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30 noviembre

San Siro si conferma tabù.

Altro stop in trasferta per il Napoli di Reja. Brusco. E soprattutto doloroso, perché gli azzurri questa volta avevano realmente gettato il cuore oltre l’ostacolo. Un ostacolo quasi insormontabile, rappresentato dall’armata invincibile di Josè Mourinho. Troppo più forti, forse. Sicuramente superiori ad un Napoli non ancora pronto per affermarsi nelle partite importanti, lontano dalle mura amiche. Le statistiche parlano chiaro, terza sconfitta consecutiva lontana dal San Paolo, e solo un punto raccolto nelle ultime tre partite, quattro nelle ultime cinque. Troppo poco. Anche per una squadra giovane, che vuole crescere e maturare, ma ha come obiettivo quello di stupire e migliorarsi sempre di più. E’ stata una battaglia a San Siro. Ed il Napoli, è stato l’assente ingiustificato nella prima mezzora di gara. La prima parte di match, infatti, è un vero e proprio show nerazzurro. L’undici di Mourinho si scatena subito, con Ibrahimovic che diverte con i suoi soliti giochetti di prestigio, e Stankovic che sfiora immediatamente il vantaggio con un destro da poco fuori l’aria di rigore. Poi, passano pochi minuti, e vengono premiati tutti gli sforzi. Parte un cross dalla sinistra, e ad approfittarne è Ivan Ramiro Cordoba, di professione difensore, che gira molto bene, e punisce Iezzo. Dormita colossale, l’ennesima, della difesa partenopea, e Inter quindi in vantaggio. Reja sbuffa dalla panchina, ed il Napoli continua a soffrire. Gli azzurri si lasciano schiacciare con troppa facilità, e patiscono le troppe individualità nerazzurre. Una di queste, si chiama Douglas Maicon, che riesce a scardinare la difesa azzurra sulla sua fascia di competenza, ed un suo destro rasoterra molto potente, trova la deviazione di tacco da parte di Sulley Muntari, che si era inserito in aria di rigore. Due a zero, e Napoli in ginocchio. Al cospetto della capolista, il Napoli sembra inconsistente, quasi intimorito. E’ solo con il passare dei minuti che vengono fuori le qualità partenopee. E’ Lavezzi come al solito l’ispiratore. L’argentino si batte, venendo incontro e portando palla per buona parte del campo. Semina avversari, li intimorisce, e molti di loro li mette a sedere con i suoi soliti dribbling da vero e proprio trascinatore. Il Pocho gioca bene, insieme a Zalayeta, che nonostante giochi molto lontano dalla porta, riesce a far salire molto bene la squadra, mantenendo palla in mezzo al campo, e guadagnandosi importanti punizioni. E’ proprio l’uruguayano il protagonista, in occasione del gol del Napoli. Splendida iniziativa di Lavezzi sulla destra, che serve molto bene d’esterno Zalayeta. Il Panterone si inventa uno spettacolare colpo di tacco in mezzo a tre difensori interisti, smarcando nuovamente l’argentino, che si ritrova a tu per tu con Julio Cesar, e lo punisce con un delicato tocco sotto, che sbatte contro il palo interno, prima di depositarsi in rete. E’ il colpo da fuoriclasse che serviva, per rimettere in piedi una partita che sembrava andare veramente per il peggio. Reja lo sa, e si lascia scappare un sorriso, che nasconde però tanti rimpianti. Perché anche contro la squadra italiana più forte, al Napoli è bastata un’accellerazione sull’asse sudamericana Lavezzi-Zalayeta per colpire. Il primo tempo va avanti, e si conclude senza troppe occasioni, andando ad escludere le solite folate offensive del Pocho, e le continue manovre spettacolari con le quali Ibrahimovic. Nella ripresa però cambia completamente lo scenario. Eh si, perché il Napoli sembra essersi totalmente trasformato, in positivo ovviamente. Lavezzi continua a seminare panico, ma stavolta il suo non è un monologo. Tutt’altro. E’ accompagnato da tutta la squadra, motivata, spregiudicata, aggressiva e sfacciata. Come non mai. Gli azzurri, per una volta in maglietta rossa e pantaloncino bianco, schiaccino per buona parte della ripresa gli avversari nella propria metà campo, ma ottengono scarsi risultati. Il muro interista prevale senza troppe difficoltà, e si sente la mancanza di chi generalmente, giocando fra centrocampo ed attacco, riesce a fare la differenza. Il riferimento a Marek Hamsik non è casuale. Lo slovacco c’è ma non si sente. E’ inconsistente, e non dà quella dimostrazione di carattere e personalità che Reja cerca da lui, in partite del genere. Il suo talento non punge, come da inizio campionato a questa parte, gol esclusi. Il mister se ne rende conto, e lo manda a riposare, dando spazio a Manuele Blasi, inizialmente escluso per far spazio a Pazienza. Il copione, però, è sempre lo stesso. Il Napoli attacca, fa circolare bene la palla, ma non riesce mai a pungere e a creare occasioni pericolose. Anzi, il paradosso è che se vogliamo, nonostante la nettà superiorità nella ripresa, il Napoli totalizzare meno occasioni da gol dell’Inter, anche nella seconda metà di gara. Ibra prima e Zanetti poi graziano il Napoli, che non ne approfitta. Un brivido lungo la schiena però attraversa anche Mourinho, quando Lavezzi, imbeccato con un lancio lungo, si infila fra due difensori e cade rovinosamente al tappeto. Ma dura molto poco, perché Rosetti ammonisce addirittura l’argentino, per una simulazione alquanto dubbia. Il finale è vissuto tutto d’un fiato. Denis e Bogliacino non danno la scossa che sarebbe servita per illuminare la scena, e l’Inter può cosi’ tirare un sospiro di sollievo. Ha sofferto, e non poco. Contro un Napoli, che ha gettato probabilmente via la partita regalando la prima mezzora, ad un Inter che aspettava solo che l’avversario commettesse un minimo errore, per sferrare l’attacco decisivo. E cosi’ è andata. Ma, va detto e sottolineato, il Napoli non è stato spettatore non pagante. Ha lottato, combattuto. A denti stretti. Con grinta e coraggio. Nel calcio però vincono quasi sempre i più forti. Quelli che qualitativamente, hanno qualcosa in più rispetto agli avversari. E questo viene tenuto sempre conto, anche dagli arbitri. Gli insignificanti tre minuti di recupero ne sono una prova netta e schiacciante. Reja lo ha sottolineato anche in un intervista nel post partita. Ma bisogna guardare avanti. Perché la fortuna vuole che ad attendere gli azzurri ci siano due partite casalinghe consecutive, e poi una trasferta a Torino, contro un avversario tutt’altro che imbattibile. Siena, Lecce e Torino per chiudere al meglio l’anno della rinascita, e della consacrazione. Quel 2008 che ha dato tanto a Napoli e ai napoletani. Vincere, per ritornare a grandi livelli. Per scrollarsi di dosso un po’ di paura, di nervosismo. Napoli c’è. E’ presente, più che mai. E non si abbatte facilmente. Domenica però non è una giornata come le altre. Non c’è solo il Siena, al San Paolo. Ma c’è anche chi non è mai stato dimenticato. Il Napoli, ed Emanuele Calaiò. Il destino ha voluto che si incontrassero, ancora una volta. Ma stavolta da rivali. Rivali onesti e leali, ma pur sempre rivali.

 

Marco D'Arienzo - Staff.

OBIETTIVO NAPOLI - GLI AZZURRI PAGANO I PRIMI 25 MINUTI DI NON GIOCO

Nella giornata in cui l’arbitraggio imbarazzante di Rosetti ha lasciato ben intendere quanto tremendamente scarso sia il livello attuale della classe arbitrale italiana, il Napoli non è purtroppo riuscito a dare una svolta al suo periodo negativo.
La sconfitta odierna è nata, come spesso accade nelle partite in trasferta, da un errato approccio alla gara. Anche oggi il Napoli ha regalato quasi mezz’ora agi avversari, a causa di un atteggiamento estremamente remissivo e da una sorta di paura di attaccare che ha permesso all’Inter di dominare la gara nella prima fase di gioco, in cui gli uomini di Reja non sono riusciti praticamente mai a superare la metà campo.
Come è stato evidente anche oggi, quella di attendere troppo gli avversari non è una tattica che favorisce le caratteristiche della squadra partenopea, che non ha certamente nell’affidabilità difensiva la sua migliore peculiarità, essendo solita concedere un numero elevato di occasioni agli avversari. Infatti la squadra di Mourinho dopo 24 minuti di gioco si trovava già in vantaggio di due reti, e l’andamento del match lasciava presagire un’umiliante goleada.
Sul 2-0 invece il Napoli ha rotto ogni indugio ed ha iniziato a giocarsi la partita apertamente. Gli esterni, che erano rimasti costantemente bloccati nei primi minuti, hanno iniziato ad accompagnare maggiormente l’azione, soprattutto con Mannini sulla sinistra, e la difesa ha alzato il suo baricentro, diminuendo la distanza con l’attacco e favorendo le ripartenze sui recuperi di palla.
A fare la differenza sono state tuttavia, come al solito, le giocate del Pocho Lavezzi che, dopo una prima mezz’ora di nulla, ha dato la scossa alla squadra e, con la collaborazione di un ottimo Zalayeta, tornato finalmente ai livelli della scorsa stagione, è riuscito a realizzare la rete del 2-1 ed a portare una maggiore pressione offensiva alla difesa dei nerazzurri.
Nella ripresa il Napoli ha cercato di dare seguito al buon finale di primo tempo, ma spesso le trame intelaiate sfumavano al momento di concretizzarsi, cosicché le azioni realmente pericolose sono state, a conti fatti, poche.
Se Lavezzi, Zalayeta e Mannini sono stati gli elementi che hanno creato più grattacapi alla difesa interista, altri giocatori, come Maggio e, soprattutto, Hamsik, non sono riusciti ad aiutare minimamente la squadra.
La pessima prova dello slovacco, in particolare, ha causato gravi problemi al reparto centrale degli azzurri, in quanto l’ex bresciano non riusciva a rendersi utile né in fase di copertura, né in appoggio alle punte, né in fase di impostazione. Proprio nella fase di costruzione della manovra il Napoli ha trovato oggi le maggiori difficoltà. Nelle occasioni in cui dovevano essere gli azzurri ad impostare le azioni, si venivano a creare delle situazioni di evidente imbarazzo, in cui la palla restava tra i piedi dei difensori (solitamente Rinaudo), che non trovavano alcun centrocampista in grado di proporsi per iniziare l’azione, essendo Gargano spesso pressato da Stankovic e trovandosi Hamsik quasi sempre in una posizione intermedia tra centrocampo e attacco, nascosto dietro l’inossidabile Zanetti, sicché il difensore di turno si trovava costretto a cercare improponibili lanci lunghi, per lo più preda degli scaltri difensori interisti.
Le migliori azioni azzurre sono così nate da recuperi di palla in mezzo al campo, grazie all’ottimo lavoro in fase di interdizione da parte di Gargano e Pazienza, che poi venivano trasformati in più o meno pericolose ripartenze, allorquando la palla veniva scaricata sui piedi di Lavezzi o Zalayeta.
Il Napoli dovrà trarre i dovuti insegnamenti da questa gara ed in particolare dovrà dimostrarsi più sicura dei propri mezzi nelle partite lontano dal San Paolo e dovrà, d’altra parte, acquisire una maggiore maturità in fase difensiva. In un periodo di evidente difficoltà della retroguardia oggi è sembrata alquanto curiosa l’esclusione di quello che si è dimostrato il miglior difensore azzurro finora, Fabiano Santacroce. Sicuramente la scelta sarà stata suggerita a Reja dall’esigenza di aggiungere centimetri alla sua retroguardia. Tuttavia le difficoltà aeree della difesa, soprattutto su palle da fermo, sono state ugualmente palesi e sicuramente la reattività e la sfrontatezza di Santacroce sarebbero state più utili alla causa rispetto agli eccessivi timori ed alla macchinosità di alcuni difensori scesi oggi in campo.

IL SALISCENDI - LAVEZZI DA APPLAUSI, HAMSIK INVISIBILE

La nostra rubrica settimanale del Saliscendi vede per l’ennesima volta el Pocho Lavezzi protagonista positivo, mentre per quanto riguarda il peggiore questa settimana il pollice verso è rivolto nei confronti dell’atteggiamento della squadra nei primi trenta minuti del match in generale, e nello specifico a Marek Hamsik.
Ma partiamo da Lavezzi. Il funambolo argentino come sempre è stata la spina nel fianco degli avversari, dando la sensazione di poter creare qualcosa ogni volta che riceveva palla. Ed infatti è stata proprio un’azione da lui innescata e conclusa, coadiuvata dal compagno di reparto Zalayeta, a riaprire il match nel finale del primo tempo: assist di prima per il Panterone che ricambia con un tacco, e cucchiaio a superare Julio Cesar. Bisogna poi considerare il fatto che sia riuscito a incutere sempre e comunque timore nella retrovia nerazzurra nonostante la partita pressocchè perfetta di Samuel, procurandosi diversi falli e rimediando anche un dubbio cartellino giallo per simulazione.
Il Pocho ha dato dunque ulteriore prova di essere campione vero, anche contro stelle di primissima caratura. Se Lavezzi risponde presente all’appuntamento con l’agonismo, non si può certo dire lo stesso dei suoi compagni di squadra
Quello che non ha convinto della partita di oggi è stata l’ennesima promessa non mantenuta di dar battaglia a chiunque anche fuori casa. Il Napoli è partito troppo basso, facendosi schiacciare dall’Inter che convola a nozze con le squadre che le permettono di dar risalto alla fisicità dei suoi campioni. Anche i due esterni di centrocampo, in particolar modo Mannini a inizio gara e Maggio un po’ per tutti i novanta minuti, si sono preoccupati quasi esclusivamente di coprire, e anche quando si sono proposti in avanti sono apparsi nervosi e troppo timorosi di sbagliare anche il più elementare dei passaggi.
L’icona di questa paura di comportarsi in maniera sfrontata fuori dalle mura amiche è stato Marek Hamisk, praticamente mai in gara e, cosa più grave, apparso totalmente privo della sua caratteristica vincente, la personalità. I palloni toccati dallo slovacco si contano sulle dita delle mani, mentre i suoi classici inserimenti neanche su quelle di una.
Per fortuna le squadre dietro gli azzurri oggi hanno rallentato tutte, ma ciò su cui deve lavorare Reja è sicuramente l’approccio della sua squadra nelle partite in trasferta, dove si può e si deve fare molto di più.

LE PAGELLE DEGLI AZZURRI: BENE ZALAYETA E LAVEZZI, MALISSIMO HAMSIK E ROSETTI

IEZZO 6: Sul gol di Cordoba forse poteva fare di più, salva un gol quasi fatto su Zanetti.

CANNAVARO 5: Lento, macchinoso, non sembra più il difensore insuperabile che aveva meritato la convocazione di Lippi.

RINAUDO 6,5: Di testa non è insuperabile come pure dovrebbe essere, ma dimostra con i piedi una sicurezza e una tecnica insospettabile per un corazziere come lui.

ARONICA 6: Non commette particolari errori. Dimostrandosi anche utile in fase di rilancio nel forcing finale del Napoli.

MAGGIO 5: In copertura soffre troppo le avanzate di Maxwell, di contro non mette mai in difficoltà il terzino brasiliano risultando eccessivamente timido e non in grande condizione.

MANNINI 6: Spinge ma non con la necessaria continuità, tiene però a freno adeguatamente un Maicon non in grande condizione.

PAZIENZA 6,5: Partita vigorosa per l’ex viola che appare tra i più tonici azzurri in campo.

GARGANO 6: Corre e si batte come un ossesso, ma continua a sbagliare troppi appoggi anche se a San Siro meno del solito.

HAMSIK 4,5: Un fantasma, inguardabile la sua prova alla ‘Scala del calcio’.

LAVEZZI 6,5: È costretto a giocare da solo perché i suoi compagni non sembrano nel loro miglior periodo. Confeziona con la collaborazione del ‘Panteron’ un gol fantastico.

ZALAYETA 6,5: Tiene palla e fa salire la squadra con ottimo tempismo e ineccepibile gioco di squadra.

BLASI S.V.: E’ in grave calo atletico e lo dimostra anche nei pochi minuti in cui Reja lo ha impiegato. L'impegno c'è, ma manca la benzina.

BOGLIACINO S.V. Pochi istanti in cui non riesce a incidere.

DENIS S.V.: I suoi compagni non lo cercano mai e lui fa poco per farsi trovare pronto, anche nei pochi minuti in cui ha giocato.

ALL. REJA 5: Stravolge la squadra e nei primi minuti, al di là dell’approccio completamente sbagliato dei suoi uomini, gli azzurri stentano a ritrovarsi sul terreno verde. Ritarda nel secondo tempo qualche sostituzione, la squadra deve ritrovare vigore atletico e maggiore sfrontatezza.

ARBITRO ROSETTI 4: Soprattutto nel secondo tempo, fischia a senso unico a favore dell’Inter. Annulla i minuti finali consentendo ai calciatori di Mourinho di perdere un’infinità di tempo. E poi tre minuti di recupero sono un qualcosa di francamente ridicolo, bisognava darne almeno il doppio…

Inter - Napoli: I commenti


Josà Mourinho, tecnico dell'Inter, è soddisfatto della prova dei suoi col Napoli: "Abbiamo vinto con grande merito, abbiamo dominato il primo tempo. Il Napoli ha fatto un gol bellissimo, ma nel secondo tempo non ricordo un'occasione vera per i nostri avversari. Siamo sulla strada giusta per fare più punti fino alla sosta di Natale - dice il tecnico portoghese dopo la vittoria per 2-1 -.

Potevamo segnare di più, ma riusciamo comunque a fare i gol necessari per vincere. In questo momento sono felice per quello che ha fatto la mia squadra, dobbiamo continuare così, perchè le altre non si fermano: Milan, Juve e Roma vincono le loro partite" - aggiunge -. "I giallorossi sono un pò indietro ma lo scorso anno sono riusciti a recuperare uno svantaggio simile e sono arrivati quasi a vincere il campionato".

Non tutto, però è piaciuto a Mourinho nella gara di oggi. "Questa squadra merita di più dai suoi tifosi. Mi dispiace sentire qualche fischio per un giocatore come Maicon, che oggi è sceso in campo contro il parere dei medici".
o continuare così, perchè le altre non si fermano: Milan, Juve e Roma vincono le loro partite" - aggiunge -. "I giallorossi sono un pò indietro ma lo scorso anno sono riusciti a recuperare uno svantaggio simile e sono arrivati quasi a vincere il campionato".

Non tutto, però è piaciuto a Mourinho nella gara di oggi. "Questa squadra merita di più dai suoi tifosi. Mi dispiace sentire qualche fischio per un giocatore come Maicon, che oggi è sceso in campo contro il parere dei medici".
Lavezzi: 'Accettiamo la sconfitta con serenità'
Ezequiel Lavezzi, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "Accettiamo la sconfitta con l'Inter con serenità . Nei primi venti minuti abbiamo avuto troppa paura, ma poi abbiamo messo in difficoltà  i nerazzurri per tutta la partita. L'ammonizione di Rosetti L'arbitro ha deciso di ammonirmi, ma io non volevo simulare. Stavo correndo e sono caduto.

Non sto trovando maggiori difficoltà  rispetto all'anno scorso. Io voglio dare sempre il massimo. Perche' vado a prendermi il pallone a centrocampo Io gioco per la squadra. So che dovrei segnare qualche gol in piu'. Due Lavezzi Sarebbe meglio, cosi' uno porta la palla e l'altro segna. Grazie per i complimenti, anche se sono dispiaciuto per la sconfitta. Il gol E' stato uno scambio positivo con Zalayeta. Ora pensiamo a tornare a vincere, a partire dal prossimo match in casa con il Siena".

Inter - Napoli: I commenti

Marino: Siamo sulla strada della giusta crescita

"Abbiamo giocato un'ora alla pari con l'Inter". Pierpaolo Marino inquadra la "notizia" che ha fornito Inter-Napoli. Gli azzurri, sotto 2-0, hanno reagito, segnato un gran gol e messo i brividi alla Beneamata. Partita aperta fino alla fine. Sconfitta meno amara...

"Sicuramente. Sotto il profilo della gara siamo soddisfatti. Così come devo dire che abbiamo avuto un impatto non adeguato alla portata del match, voglio altresì sottolineare che per un'ora non c'è stata differenza tra noi e l'Inter. Anzi le abbiamo tenuto testa per varie fasi. Non ho visto di fronte un rullo compressore che ci ha stritolati, nè tantomeno ho rilevato questa presunta crisi atletica del Napoli di cui si agitano voci da qualche settimana. Io credo che questa sia stata una partita che segna una evoluzione del processo di maturazione di questo gruppo".

"Siamo al quarto posto - prosegue Marino - ed è un'ottima posizione in ottica dell'obiettivo Uefa che resta il nostro intendimento principale. Non finirò mai di ringraziare i ragazzi per la crescita che hanno avuto in questi due anni. Siamo tra le squadre più giovani del campionato ma stiamo dimostrando sempre più personalità. Adesso per compiere quell'ulteriore definitivo salto di maturità ci vorrà tempo e lavoro. Ma la strada è quella giusta. E vedrete che magari sapremi esprimerci alla grande contro le big del campionato non solo al San Paolo ma anche in trasferta".

Reja: "Abbiamo regalato mezzora ma poi è venuto fuori il vero Napoli"

"Ho solo il rammarico che siamo venuti fuori dopo il 2-0". Edy Reja è sereno ed analizza a caldo con lucidità il match di San Siro.

"Dovevamo avere un impatto più deciso al match. Invece abbiamo concesso troppo campo e nella prima mezzora l'Inter ha dilagato. Ma è successo anche che hanno segnato due gol fuori dall'ordinario. Cordoba ha girato di sinistro un pallone difficilissimo che è finito a 10 centimetri da palo, Muntari poi, sul 2-0, si è trovato il corsa su un tiro schiacciato di Maicon e l'ha colpita col tacco. Voglio dire: due bellissimi gesti ma anche giustamnte fortunati. Da lì però ho rivisto il vero Napoli. Abbiamo giocato minuti da grande squadra e la rete di Lavezzi è stata bellissima, strepitosa per esecuzione ed azione. Mi è piaciuta molto la reazione ma contestualmente non ho gradito l'approccio alla partita. Sono contento per come abbiamo tenuto testa all'Inter per un'ora ma ho anche detto ai ragazzi che potevamo e dovevamo giocare così, con questa determinazione, sin dai primi minuti".

"Avrete visto - prosegue il tecnico - che la squadra è in salute e non accusiamo alcun calo fisico. Anzi fino alla fine abbiamo coccolato l'idea di poter pareggiare. peccato perché non è arrivata la giocata buona ma il fatto di essere stati vivi sino in fondo è confortante. Adesso guardiamo avanti: avremo di fronte il Siena che  sta attraversando un periodo eccellente. Voglio rivedere il grande Napoli sin da domenica"

Inter-Napoli 2-1

 

Inter: Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Samuel, Maxwell, Zanetti, Cambiasso, Muntari (44' st Jimenez), Stankovic (39' st Burdisso), Cruz (27' st Adriano), Ibrahimovic. A disp.  Orlandoni, Figo, Mancini, Crespo. All. Mourinho

Napoli: Iezzo, Rinaudo, Cannavaro, Aronica, Maggio (29' st Denis), Pazienza (39' st Bogliacino), Gargano, Hamsik (21' st Blasi), Mannini, Lavezzi, Zalayeta. A disp. Navarro, Santacroce, Vitale, Montervino. All. Reja

Arbitro: Rosetti di Torino
Marcatori: 16' pt Cordoba (I), 24' pt Muntari (I), 36' pt Lavezzi (N)
Note: ammoniti Aronica, Zanetti, Rinaudo, Lavezzi

Milano - A San Siro non si passa ma si segna. E il Napoli fa un gol che se ci fosse il coefficiente aggiunto sull'estetica varrebbe doppio. Finisce 2-1 per l'Inter e la sostanza dice che la Beneamata vince la quinta partita consecutiva in campionato. Ma di contraltare il Napoli tiene in fibrillazione la partita e mette in vetrina un gioiello che equivale all'acuto più alto nella Scala del calcio. Lavezzi va via col suo copyright, il "Pocho" sprinta, dribbla, fa il fenomeno. L'appoggio a Zalayeta è una raccomandata di ritorno, il Panterone gliela rimette sulla via della gloria di tacco: Ezel aspetta Julio Cesar e smeriglia un colpo sotto tanto morbido quanto prezioso. Et voilà. Nel teatro dei mostri sacri guardatevi che roba sa fare il Napoli. Gli azzurri pur perdendo tengono viva l'emoticon del sorriso. Perché l'esame di laurea è solo riviato alla prossima sessione. La classifica parla chiaro. Siamo ancora al quarto posto, da soli. E questa griffe di Lavezzi è un osservatorio astronomico sul futuro.

L'Inter fa la voce grossa. La rabbia della sconfitta di coppa è una lozione di adrenalina. E al 16' arrva il primo gol. Bellissimo il gesto atletico di Cordoba che gira di sinistro in porta un cross di Muntari. Un colpo che merita applausi e attenzioni perché come dinamica è uno di quei colpi che due volte su tre rischiano di mandare il pallone in curva. L'Inter non perde tempo e fa il bis al 24'. Stavolta bello ma anche fortunato. Maicon sbaglia il tiro in porta ma Muntari è pregevole nel tramutare una topica in un gran gol addomesticando la palla di tacco: 2-0.

Scenari di vento e tempesta si profilano per il Napoli. Ma non è così. Perché sullo spartito gli azzurri ci infilano la nota più alta. Un gol che vale l'apertura della Domenica Sportiva. Lavezzi fa il fenomeno, Zalayeta è virtuoso, ne esce fuori un gol tacco e punta che alla Playstation farebbe saltare la connessione: 2-1. Nel secondo tempo il Napoli le prova tutte e tiene testa all'Inter per lunga pezza. La Beneamata entra in paura ma riesce a sfangarsela con classe ed esperieza. Nulla da dire. Finisce 2-1. A Milano non si torna più per quest'anno. Ma resta quella griffe del Pocho che apre la finestra sull'orizzonte azzurro.

 

29 noviembre

L'AVVERSARIO - ZOOM SULL'INTER DI MOURINHO

Giunge nel momento meno felice del campionato partenopeo la sfida probabilmente più difficile dell’intera stagione, la trasferta a Milano contro la fortissima Inter di Mourinho.
I nerazzurri arrivano a questa gara forti di quattro vittorie consecutive e del primato in campionato, ma reduci tuttavia da un’inattesa sconfitta subita in Champions contro il Panathinaikos.
L’ottimo periodo interista delle ultime giornate di campionato è coinciso con un’evoluzione tattica imposta da Mourinho alla sua squadra. Il tecnico portoghese ha infatti, a suo dire momentaneamente, abbandonato il 4-3-3 e rimesso in auge il 4-4-2 con il rombo a centrocampo, modulo, guarda caso, tanto caro a Roberto Mancini e comprendente, grossomodo, gli stessi interpreti della scorsa gestione.
Sono stati infatti messi da parte alcuni colpi del mercato estivo come Mancini e Quaresma, elementi fondamentali per il gioco sulle fasce predicato da Mourinho, e reintegrati nell’undici titolare giocatori simbolo dell’Inter “manciniana” come Stankovic o Cruz (anche se quest’ultimo deve ancora fare i conti con i reiterati tentativi di recupero dell’ex imperatore Adriano).
Purtroppo per noi tifosi azzurri, non crediamo che lo special one riproporrà quel simpatico 2-4-4 proposto nel secondo tempo della partita di mercoledì scorso, che ha fatto le gioie della squadra greca, almeno non in partenza. Escludendo sorprese dell’ultimo minuto, che comunque non sono mai da escludere quando si cerca di interpretare il pensiero dell’allenatore nerazzurro, Mourinho dovrebbe mandare in campo quella che attualmente è la sua formazione migliore.
In difesa ci sarà perciò, davanti al fenomenale Julio Cesar, l’inossidabile coppia di centrali formata dal rapidissimo Cordoba e dal recuperato Samuel, che dovrebbe essere preferito a Materazzi, anche ricordando gli effetti devastanti causati dall’ultimo incontro tra il Pocho Lavezzi e il difensore campione del mondo. Sulle corsie laterali agiranno come al solito l’irrefrenabile Maicon, a destra, e Maxwell sulla sinistra, entrambi molto abili nella fase di spinta, ma che potrebbero lasciare spazi preziosi per gli inserimenti, soprattutto di Lavezzi, alle loro spalle.
Il centrocampo sarà formato da tre giocatori dalle spiccate caratteristiche fisiche, abili soprattutto in fase di rottura del gioco, ma comunque dalle buone qualità negli inserimenti, come Zanetti, Cambiasso e Muntari. Questi tre elementi formano una diga davanti alla difesa quasi invalicabile, che rende ardua ogni tentativo di giocata in mezzo al campo. Sarà dunque una gara difficilissima per Hamsik, ma soprattutto per Gargano, che dovrà riuscire a ridurre al minimo gli errori in fase di appoggio e dovrà impegnarsi in una prestazione di grande applicazione tattica, anche perché dalle sue parti agirà il serbo Stankovic. Quest’ultimo sarà il vertice avanzato del rombo di centrocampo ed avrà sia il compito di appoggiare il gioco delle due punte, sia quello di mettere pressione al “Mota” azzurro, impedendo che dai suoi piedi (seppur non sempre precisissimi) possano nascere indisturbate le azioni partenopee.
La coppia di attaccanti è di quelle che mettono paura. Sicura è la presenza di Ibrahimovic, ispiratore e spesso finalizzatore delle principali trame offensive interiste. Guai però a incentrare le attenzioni difensive solo su di lui, in quanto Ibra è molto abile anche nel mandare in rete i compagni di reparto, facendo da esca con i suoi movimenti. Al suo fianco dovrebbe essere preferito, ancora una volta, Adriano al “giardiniere” Cruz, nonostante il gioco dell’argentino si riveli spesso molto più utile alla squadra, rispetto a quello del brasiliano.
Come detto non sono comunque da escludere sorprese. Mourinho ha più volte dichiarato che il suo gioco preferito è quello largo, che si sviluppa sulle corsie esterne. Considerando che il Napoli soffre particolarmente le squadre che attaccano sulle fasce (si veda alla voce Atalanta), non è escluso che Mourinho possa concedere una nuova chance a uno tra Mancini e Quaresma (più difficile che possa schierarli entrambi), per sfruttare al meglio questa lacuna della difesa azzurra.

Inter-Napoli: Probabili formazioni

 
 
 
Queste le probabili formazioni di Inter-Napoli, in programma domani alle 15.

Inter (4-4-2): 12 Julio Cesar, 13 Maicon, 2 Cordoba, 25 Samuel, 6 Maxwell, 19 Cambiasso, 4 Zanetti, 20 Muntari, 5 Stankovic, 8 Ibrahimovic, 10 Adriano. (1 Toldo, 16 Burdisso, 23 Materazzi, 33 Mancini, 77 Quaresma, 9 Cruz, 45 Balotelli). All. Mourinho.

Napoli (3-5-2): 1 Iezzo, 13 Santacroce, 28 P. Cannavaro, 6 Aronica, 11 Maggio, 8 Blasi, 23 Gargano, 17 Hamsik, 77 Mannini, 25 Zalayeta, 7 Lavezzi. (30 Navarro, 96 Contini, 83 Rinaudo, 4 Montervino, 5 Pazienza, 18 Bogliacino, 9 Denis). All. Reja.

Arbitro: Rosetti di Torino.  (Niccolai-Papi)
 
Diretta Tv su Sky Calcio 1 (canale 251) e, Mediaset Premium Calcio 1. Diretta radiofonica su Radio Marte.
28 noviembre

Arbitri serie A: Inter-Napoli a Rosetti

 
MILANO - Sara' Roberto Rosetti a dirigere Inter-Napoli, big match della 14esima giornata di Serie A in programma domenica pomeriggio alle 15. La sfida tra Roma e Fiorentina, invece, sara' arbitrata da Paolo Tagliavento, mentre il posticipo Palermo-Milan e' stato affidato a Gianluca Rocchi. Questi tutti gli arbitri designati per la 14esima giornata:

Domani
Catania-Lecce (ore 18): Paolo Dondarini di Finale Emilia.
Juventus-Reggina (ore 20.30): Antonio Damato di Barletta.

Domenica (ore 15)
Atalanta-Lazio: Mauro Bergonzi di Genova.
Cagliari-Sampdoria: Massimiliano Saccani di Mantova.
Genoa-Bologna: Massimiliano Velotto di Grosseto.
Inter-Napoli: Roberto Rosetti di Torino.
Roma-Fiorentina: Paolo Tagliavento di Terni.
Siena-Torino: Emidio Morganti di Ascoli Piceno.
Udinese-Chievo: Matteo Simone Trefoloni di Siena.
Palermo-Milan (ore 20.30): Gianluca Rocchi di Firenze.

REJA FA PRETATTICA E NASCONDE LA FORMAZIONE A MOURINHO

Tripletta di Denis contro gli allievi ma dovrebbe partire Zalayeta dall' inizio. Il capitano Montervino sprona Cannavaro ad essere meno buonista
 
denis_150.jpg: REJA FA PRETATTICA E NASCONDE LA FORMAZIONE A MOURINHO
Seduta pomeridiana per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri hanno affrontato gli Allievi nella classica amichevole di metà settimana. La partita non ha dato molte indicazioni sulla formazione che domenica scenderà in campo a San Siro per sfidare l’Inter. Tre sono i ballottaggi, uno per reparto: in difesa Aronica-Contini, a centrocampo Mannini-Vitale e in attacco Zalayeta-Denis. Senza contare che quest’oggi è stato provato anche Pazienza al posto di Blasi, anche se sembra difficile che Reja si privi del mastino di Civitavecchia proprio per la gara di Milano. Ma andiamo con ordine.

Nella partitella, finita 6-1 per gli azzurri, il tecnico goriziano ha mandato in campo nel primo tempo Iezzo tra i pali; in difesa Grava, Cannavaro ed Aronica; a centrocampo Maggio, Pazienza, Gargano, Bogliacino e Mannini; in attacco il duo Lavezzi-Zalayeta. Nella ripresa, invece, in porta c’era Navarro; Santacroce, Rinaudo e Contini, i centrali; Montervino, Blasi, Amodio, Hamsik e Vitale in mezzo al campo; in avanti Pià a far coppia con Denis. Proprio il brasiliano è uscito anzi tempo a causa di un leggero infortunio ed è stato sostituito da Russotto. Il talento ex Treviso era nella formazione di Faustino insieme a Navarro e Iezzo – che si sono alternati tra i pali nei due tempi – oltre che a Savini, Dalla Bona, Bogliacino e Blasi. In evidenza Denis, autore di una tripletta, gli altri gol sono stai messi a segno da Bogliacino, Montervino e Russotto. Il gol del momentaneo vantaggio per gli Allievi è stato segnato da De Vena.

Tornado al possibile 11 anti-Inter, Reja potrebbe concedere un turno di riposo a Matteo Contini, apparso poco reattivo nelle ultime settimane. Al suo posto, al momento, Aronica sembra dare maggiori garanzie. L’ex reggino è particolarmente in palla e non è da escludere il suo impiego dal primo minuto a San Siro. Per quanto riguarda il centrocampo, Blasi dovrebbe essere abbastanza sicuro del posto nonostante abbia perso un po’ di smalto rispetto all’inizio della stagione. Il vero dubbio è sulla corsia mancina. Anche per sfruttare le doti di velocista nel duello con Maicon, dovrebbe spuntarla Mannini, con Vitale che si accomoderà in panchina. La spalla del Pocho, nonostante la tripletta contro gli Allievi, non sarà Denis. Il Tanque sarà pronto a subentrare nel corso della gara, anche perché è da martedì che Reja prova Zalayeta in coppia con Lavezzi. Inoltre, soprattutto in trasferta, il gioco del Panterone è più congeniale agli schemi di Reja.

Prima dell’allenamento in sala stampa si è presentato Francesco Montervino. Il capitano azzurro ha rilasciato delle dichiarazioni importanti, confermando qualche scappatella di troppo dopo gli allenamenti. “Il Napoli è una squadra molto giovane e dai giovani va preso il bello e il brutto – ha detto – In passato sono stati fatti degli errori ma ora sono stati capiti e non saranno più commessi. La cosa che dispiace è che queste cose vengono fuori quando si ha qualche passaggio a vuoto e non quando si vince”. Il capitano ha poi parlato anche della sfida di domenica contro l’Inter: una gara difficile ma non impossibile. “La forza dell’Inter non è in discussione – ha ammesso – Sicuramente non potremo fare la stessa gara che ha fatto il Panathinaikos. Le nostre caratteristiche non sono quelle di subire l’avversario e poi ripartire. Proprio per la sfrontatezza dovuta alla giovane età, giochiamo sempre per vincere. I primi venti minuti saranno certamente difficili, ma dopo dovremo essere bravi a giocare sui nostri ritmi e non su quelli dell’Inter. La nostra forza la conosciamo bene – ha proseguito – Siamo una squadra forte e non lo dico solo perché ne faccio parte. Se non riusciamo noi a battere l’Inter lo possono fare poche squadre”. Montervino ha anche parlato dell’assenza di un leader carismatico in campo, non risparmiando qualche stoccata a Paolo Cannavaro. “Questa è una squadra che può sopperire alla mancanza di un leader in campo grazie alla freschezza tecnica e fisica di alcuni elementi – ha precisato il capitano azzurro – Comportamenti come quelli di Doni e Gattuso a noi non sono concessi. Dopo le ultime batoste, però, spero che venga fuori la personalità di qualcuno. Chi porta ora la fascia ha carattere ma spero che in campo lo dimostri di più: è un po’ troppo buonista”.

VERSO INTER-NAPOLI: AL CENTRO DELLA DIFESA NERAZZURRA TORNA SAMUEL

 
 
Contro il Napoli rientrerà Samuel al centro della difesa mentre Materazzi tornerà in panchina. L'argentino, reduce da infortunio e non inserito nella lista Champions, ha avuto modo quindi di rifiatare dopo le ottime prestazioni al rientro da titolare. Non ce la farà invece Vieira, che anche oggi si è allenato a parte insieme con Rivas e Chivu. Rispetto alla gara contro il Panathinaikos, non ci sarà Figo, che ha deluso, ed al suo posto tornerà Stankovic, che aveva ampiamente convinto dietro le punte contro la Juventus. Ibrahimovic guiderà l'attacco, ma nelle prossime ore Mourinho dovrà decidere chi schierare al fianco dello svedese. Adriano non ha convinto in Champions e a questo punto salgono le quotazioni di Cruz, anche se non è da escludere la sorpresa Mancini, finito in tribuna contro la Juventus e rimasto tristemente in panchina contro il Panathinaikos. A centrocampo tutto confermato, con Cambiasso davanti alla difesa, Zanetti e Muntari ai lati.

Santacroce nel mirino della Juve

La Juve ha un progetto italiano, ma non solo la Juve. Il made in Italy, secondo l'edizione odierna del Corriere dello Sport, è infatti uno dei cavalli di battaglia di casa Agnelli. Sia l'Avvocato che suo fratello Umberto hanno sempre curato la cosiddetta "italianità" delle aziende di proprietà e gli stessi concetti sta portando avanti adesso il presidente di Ifil, John Elkann.

Allora se la Juve sta muovendo alla caccia di giocatori italiani di talento, vediamo che la Ferrari ha consentito in questi giorni a Valentino Rossi di guidare la F-2008 al Mugello e ai tre giovani talenti Bortolotti, Piscopo e Cicatelli di fare la stessa cosa sulla pista di Fiorano. E non per caso anche il mito Valentino è marchiato Fiat.

I GIOVANI - Il forte interessamento della Juventus per il centrocampista dell'Udinese, Gaetano D'Agostino, di cui si è data notizia negli ultimi giorni e l'attenzione che la società mantiene sui ragazzi delle giovanili sono solo una piccola conferma del grande progetto italiano che anima la società bianconera.

Insomma, abbiamo ragione di credere che la squadra di Ranieri il prossimo anno sarà più italiana di quella di oggi. Al contrario di molti altri club di livello, la Juve nei programmi di mercato che abbracciano sia gennaio che giugno ha intenzione di concludere gli acquisti di almeno due giocatori italiani di grande avvenire. L'idea di trasferire a Torino Aquilani e Santacroce, i due giocatori di Roma e Napoli che sono da mesi in cima ai pensiri di Blanc e Secco, la Juventus l'ha dovuta abbandonare per forza perchè i due ragazzi sono blindati. Ma, oltre a D'Agostino, altri giocatori italiani sono entrati al centro delle attenzioni bianconere. pianetanapoli.

CAPITAN MONTERVINO: "SAREMO SPREGIUDICATI COME BAMBINI"

"Avete presente come sono i bambini: belli, coraggiosi, istintivi e spregiudicati, cosi saremo noi a Milano". Sono le parole di Francesco Montervino, il capitano storico del gruppo della rinascita rivela lo spirito del Napoli a pochi giorni dalla sfida contro l’Inter al Meazza.
Una sfida tra il Gigante e il bambino è quello che si profila per il match contro i neroazzurri , un bambino che può trovare nella sua giovane età l’arma giusta: “Sicuramente sono questi i connotati che presentano meglio la sfida di domenica. Il Napoli offre la bellezza della gioventù e la forza della spensieratezza. E queste sono caratteristiche che se filtrare con la giusta concentrazione sono molto positive. Lo abbiamo dimostrato affrontando sempre tutti consapevoli di poterci giocare la partita sempre. Domenica di fronte c'è probabilmente la squadra più competitiva ed attrezzata del nostro campionato con un allenatore che stimo molto per la mentalità vincente. Ma noi approcceremo la gara con umiltà e serenità".
Un gigante sicuramente molto più arrabbiato e motivato a vincere se perde in Champions League: "Mah, cambia poco. L'Inter è uno squadrone a prescindere da tutto. Però noi sappiamo quanto valiamo. Non ci mettiamo  a fare calcoli. Il Napoli ha una innata propensione offensiva conferita dall'età media e dalle caratteristiche tecniche dei singoli. Giochiamo ogni match con l'intima certezza che nulla è impossibile, però quello che conta è l'obiettivo finale. Ci si gioca un campionato lungo, non le singole sfide. E' la classifica che conta. Ogni partita ha una storia a sè e mette in palio sempre 3 punti".
Ma proprio come i bambini questo Napoli sta crescendo, sta imparando a camminare e sognare di arrivare il più lontano possibile: "Non mi nascondo, lo crediamo e lo pensiamo. Possiamo arrivare tra le prime 6. Ma soprattutto siamo coscienti che possiamo crescere e migliorare sempre. Il progetto della società è partito da pochi anni e stiamo già ottenendo risultati eccellenti. Ma sinceramente sappiamo di essere bravi e di poter sin da questa stagione ottenere un traguardo importante".
27 noviembre

E' NATA ANCHE LA LINEA NEONATO DEL NAPOLI!

L’azienda campana Misa Group, specializzata nel settore tessile ed abbigliamento, ha creato una collezione di prodotti infant realizzati su Licenza SSC Napoli. Tra i prodotti disponibili, tutine, body, cappellini, baby sack, babbucce e bavette. A compendio, un fantastico set per culla composto da lenzuolino, federa, piumoncino e paracolpi imbottito. Grazie ai prodotti Misa Group tutti i bambini possono vestire, sin dalla culla, i colori della sua squadra del cuore. Tifosi del Napoli si nasce!

26 noviembre

LAVEZZI DA CALCIATORE A...PIZZAIOLO

 

Pizza e pallone, nel segno di Napoli e del Napoli. La galleria dei personaggi illustri che pranzano o cenano nel locale fa parte da sempre del benvenuto che un ristorante dà a vecchi e nuovi clienti. «Regina Margherita», in via Partenope, cui è particolarmente legato Fabio Cannavaro che vi festeggiò la vittoria del Mondiale, è da sempre uno dei ritrovi preferiti dei calciatori del Napoli e di molti sportivi partenopei. La conferma - si legg su Il Mattino - la si può avere appena si entra nel ristorante: in bella evidenza, oltre a memorabilia sportive quali magliette e calottine, ecco le foto particolari di alcuni giocatori azzurri. Immagini che fanno capire come molti di questi ragazzi che stanno facendo impazzire i tifosi azzurri siano entrati in sintonia con la città. Perché la pizza continua a essere il biglietto da visita di Napoli e il pizzaiolo è considerato, soprattutto all’estero, un artista. Allora ecco Lavezzi, Santacroce e Contini giocare con gli amici di «Regina Margherita» e trasformarsi proprio in pizzaioli. L’operazione immortalata è quella classica dell’infornata della pizza: momenti di gran divertimento per i tre calciatori, bene attenti a mostrarsi con la pala rivolta verso il forno, quasi a voler mettere la palla in rete. Sorride Lavezzi, l’argentino che si è innamorato di Napoli e ha contagiato con il suo entusiasmo Messi. La sua posizione, con la pala rivolta verso il forno, è corretta: «Assunto come pizzaiolo», hanno scritto vicino alla foto. Sorridono anche Santacroce e Contini. E sorride Paolo Cannavaro che, però, sembra avere mire da chef: lui è immortalato in cucina, davanti a una padella. Chissà che sapore avrà la pasta del capitano.

RAIOLA (PROC.IBRAHIMOVIC): "QUANTE VOLTE IBRA MI HA DETTO 'PORTAMI AL NAPOLI' "

 
Ibrahimovic è il fenomeno dell’Inter e il giocatore più pagato d’Europa: 11 milioni di euro all’anno. Ma anche uno come lui ha un rimpianto: non aver indossato la maglia azzurra. «Quante volte mi ha detto: Mino, portami a Napoli». La rivelazione a "Il Mattino" è di Carmine Raiola, detto Mino, 41 anni, campano di Angri. È il grande capo della Sportman, sede a Montecarlo e uffici di rappresentanza in Brasile, Olanda e Repubblica Ceca. È il procuratore dei fuoriclasse: tra i suoi assistiti Ibrahimovic e Nedved. «Come nasce la passione di Zlatan per Napoli? Ha giocato una sola volta al San Paolo, tre anni e mezzo fa, quando Ciro Ferrara diede l’addio al calcio. È stato conquistato dallo stadio e dalla passione della gente: ha il cuore caldo ed ecco perché crede che quella sia la piazza ideale». Ma sarebbe possibile vedere Ibra, un fenomeno super pagato, nel Napoli? Sorride Raiola: «Solo Ibrahimovic può portar via Ibrahimovic dall’Inter». Raiola, appena rientrato da una missione in Brasile, sarà domenica al Meazza. Con il cuore diviso a metà. Perché Ibra sfida la squadra per cui tifa la famiglia del manager. «Papà, tornato anni fa in Campania, ha una grande passione per il Napoli: partiva spesso dall’Olanda per seguirlo nelle trasferte al Nord». A due anni il piccolo Mino con il padre Mario e la madre Annunziata Cannavacciuolo emigrò ad Haarlem, dove i suoi aprirono un ristorante. «C’era anche zio Antonio, che aveva nel portafoglio la foto di Maradona e non quella dei figli: quanti litigi con gli olandesi per il calcio e per il Napoli, a volte li sbatteva fuori dal locale». La famiglia ha lavorato bene, creando una catena nel settore della ristorazione, però Mino si è dedicato al calcio. «Giocavo bene, mi chiamavano il piccolo Rivera... A 21 anni mi infortunai, abbandonai gli studi in giurisprudenza e diventai dirigente dell’Haarlem. Non c’erano internet e la parabola, seguivo il calcio italiano con tutti i mezzi possibili: la Gazzetta arrivava ogni due giorni, mi facevo spedire le videocassette delle partite con i camion che trasportavano pomodori e mozzarelle in Olanda. Poi, da dirigente e da tifoso del Napoli, proposi un affare a Ferlaino: se fosse entrato nell’Haarlem, avrebbe potuto acquistare a prezzi molto bassi i più importanti giocatori olandesi, grazie a una particolare norma del regolamento federale. Niente da fare. Anni dopo, nel 1992, l’ingegnere si interessò a Bergkamp: la trattativa non andò avanti. Da ragazzo ero tifoso del Napoli, ma la passione un po’ si affievolì per tante promesse non mantenute», spiega Raiola, che parla nove lingue. Si definisce «campano orgoglioso» il manager dei campioni ricchi. Raiola ha conosciuto Ibrahimovic quando aveva 18 anni ed era un talento dell’Ajax. «Non gli giravo intorno. Sapeva che ero l’agente di Maxwell e mi chiese di rappresentarlo. Tra noi c’è un rapporto straordinario. Fortunato ad essere il procuratore di Ibra? Ogni giocatore ha il procuratore che merita», dice Mino. Per un breve periodo ha assistito un campione del Napoli. «Hamsik, poi lasciai perdere per un problema con Corioni, il presidente del Brescia. È fortissimo, quel ragazzo: quante volte l’ho suggerito alla Juve e all’Inter». Con Marino pochi rapporti. «Segue la sua strategia, rivolta al mercato sudamericano. Da campano sono felice che il Napoli sia tornato al vertice. Fare calcio al Sud è difficile: se la società fosse al Nord, sarebbe grande come Real Madrid o Manchester United». Domenica Ibra contro il Napoli. «Papà Mario, che faceva anche quindici ore d’auto da Haarlem a Brescia o Milano per gli azzurri, avrà il cuore in gola. E mio figlio Mario jr, juventino doc, tiferà stavolta per Ibra: un dispetto al nonno».

 

Mourinho: la velocità e «Pocho», le armi in più


NAPOLI - I giganti dell'Inter sono tutti lì, San Siro scenario forse poco ideale per un Napoli che deve riscattare il pareggio-beffa contro il Cagliari di domenica scorsa.
Lavezzi, però, era stato chiaro. Parole da leader, le sue: «Siamo stati sfortunati, ora però bisogna vincere la prossima».

La prossima si chiama Inter, il suo duello a distanza si consumerà con la stella svedese Ibrahimovic in una sfida che si preannuncia difficile ma avvincente. Non ci sarà spazio per i cali di concentrazione o quelli di tensione. Nè degli ultimi minuti, nè dei primi. La squadra di Reja dovrà giocare la partita della vita, a viso aperto e soprattutto con gli uomini più in forma. Sarà chiamato a scelte difficili, il tecnico friulano. In tutte le zone del campo. Il Napoli, sulla carta, ha una sola arma in più della formazione di Mourinho: la velocità.

L'aggressione degli spazi e le ripartenze spedite potrebbero rivelarsi fondamentali durante i novanta minuti. Contro la fisicità di campioni riconosciuti tali in tutto il mondo. Campioni che hanno un monte ingaggi per il club di Moratti di centoventi milioni. Quattro volte quello di Aurelio De Laurentiis (trenta milioni). Squadra da venti nazionali contro i sei del Napoli, società con un palmares da brividi rispetto a quello del club azzurro. Il confronto sulla carta è impari, soprattutto considerando la potenza fisica dei centrocampisti.

Complicato anche individuare una formazione titolare, il tecnico nerazzurro ha in rosa tre squadre. Qualunque siano le scelte di domenica contro il Napoli, ci sarà comunque una differenza fisica tra i giocatori piuttosto evidente. Quasi quattro centimetri in altezza a favore dell'Inter, sei chili in più di peso. Giganti, appunto. Contro i quali il Napoli utilizzerà le sue armi, quelle di squadra abituata ad uscire a testa alta nei confronti contro le big, di formazione terza in classifica e con una solidità riconosciuta sin dall'inizio del campionato.
25 noviembre

GERMAN DENIS: "NON HO ANCORA DIMOSTRATO TUTTO IL MIO POTENZIALE"

"Amo Napoli e non avete ancora visto il vero Denis". El Tanque si racconta a "Spaccanapoli" rubrica di Sky. L'argentino, a quota 5 nella classifica dei bomber, promette un futuro ancor più scintillante.

"Mi sono ambientato benissimo in questa città. Napoli è molto simile all'Argentina per clima e passione. Qui si gioca un grande calcio e sono contento di poter essere protagonista con la maglia di una squadra che nel mio Paese significa tanto".

Napoli al terzo posto: Denis fa da garante sulle ambizioni. "Questo è un gruppo che ha qualità. Possiamo crescere e vedrete che il Napoli dimostrerà di essere ancora più forte col passare del tempo. Personalmente spero di raggiungere presto il top del mio rendimento. Sinora non ho espresso tutte le mie potenzialità ma mi auguro di poter dimostrare presto tutto il mio valore".

Infine l'immancabile parallelo con un campione argentino. Batistuta o Crespo? "Batistuta è sempre stato il mio idolo. Lo seguivo, l'ho guaradato in tante partite e ho cercato di rubarne i segreti. Crespo mi piace tantissimo e credo sia un vero modello di attaccante moderno"

GHIRARDI (AVV. MANNINI): "GIA' DOMANI CI POTREBBERO ESSERE NOVITA' PER DANIELE"


L’avvocato del Brescia e di Daniele Mannini, Carlo Ghirardi, intervenendo a Radio Goal, ha rilasciato alcune dichiarazioni: "Entro il 28 novembre è atteso il deposito del lodo arbitrale ma credo che possano esserci novità definitive anche domani, quando sarà discusso al Tas di Losanna il caso di Cherubin, identico a quello di Daniele Mannini e Davide Possanzini. Domani alle 9.30 avrà inizio la discussione e mi auguro che non sia lunghissima: probabilmente, ripeto, potrebbero esserci novità sul caso Mannini anche nelle prossime 24 ore. Entro e non oltre il 28 novembre, in ogni modo, la sentenza verrà depositata e ci sarà il verdetto definitivo, che sarà appellabile eventualmente solo in caso di vizio procedurale del lodo arbitrale, ma sinceramente ci auguriamo che tutto si risolva positivamente anche alla luce della lunga udienza del 23 ottobre scorso. Mannini, Possanzini e Cherubin sono vittime di qualcosa che è stata ingigantita al di là dei reali accadimenti dei fatti, tant’è che sia la Federcalcio, che la Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori, si sono costituite in giudizio a difesa dei calciatori perché la situazione è davvero paradossale. La Wada fin dal principio equipara il ritardo al rifiuto del controllo antidoping, quando invece i calciatori si sono sottoposti ad analisi incrociate sangue-urine. Tutta Napoli, comunque, dev’essere grata a Daniele Mannini, che sta vivendo un momento delicatissimo e nonostante tutto è riuscito a disputare prestazioni straordinarie, segno della sua grande professionalità”.