stai messi a segno da Bogliacino, Montervino e Russotto. Il gol del momentaneo vantaggio per gli Allievi è stato segnato da De Vena. Tornado al possibile 11 anti-Inter, Reja potrebbe concedere un turno di riposo a Matteo Contini, apparso poco reattivo nelle ultime settimane. Al suo posto, al momento, Aronica sembra dare maggiori garanzie. L’ex reggino è particolarmente in palla e non è da escludere il suo impiego dal primo minuto a San Siro. Per quanto riguarda il centrocampo, Blasi dovrebbe essere abbastanza sicuro del posto nonostante abbia perso un po’ di smalto rispetto all’inizio della stagione. Il vero dubbio è sulla corsia mancina. Anche per sfruttare le doti di velocista nel duello con Maicon, dovrebbe spuntarla Mannini, con Vitale che si accomoderà in panchina. La spalla del Pocho, nonostante la tripletta contro gli Allievi, non sarà Denis. Il Tanque sarà pronto a subentrare nel corso della gara, anche perché è da martedì che Reja prova Zalayeta in coppia con Lavezzi. Inoltre, soprattutto in trasferta, il gioco del Panterone è più congeniale agli schemi di Reja. Prima dell’allenamento in sala stampa si è presentato Francesco Montervino. Il capitano azzurro ha rilasciato delle dichiarazioni importanti, confermando qualche scappatella di troppo dopo gli allenamenti. “Il Napoli è una squadra molto giovane e dai giovani va preso il bello e il brutto – ha detto – In passato sono stati fatti degli errori ma ora sono stati capiti e non saranno più commessi. La cosa che dispiace è che queste cose vengono fuori quando si ha qualche passaggio a vuoto e non quando si vince”. Il capitano ha poi parlato anche della sfida di domenica contro l’Inter: una gara difficile ma non impossibile. “La forza dell’Inter non è in discussione – ha ammesso – Sicuramente non potremo fare la stessa gara che ha fatto il Panathinaikos. Le nostre caratteristiche non sono quelle di subire l’avversario e poi ripartire. Proprio per la sfrontatezza dovuta alla giovane età, giochiamo sempre per vincere. I primi venti minuti saranno certamente difficili, ma dopo dovremo essere bravi a giocare sui nostri ritmi e non su quelli dell’Inter. La nostra forza la conosciamo bene – ha proseguito – Siamo una squadra forte e non lo dico solo perché ne faccio parte. Se non riusciamo noi a battere l’Inter lo possono fare poche squadre”. Montervino ha anche parlato dell’assenza di un leader carismatico in campo, non risparmiando qualche stoccata a Paolo Cannavaro. “Questa è una squadra che può sopperire alla mancanza di un leader in campo grazie alla freschezza tecnica e fisica di alcuni elementi – ha precisato il capitano azzurro – Comportamenti come quelli di Doni e Gattuso a noi non sono concessi. Dopo le ultime batoste, però, spero che venga fuori la personalità di qualcuno. Chi porta ora la fascia ha carattere ma spero che in campo lo dimostri di più: è un po’ troppo buonista”. VERSO INTER-NAPOLI: AL CENTRO DELLA DIFESA NERAZZURRA TORNA SAMUEL![]() Contro il Napoli rientrerà Samuel al
centro della difesa mentre Materazzi tornerà in panchina. L'argentino, reduce da
infortunio e non inserito nella lista Champions, ha avuto modo quindi di
rifiatare dopo le ottime prestazioni al rientro da titolare. Non ce la farà
invece Vieira, che anche oggi si è allenato a parte insieme con Rivas e Chivu.
Rispetto alla gara contro il Panathinaikos, non ci sarà Figo, che ha deluso, ed
al suo posto tornerà Stankovic, che aveva ampiamente convinto dietro le punte
contro la Juventus. Ibrahimovic guiderà l'attacco, ma nelle prossime ore
Mourinho dovrà decidere chi schierare al fianco dello svedese. Adriano non ha
convinto in Champions e a questo punto salgono le quotazioni di Cruz, anche se
non è da escludere la sorpresa Mancini, finito in tribuna contro la Juventus e
rimasto tristemente in panchina contro il Panathinaikos. A centrocampo tutto
confermato, con Cambiasso davanti alla difesa, Zanetti e Muntari ai lati.
Santacroce nel mirino della Juve
La Juve ha un progetto italiano, ma non solo la Juve. Il made in Italy, secondo l'edizione odierna del Corriere dello Sport, è infatti uno dei cavalli di battaglia di casa Agnelli. Sia l'Avvocato che suo fratello Umberto hanno sempre curato la cosiddetta "italianità" delle aziende di proprietà e gli stessi concetti sta portando avanti adesso il presidente di Ifil, John Elkann. Allora se la Juve sta muovendo alla caccia di giocatori italiani di talento, vediamo che la Ferrari ha consentito in questi giorni a Valentino Rossi di guidare la F-2008 al Mugello e ai tre giovani talenti Bortolotti, Piscopo e Cicatelli di fare la stessa cosa sulla pista di Fiorano. E non per caso anche il mito Valentino è marchiato Fiat. I GIOVANI - Il forte interessamento della Juventus per il centrocampista dell'Udinese, Gaetano D'Agostino, di cui si è data notizia negli ultimi giorni e l'attenzione che la società mantiene sui ragazzi delle giovanili sono solo una piccola conferma del grande progetto italiano che anima la società bianconera. Insomma, abbiamo ragione di credere che la squadra di Ranieri il prossimo anno sarà più italiana di quella di oggi. Al contrario di molti altri club di livello, la Juve nei programmi di mercato che abbracciano sia gennaio che giugno ha intenzione di concludere gli acquisti di almeno due giocatori italiani di grande avvenire. L'idea di trasferire a Torino Aquilani e Santacroce, i due giocatori di Roma e Napoli che sono da mesi in cima ai pensiri di Blanc e Secco, la Juventus l'ha dovuta abbandonare per forza perchè i due ragazzi sono blindati. Ma, oltre a D'Agostino, altri giocatori italiani sono entrati al centro delle attenzioni bianconere. pianetanapoli. CAPITAN MONTERVINO: "SAREMO SPREGIUDICATI COME BAMBINI"
27 noviembre E' NATA ANCHE LA LINEA NEONATO DEL NAPOLI!![]() L’azienda campana Misa Group, specializzata nel settore tessile ed abbigliamento, ha creato una collezione di prodotti infant realizzati su Licenza SSC Napoli. Tra i prodotti disponibili, tutine, body, cappellini, baby sack, babbucce e bavette. A compendio, un fantastico set per culla composto da lenzuolino, federa, piumoncino e paracolpi imbottito. Grazie ai prodotti Misa Group tutti i bambini possono vestire, sin dalla culla, i colori della sua squadra del cuore. Tifosi del Napoli si nasce! 26 noviembre LAVEZZI DA CALCIATORE A...PIZZAIOLO![]() Pizza e pallone, nel segno di Napoli e del Napoli. La galleria dei personaggi illustri che pranzano o cenano nel locale fa parte da sempre del benvenuto che un ristorante dà a vecchi e nuovi clienti. «Regina Margherita», in via Partenope, cui è particolarmente legato Fabio Cannavaro che vi festeggiò la vittoria del Mondiale, è da sempre uno dei ritrovi preferiti dei calciatori del Napoli e di molti sportivi partenopei. La conferma - si legg su Il Mattino - la si può avere appena si entra nel ristorante: in bella evidenza, oltre a memorabilia sportive quali magliette e calottine, ecco le foto particolari di alcuni giocatori azzurri. Immagini che fanno capire come molti di questi ragazzi che stanno facendo impazzire i tifosi azzurri siano entrati in sintonia con la città. Perché la pizza continua a essere il biglietto da visita di Napoli e il pizzaiolo è considerato, soprattutto all’estero, un artista. Allora ecco Lavezzi, Santacroce e Contini giocare con gli amici di «Regina Margherita» e trasformarsi proprio in pizzaioli. L’operazione immortalata è quella classica dell’infornata della pizza: momenti di gran divertimento per i tre calciatori, bene attenti a mostrarsi con la pala rivolta verso il forno, quasi a voler mettere la palla in rete. Sorride Lavezzi, l’argentino che si è innamorato di Napoli e ha contagiato con il suo entusiasmo Messi. La sua posizione, con la pala rivolta verso il forno, è corretta: «Assunto come pizzaiolo», hanno scritto vicino alla foto. Sorridono anche Santacroce e Contini. E sorride Paolo Cannavaro che, però, sembra avere mire da chef: lui è immortalato in cucina, davanti a una padella. Chissà che sapore avrà la pasta del capitano. RAIOLA (PROC.IBRAHIMOVIC): "QUANTE VOLTE IBRA MI HA DETTO 'PORTAMI AL NAPOLI' "![]() Ibrahimovic è il fenomeno dell’Inter e
il giocatore più pagato d’Europa: 11 milioni di euro all’anno. Ma anche uno come
lui ha un rimpianto: non aver indossato la maglia azzurra. «Quante volte mi
ha detto: Mino, portami a Napoli». La rivelazione a "Il Mattino" è
di Carmine Raiola, detto Mino, 41 anni, campano di Angri. È il grande capo della
Sportman, sede a Montecarlo e uffici di rappresentanza in Brasile, Olanda e
Repubblica Ceca. È il procuratore dei fuoriclasse: tra i suoi assistiti
Ibrahimovic e Nedved. «Come nasce la passione di Zlatan per Napoli? Ha
giocato una sola volta al San Paolo, tre anni e mezzo fa, quando Ciro Ferrara
diede l’addio al calcio. È stato conquistato dallo stadio e dalla passione della
gente: ha il cuore caldo ed ecco perché crede che quella sia la piazza
ideale». Ma sarebbe possibile vedere Ibra, un fenomeno super pagato, nel
Napoli? Sorride Raiola: «Solo Ibrahimovic può portar via Ibrahimovic
dall’Inter». Raiola, appena rientrato da una missione in Brasile, sarà
domenica al Meazza. Con il cuore diviso a metà. Perché Ibra sfida la squadra per
cui tifa la famiglia del manager. «Papà, tornato anni fa in Campania, ha una
grande passione per il Napoli: partiva spesso dall’Olanda per seguirlo nelle
trasferte al Nord». A due anni il piccolo Mino con il padre Mario e la
madre Annunziata Cannavacciuolo emigrò ad Haarlem, dove i suoi aprirono un
ristorante. «C’era anche zio Antonio, che aveva nel portafoglio la foto di
Maradona e non quella dei figli: quanti litigi con gli olandesi per il calcio e
per il Napoli, a volte li sbatteva fuori dal locale». La famiglia ha
lavorato bene, creando una catena nel settore della ristorazione, però Mino si è
dedicato al calcio. «Giocavo bene, mi chiamavano il piccolo Rivera... A 21
anni mi infortunai, abbandonai gli studi in giurisprudenza e diventai dirigente
dell’Haarlem. Non c’erano internet e la parabola, seguivo il calcio italiano con
tutti i mezzi possibili: la Gazzetta arrivava ogni due giorni, mi facevo spedire
le videocassette delle partite con i camion che trasportavano pomodori e
mozzarelle in Olanda. Poi, da dirigente e da tifoso del Napoli, proposi un
affare a Ferlaino: se fosse entrato nell’Haarlem, avrebbe potuto acquistare a
prezzi molto bassi i più importanti giocatori olandesi, grazie a una particolare
norma del regolamento federale. Niente da fare. Anni dopo, nel 1992, l’ingegnere
si interessò a Bergkamp: la trattativa non andò avanti. Da ragazzo ero tifoso
del Napoli, ma la passione un po’ si affievolì per tante promesse non
mantenute», spiega Raiola, che parla nove lingue. Si definisce «campano
orgoglioso» il manager dei campioni ricchi. Raiola ha conosciuto
Ibrahimovic quando aveva 18 anni ed era un talento dell’Ajax. «Non gli
giravo intorno. Sapeva che ero l’agente di Maxwell e mi chiese di
rappresentarlo. Tra noi c’è un rapporto straordinario. Fortunato ad essere il
procuratore di Ibra? Ogni giocatore ha il procuratore che merita», dice
Mino. Per un breve periodo ha assistito un campione del Napoli. «Hamsik, poi
lasciai perdere per un problema con Corioni, il presidente del Brescia. È
fortissimo, quel ragazzo: quante volte l’ho suggerito alla Juve e
all’Inter». Con Marino pochi rapporti. «Segue la sua strategia, rivolta
al mercato sudamericano. Da campano sono felice che il Napoli sia tornato al
vertice. Fare calcio al Sud è difficile: se la società fosse al Nord, sarebbe
grande come Real Madrid o Manchester United». Domenica Ibra contro il
Napoli. «Papà Mario, che faceva anche quindici ore d’auto da Haarlem a
Brescia o Milano per gli azzurri, avrà il cuore in gola. E mio figlio Mario jr,
juventino doc, tiferà stavolta per Ibra: un dispetto al nonno».
Mourinho: la velocità e «Pocho», le armi in più
NAPOLI - I giganti dell'Inter sono tutti
lì, San Siro scenario forse poco ideale per un Napoli che deve riscattare il
pareggio-beffa contro il Cagliari di domenica scorsa. Lavezzi, però, era stato chiaro. Parole da leader, le sue: «Siamo stati sfortunati, ora però bisogna vincere la prossima». La prossima si chiama Inter, il suo duello a distanza si consumerà con la stella svedese Ibrahimovic in una sfida che si preannuncia difficile ma avvincente. Non ci sarà spazio per i cali di concentrazione o quelli di tensione. Nè degli ultimi minuti, nè dei primi. La squadra di Reja dovrà giocare la partita della vita, a viso aperto e soprattutto con gli uomini più in forma. Sarà chiamato a scelte difficili, il tecnico friulano. In tutte le zone del campo. Il Napoli, sulla carta, ha una sola arma in più della formazione di Mourinho: la velocità. L'aggressione degli spazi e le ripartenze spedite potrebbero rivelarsi fondamentali durante i novanta minuti. Contro la fisicità di campioni riconosciuti tali in tutto il mondo. Campioni che hanno un monte ingaggi per il club di Moratti di centoventi milioni. Quattro volte quello di Aurelio De Laurentiis (trenta milioni). Squadra da venti nazionali contro i sei del Napoli, società con un palmares da brividi rispetto a quello del club azzurro. Il confronto sulla carta è impari, soprattutto considerando la potenza fisica dei centrocampisti. Complicato anche individuare una formazione titolare, il tecnico nerazzurro ha in rosa tre squadre. Qualunque siano le scelte di domenica contro il Napoli, ci sarà comunque una differenza fisica tra i giocatori piuttosto evidente. Quasi quattro centimetri in altezza a favore dell'Inter, sei chili in più di peso. Giganti, appunto. Contro i quali il Napoli utilizzerà le sue armi, quelle di squadra abituata ad uscire a testa alta nei confronti contro le big, di formazione terza in classifica e con una solidità riconosciuta sin dall'inizio del campionato. 25 noviembre GERMAN DENIS: "NON HO ANCORA DIMOSTRATO TUTTO IL MIO POTENZIALE" "Amo Napoli e non avete ancora visto il vero Denis". El Tanque si racconta a "Spaccanapoli" rubrica di Sky. L'argentino, a quota 5 nella classifica dei bomber, promette un futuro ancor più scintillante. "Mi sono ambientato benissimo in questa città. Napoli è molto simile all'Argentina per clima e passione. Qui si gioca un grande calcio e sono contento di poter essere protagonista con la maglia di una squadra che nel mio Paese significa tanto". Napoli al terzo posto: Denis fa da garante sulle ambizioni. "Questo è un gruppo che ha qualità. Possiamo crescere e vedrete che il Napoli dimostrerà di essere ancora più forte col passare del tempo. Personalmente spero di raggiungere presto il top del mio rendimento. Sinora non ho espresso tutte le mie potenzialità ma mi auguro di poter dimostrare presto tutto il mio valore". Infine l'immancabile parallelo con un campione argentino. Batistuta o Crespo? "Batistuta è sempre stato il mio idolo. Lo seguivo, l'ho guaradato in tante partite e ho cercato di rubarne i segreti. Crespo mi piace tantissimo e credo sia un vero modello di attaccante moderno". GHIRARDI (AVV. MANNINI): "GIA' DOMANI CI POTREBBERO ESSERE NOVITA' PER DANIELE"![]() L’avvocato del Brescia e di Daniele Mannini, Carlo Ghirardi, intervenendo a Radio Goal, ha rilasciato alcune dichiarazioni: "Entro il 28 novembre è atteso il deposito del lodo arbitrale ma credo che possano esserci novità definitive anche domani, quando sarà discusso al Tas di Losanna il caso di Cherubin, identico a quello di Daniele Mannini e Davide Possanzini. Domani alle 9.30 avrà inizio la discussione e mi auguro che non sia lunghissima: probabilmente, ripeto, potrebbero esserci novità sul caso Mannini anche nelle prossime 24 ore. Entro e non oltre il 28 novembre, in ogni modo, la sentenza verrà depositata e ci sarà il verdetto definitivo, che sarà appellabile eventualmente solo in caso di vizio procedurale del lodo arbitrale, ma sinceramente ci auguriamo che tutto si risolva positivamente anche alla luce della lunga udienza del 23 ottobre scorso. Mannini, Possanzini e Cherubin sono vittime di qualcosa che è stata ingigantita al di là dei reali accadimenti dei fatti, tant’è che sia la Federcalcio, che la Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori, si sono costituite in giudizio a difesa dei calciatori perché la situazione è davvero paradossale. La Wada fin dal principio equipara il ritardo al rifiuto del controllo antidoping, quando invece i calciatori si sono sottoposti ad analisi incrociate sangue-urine. Tutta Napoli, comunque, dev’essere grata a Daniele Mannini, che sta vivendo un momento delicatissimo e nonostante tutto è riuscito a disputare prestazioni straordinarie, segno della sua grande professionalità”. |
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