Perfil de NicolaSOLO NAPOLIFotosBlogListasMás ![]() | Ayuda |
|
30 abril Russotto: "E' un onore giocare nel Napoli"
Napoli Magazine Amodio verso la riconferma Blasi in dubbio Il Napoli ha ripreso ieri la preparazione a Castelvolturno con una serie di test legati alla forza: lo staff di Donadoni continua a valutare le condizioni degli atleti e, nel frattempo, fa i conti con la jella. Dunque con gli infortuni: oltre a Lavezzi, destano perplessità anche Blasi, vittima di un pestone, e Pazienza, colpito da un attacco influenzale. Sofferenze di centrocampo che verranno analizzate oggi in campo in occasione della prima, indicativa partitella in famiglia propedeutica alla trasferta di Siena (partenza anticipata a domani). In attesa di sciogliere i nodi legati ai due acciaccati, salgono le quotazioni di Amodio, verso la riconferma. Rinaudo, afflitto da una lombalgia, continua a lavorare in palestra in attesa del nuovo controllo in programma lunedì a Milano; Vitale, invece, è tornato in gruppo. 29 abril Lavezzi out 20 giorniSostituto di Lavezzi: per Siena si prenota Datolo Donadoni potrebbe decidere di dare una chance a Russotto, l’unico a non essere mai stato scelto finora come titolare dal successore di Reja: il club deve decidere se riscattare il suo cartellino dal Bellinzona. Ma la soluzione oggi più plausibile per la sostituzione di Lavezzi, sembra essere quella di un avvicendamento tutto argentino, con l’impiego di Datolo. Un assaggio c’è stato nei minuti finali della sfida con l’Inter, quando Donadoni decise di piazzare Datolo alle spalle della punta centrale, Zalayeta. L’idea potrebbe essere riproposta domenica a Siena. Calaiò «se domenica dovessi segnare non esulto» Siena-Napoli sarà la partita di Emanuele Calaiò. Soprattutto la sua partita. Una finestra sul passato e una vetrina sul futuro: lui, il primo e mai dimenticato amore del popolo nell’era De Laurentiis, avrà la possibilità di presentarsi a Donadoni sul campo; lui, legato all’azzurro come e più di prima, vuole dimostrare di essere ancora un uomo da Napoli. In comproprietà col Seina, i tifosi, però, lo adorano e lui adora la gente, la città e la squadra: «A Siena sto bene, ma se Donadoni mi chiamasse sarei onorato», dice l’attaccante palermitano. Tornerebbe di corsa, altro che storie: perché il Vomero è casa sua; perché sua moglie Federica è napoletana (e tifosa) verace; perché i suoi figli, Jacopo e Giulia, sono nati in città; perché e ancora perché: cento e più i motivi che fanno rima con Napoli. «Tutti sanno che sono innamorato ». Tormentone pasquale Il solito Calaiò: gentile e sincero. A Pasqua, dopo i gol realizzati con la Lazio — splendido — e il Bologna, fu protagonista di un curioso episodio. Passeggiando per Ischia con la famiglia e il cognato Nicola Mora, altro ex azzurro, fu costretto a rispondere a raffica alla stessa domanda, per ore e ore: «Torni a Napoli? ». E lui: «Ragazzi, dovete chiederlo a De Laurentiis e a Donadoni, non a me». Un tormentone. Non esulto Ma soprattutto un attestato di stima e affetto. E allora, ben venga la partita di domenica: Calaiò contro il passato e per il futuro. Il progetto tattico dell’ex c.t., imperniato sul tridente d’attacco, sembra calzargli a pennello: può giostrare da punta esterna o da centrale. Non resta che convincere Donadoni. Sia chiaro, però: se domenica dovesse segnare non esulterebbe. «È ovvio». È Manu. Gazzetta dello sport. CASALE: IL NAPOLI A SIENA FARÀ BENE, LA VITTORIA CONTRO L’INTER HA RIDATO ENTUSIASMO Esordire nella massima serie ad appena diciassette anni, con una maglia prestigiosa come quella del Napoli, non è da tutti. Per informazioni chiedere a Pasquale Casale (in una foto del 1982), irpino di Cervinara ed ex mezz’ala che può vantare nel suo curriculum squadre come Avellino, Pisa, Catania e Cagliari.
Intrapresa la carriera da allenatore negli anni novanta, è stato sulla panchina di Ischia Isolaverde, Avellino, Juve Stabia, Atletico Catania, Fidelis Andria, Cavese, Gela e Nocerina. I tifosi azzurri appassionati del tubo catodico lo conoscono bene per le sue apparizioni in diversi programmi sportivi locali, durante le quali si distingue sempre per la sua obiettività di giudizio e la grande competenza. Mister, quanto c’è di Donadoni nella vittoria di domenica sera contro l’Inter? “Tantissimo. La sconfitta di Cagliari ha fatto scattare come una molla nel tecnico bergamasco, che ha strigliato a dovere la squadra prima e ha iniziato a infonderle coraggio poi. E’ stato un lavoro psicologico fondamentale, anche perché a livello tattico non è che si potesse cambiare chissà cosa. Se vediamo bene, quello di ieri era il Napoli di Reja dei lanci lunghi, che dalla Serie B risalì in A”. Adesso la squadra dovrà ripetersi a Siena, della serie “il difficile viene ora…” “Ma il lavoro psicologico di Donadoni non è stato di certo rivolto esclusivamente al match di domenica scorsa contro l’Inter, dove trovare le motivazioni è molto semplice. Io sono sicuro che il Napoli contro il Siena continuerà su questa scia di grande entusiasmo e convinzione nei propri mezzi. Insomma, la vedo bene: pareggio o vittoria del Napoli”. E’ fuori di dubbio che la squadra necessità di diversi innesti per la prossima stagione. Quanti? “Non vorrei esagerare, ma una rifondazione non sarebbe così scandalosa. Troppi giocatori sembrano avere la testa alle sirene di mercato e alle prime pagine dei quotidiani sportivi, quasi come a non considerare Napoli una piazza importante. Bisognerebbe prendere come riferimento società come il Genoa di Preziosi, che non si farà certo scrupoli a cedere un Milito per monetizzare e prendere sostituti validi ma convinti del progetto. Qui invece abbiamo gli “intoccabili”. Chi prenderebbe, dovendo scegliere tra Acquafresca, Cruz e Floccari? “Floccari andrebbe a nozze con un giocatore come Lavezzi. Si tratta di un giocatore destinato ad entrare nel giro che conta nei prossimi anni, mentre Acquafresca è un attaccante che si esalta in squadre chiuse, che puntano tutto sulle ripartenze. E non credo sia il caso del Napoli di Donadoni. Non prenderei Cruz, ma in cambio faccio il nome di un attaccante che non viene mai accostato alla società azzurra e che invece potrebbe fare benissimo a Napoli: Plasmati. Però credo che un’operazione che porterebbe Floccari sotto l’ombra del Vesuvio, magari in cambio di soldi più il cartellino di Denis, sarebbe la cosa migliore”. Prenderebbe anche un portiere? “Non è assolutamente una priorità, anche perché Donadoni ha nel suo staff Buso, quasi un luminare nella preparazione dei portieri. Più che altro sarà importante stabilire le gerarchie sin da subito. Sono altre le priorità di questo Napoli, decisamente”. Parla della necessità di un regista di centrocampo? “Non può essere altrimenti. Il nome che si fa più spesso è quello di D’Agostino, ma non so quanto potrebbe essere utile alla causa azzurra, viste le sue caratteristiche. Servirebbe un regista abile nella fase difensiva, qualcuno alla Volpi, per intenderci. Bisognerebbe attingere con più convinzione al campionato cadetto forse, là i giocatori di qualità non mancano mai”. A proposito di Serie B, lei è un grande esperto di calcio campano: Avellino e Salernitana si salveranno? “Impossibile dirlo. Per come la vedo, l’Avellino è più in forma dei granata in questo periodo, ma la salvezza sarebbe davvero un miracolo, classifica e calendario alla mano. La Salernitana è messa meglio in graduatoria, quindi in teoria ha maggiori probabilità di mantenere la categoria. Spero e credo che almeno una delle due riesca a salvarsi”. I suoi pronostici per le partite di cartello della prossima giornata… “Inter-Lazio non sarà una partita da mezze misure, quindi escludo a priori il segno X. Bisognerà vedere se i nerazzurri inizieranno ad accusare qualche sintomo della “sindrome del braccino corto” o se invece giocheranno come solo loro sanno. Fiorentina–Torino è una partita tra due squadre con grandissime motivazioni, ma credo che il fattore campo e la maggior qualità dei viola alla fine saranno decisivi, quindi 1. Palermo–Cagliari sarà una splendida partita tra due squadre che se la giocano sempre. Dico vittoria dei sardi, che potrebbero continuare la loro favola per la Uefa. Genoa–Samp, infine, credo che sarà un derby meno combattuto di quanto ci si aspetti e che i ragazzi di Gasperini non perderanno ulteriore terreno in classifica. Vittoria del Genoa”. Donadoni: «Un centro come Milanello porta parecchi punti» NAPOLI - «Per diventare grandi bisogna puntare molto sull'organizzazione e sulle strutture. Per esempio, se riuscissimo a mettere in piedi un centro sportivo sul modello di Milanello, la nostra classifica migliorerebbe: una simile struttura ti porta punti in più a fine stagione». Il tecnico del Napoli, Donadoni ha confermato in un'intervista al «Guerin Sportivo» quanto già detto al presidente Aurelio De Laurentiis nel corso del vertice di lunedì pomeriggio all'hotel Vesuvio. Mercato Dalla Bona può rientrare Oltre a Bucchi, De Zerbi e Rullo che rientreranno dai prestiti, c’è ancora Dalla Bona, che ha un accordo con De Laurentiis: se non trova un club in luglio torna al Napoli con il vecchio contratto, scadenza 2010.Crescono i nuovi talenti in casa Napoli
Crescono i nuovi talenti in casa Napoli. Ecco Luca Giannone, classe 89, il primo vero talento dell’era De Laurentiis. Dicono somigli tecnicamente a Pasqualino Foggia. E’ come lui uno scugnizzo doc, manativo di Casalnuovo. Sul suo profilo di Facebook c’è scritto testualmente: “Semplicemente me stesso”. E’ lo slogan di Giannone, ragazzo semplice, ma certamente uno tra i giovani più interessanti della Primavera del Napoli guidata da Ernesto Apuzzo che se lo coccola e dice. “E’ un giocatore già pronto al grande salto”. Look da ragazzo alla moda, orecchino alla Maradona che indossa rigorosamente fuori dal campo, capelli che ricordano Javier Zanetti dell’Inter, e soprattutto classe da vendere. Tutto sinistro, magico, con il quale ha beffato da trenta metri il portiere della Lazio realizzando un gol da cineteca dei quattro realizzati fino a questo punto del campionato. Non è nuovo a queste giocate, anche se preferisce fornire assist ai compagni di squadra, ma è senza dubbio lui, Giannone, il leader, l’anima della squadra Primavera che sabato prossimo si gioca l’accesso alla fase finale del campionato contro l’Avellino. Occorrerà vedere quanto spazio sarà concesso a Giannone ed agli altri giocatori della squadra giovanile da qui sino alla fine del campionato. Fatto sta che lo stesso Roberto Donadoni ha potuto apprezzare le doti del giocatore nel corso delle amichevoli del giovedì contro la prima squadra. E chissà che in una delle ultime partite non si possa vedere all’opera questo piccolo talento. Leggo. 28 abril Record di audience per il posticipo Napoli-Inter
(ASCA) - Roma, 28 apr - Nella 14a giornata di ritorno di Serie A TIM il posticipo serale delle ore 20.30 di domenica, Napoli-Inter, ha fatto registrare l'audience record di giornata con 1.813.119 spettatori, con una share media del 6,69 per cento. La gara delle ore 20.30 di sabato sera, Fiorentina-Roma, ha fatto registrare un'audience di 960.055 spettatori, con una share media di 4,21per cento, mentre la gara piu' seguita della domenica pomeriggio e' stata Reggina-Juventus con un'audience di 287.538 spettatori e una share media del 1,75per cento. D.g. Marino: 'Ci vorranno anni, anni e anni per la Champions'De Laurentiis: 'Sicuri che Floccari sia un bomber da doppia cifra?'
Nel post partita di Napoli-Inter, nella Mixed Zone, ai microfoni di Telecaprisport e "Napoli Magazine" il d.g. azzurro Pierpaolo Marino ha tenuto a precisare una cosa: "Non vogliamo prendere in giro i napoletani. Gli innesti vanno fatti uno alla volta, anno per anno. Ci vorranno anni, anni e anni per la Champions".
Nel post partita di Napoli-Inter, nella Mixed Zone, ad una domanda di Radio Marte su Floccari il presidente De Laurentiis ha cosi' risposto: "Siete sicuri che Floccari sia un attaccante da Napoli? Se in una piazza come Napoli segni 10-12 gol non sei nessuno, per cui..". Napoli Magazine. 'A Napoli sono in prigione'
"A Napoli mi sento in prigione". Telefonata shock per i tifosi napoletani, mittente Lavezzi, destinatario Diego Milito. Secondo Il Roma, infatti, il Pocho avrebbe chiamato il Principe genoano per parlargli del suo inferno napoletano: "Qui a Napoli non posso uscire di casa che i tifosi mi assediano. Non posso neanche camminare un pò per strada". L'attaccante azzurro avrebbe confidato all'amico del Genoa che starebbe per lasciare la sua casa di Posillipo per trasferirsi in provincia e avrebbe chiesto informazioni sul campionato spagnolo: "Come si sta in Spagna? Come si vive?". Segnali di addio tra il Napoli e Lavezzi per il troppo affetto dei supporters azzurri? I tifosi partenopei sono tra i più passionali al mondo e forse a volte si esagera, ma amare troppo può essere considerata una colpa? A Lavezzi la risposta. napolipress. Navarro: 'Resto da titolare'
La notte di Zalayeta castiganerazzurri, ma anche quella di Nick Navarro, il quale proprio contro i campioni di Mourinho ha lucidato la sua miglior partita da quando ha preso possesso della porta azzurra. Una sorta di rivincita anche personale per il numero uno che sino all'altro giorno non era mai riuscito a godere della completa fiducia della gente. E probabilmente anche di una larga fetta della squadra. Questione di scuola. Ovvero d"abitudine a quel ruolo che in Argentina viene assai meno curato che in Italia. «Uscendo mi evito la necessità di parare», disse una volta Hugo Gatti, «el loco», il matto, l'acrobata che fu portiere del River e anche del Boca. E la scuola argentina dei portieri sembra essere rimasta legata a quel concetto. Fisico possente, buona elasticità de muscoli, discreti riflessi, Nicolas Navarro arrivato in tutta fretta al Napoli a gennaio dell'anno scorso, è da una stagione e più che sta curando i suoi difetti. Tre in particolare: il peso, la presa e la posizione. Non poca cosa, insomma. E ne ha fatti di progressi. Lenti, magari, ma evidenti. Ma del resto neppure Julio Cesar e neppure Doni avevano brillato - anzi, tutt"altro - nelle loro prime esperienze nel nostro campionato. Così come sta soffrendo oggi Carrizo e come ha penato il brasiliano-romanista Artur nel match contro la Fiorentina. Insomma, è come se l'altra notte Navarro avesse cominciato un altro campionato. Ora ha a disposizione cinque gare per dimostrare che tutto questo è vero. Il Mattino. Parte il mercato e per molti parte la rifondazione azzurra, ma non sarà facile piazzare i tanti giocatori che la società partenopea ha ancora a libro pagaCon la squadra che nonostante il bel successo sull'Inter non ha ormai più obiettivi da raggiungere in campionato, è già da qualche settimana che in casa Napoli ha preso il via il consueto "tourbillon" di voci di mercato. Un mercato durante il quale la società azzurra non potrà più fallire, come preannunciato dal presidente De Laurentiis nelle scorse settimane, nonostante Marino continui a sostenere di aver costruito una squadra fortissima. Molti, addetti ai lavori e non, s'interrogano su quale sarà il numero di calciatori che arriveranno a rinforzare l'organico partenopeo nella prossima estate, molti invocano la rifondazione, ma c'è un aspetto che creerà non pochi problemi al prossimo mercato azzurro, ovvero quello delle cessioni. La politica "un quinquennale non si nega nessuno", messa in atto dalla gestione Marino, grava ancora e quanto mai sulle possibilità di movimento del Napoli, che conta ben 35 calciatori di prima squadra di proprietà, molti dei quali fanno parte ancora del Napoli della Serie C. 5 di questi 35 vedranno scadere il proprio contratto il prossimo 30 giugno, altri sono attualmente in giro per l'Italia e per il Mondo in prestito ad altre squadre, mentre 4 sono in comproprietà (Domizzi, Garics, Calaiò e Zalayeta). Non figurano in questo elenco Russotto, in prestito dal Bellinzona fino a fine campionato, e Dalla Bona che però ha un accordo non scritto con la società per poter essere eventualmente reintegrato nuovamente in organico dal prossimo 1° luglio. Ma vediamo nel dettaglio l'elenco di tutti i calciatori di proprietà del Napoli con accanto il relativo anno di scadenza contrattuale:
FLOCCARI VA AL GENOA, IL NAPOLI PENSA A JULIO CRUZ. OFFERTI 16 MILIONI PER THIAGO MOTTA?
Sergio FLOCCARI non verrà al Napoli. Il giocatore ha rifiutato la piazza partenopea perché ha un accordo con il Genoa da oltre due mesi. Sarà il sostituto di Diego MILITO ormai destinato all’Inter. Arrivare ad un bomber affidabile sta diventando piuttosto complicato, la stessa ipotesi ACQUAFRESCA appare poco percorribile, in quanto il club di Moratti, proprietario del cartellino del giovane attaccante attualmente al Cagliari, cederebbe il calciatore solo in prestito. E il Napoli giustamente non acquisisce giocatori in prestito. Prende quindi sempre più consistenza l’ipotesi Julio CRUZ, che a giugno sarà libero dall’Inter, ma che chiede un ingaggio importante che il Napoli forse non può garantirgli. Ma ingaggiando ‘El Jardinero’ davvero si innesterebbe nell’undici titolare un bomber di caratura internazionale in grado di fare la differenza in termini di reti. Questo De Laurentiis lo sa ed è anche per questo che sta pensando di fare un sacrificio per Cruz. Anche se occorre far presto, perché lo scafato attaccante argentino è corteggiato da mezza Europa. Intanto, ieri, nel summit tra De Laurentiis, Donadoni e Marino si sono gettate le basi per il futuro, anche se il tecnico azzurro ha chiesto ancora un paio di gare per indicare a Marino i giocatori che intende confermare e chi invece potrà partire dall’attuale rosa. Capitolo regista. Difficile arrivare a D’Agostino destinato all’Inter o alla Juve, il Napoli, secondo quando anticipato dal collega de 'Il Roma' Ciro Venerato nel corso della trasmissione NumberTwo, avrebbe offerto addirittura 16 milioni di euro a Preziosi per acquisire il cartellino di TIAGO MOTTA, un giocatore d’accordo autore di un buon campionato, ma arrivato al club rossoblu a parametro zero è reduce da diversi gravi infortuni che ne avevano messo in forse la carriera agonistica. Per il difensore piace CANINI del Cagliari, ma il Napoli potrebbe decidere di fare un investimento importante e virare deciso su ZAPATA (Udinese). Donadoni: 'Il modello del Napoli dev'essere la Fiorentina'
Intervistato da Guerin Sportivo, Roberto Donadoni fa il punto sull'avventura sulla panchina del Napoli, definendolo il quarto club italiano come bacino, ma puntualizzando come debba ancora crescere a livello di organizzazione: "Un centro come Milanello vale punti a fine anno, anche se non so quanti. Ma solo se ne parliamo come grado di professionalità". Per arrivare a quei livelli il tecnico sottolinea la necessità di creare una nuova mentalità. "Molti ragazzi devono fare un salto di mentalità. Napoli non so se agevoli la cosa, ma a me piace responsabilizzare molto, non mi va di controllare. Mi piace creare un ambiente sano, dove ci si diverta senza sbracare". L'ex CT della Nazionale ha come modello di riferimento la Fiorentina, ma avverte: "Anche lì si è visto che servono anni per arrivare a certi traguardi. Nulla succede per magia e io non sono un venditore di fumo" e continua con la strategia adatta per raggiungere gli stessi risultati: "Programmazione oculata, ambizione nel motore, lavoro e investimenti mirati". Smentisce poi di essere stato vicino alla Lazio, ma conferma l'interesse del CSKA Mosca: "Ma non vedevo un progetto affidabile". Ci tiene a precisare, infatti, che anche al suo arrivo nel club partenopeo non ha fatto promesse: "E non le faccio neanche ora. Non amo raccontare balle o dire cose convenienti". Tra i colleghi, infine, dice di stimare Delneri, Spalletti e Gasperini, meno Mourinho, anche se all'inizio provava della simpatia per lui: "Mi stava abbastanza simpatico, meno negli ultimi tempi. Se uno apre bocca deve andare sino in fondo. E di alcune ultime sortite avrei piacere di capire le motivazioni reali". All'estero invece apprezza Guardiola del Barcellona: "Ma lì il materiale umano è di un altro livello". Montervino e Amodio, la potenza dei gregari Quattro partite dall’inizio, sette da subentrato per un totale di 407 minuti. Per Francesco Montervino, il capitano azzurro, domenica è stata una giornata di grandi emozioni. Contro l’Inter ha mostrato tutta la sua grinta, non ha lesinato impegno e sulla fascia ha spinto come non mai. Facendosi trovare sempre pronto, contrastando gli avversari magari sulla carta più abili di lui. Ha trascinato i compagni ed ha chiesto al pubblico di sostenere gli azzurri contro la capolista. E i tifosi l’hanno acclamato. Così come ad Amodio, l’uruguagio dimenticato, che ha collezionato la sua seconda prestazione stagionale, mostrando muscoli e intelligenza tattica. Corriere del Mezzogiorno.Il recupero di Lavezzi diventa un rebus Al momento, dunque, è impossibile identificare con certezza l'entità dell' infortunio e i relativi tempi di recupero: se anche la seconda ecografia confermerà l'esito di quella di ieri, allora Lavezzi potrebbe recuperare in 20 giorni saltando così le sfide con Siena, Lecce e Torino; nel caso in cui gli esami dovessero evidenziare una lesione più grave, invece, l'attaccante chiuderebbe in anticipo la stagione. Nel frattempo, nello staff azzurro potrebbe entrare un neuroscienziato: il professor Riccardo Cassiani Ingoni, romano, specializzato in Biofeedback. In termini pratici, un trainer della mente che supporterebbe psicologicamente i calciatori.Il presidente: niente stelle, si rovinerebbe l'equilibrio interno «Hamsik e Lavezzi restano? Dipende dalla loro volontà»
NAPOLI (27 aprile) - «Abbiamo l'intesa con l'Atalanta, adesso è Floccari che deve darci una risposta». Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, non nasconde le strategie di mercato della squadra azzurra. Primo obiettivo è Sergio Floccari, il quale però è ancora indeciso sul suo futuro. «Noi non vogliamo convincere nessuno. Chi indossa la maglia del Napoli - spiega De Laurentiis nelle parole come riportate dal sito Bergamonews.it - ha una grande responsabilità. E quando un giocatore viene qui deve prendersi tutte le responsabilità del caso».Oggi De Laurentiis e il direttore generale Marino si sono ritrovati in un albergo del lungomare partenopeo per programmare il futuro. Il progetto del presidente mira «ad una crescita graduale, ma continua del Napoli». I tifosi però hanno fretta di vedere al San Paolo giocatori importanti. A loro Marino, in mattinata, si è rivolto spiegando, a una radio, che «il club si potrebbe anche permettere uno o due stelle con ingaggi superiori alla media», ma ciò rischierebbe di «incrinare gli equilibri interni alla squadra». Comunque la società lavorerà per potenziare l'organico «e ritrovare quel Napoli che aveva stupito nella prima parte del campionato». Hamsyk e Lavezzi resteranno? «Noi vorremmo tenerli, ma nel calcio conta anche la volontà dei giocatori di rimanere. Fino ad ora mi sembra che entrambi abbiano condiviso il nostro programma e siano felici di rimanere. Questo ci fa ben sperare. Sicuramente non sarà il club a mandarli via». Alla fine del summit pomeridiano non c'è stata alcuna dichiarazione. Sia Marino che Donadoni hanno preferito non esprimersi sul contenuto dell'incontro mentre De Laurentiis è rimasto in quello che ormai può definirsi il suo quartier generale napoletano. Al momento, l'unica cosa certa, sembra essere l'intesa con l'Atalanta per Floccari. 27 abril Napoli-Inter 1-0: Le pagelle.Nicolas Navarro 6,5 – L’intervento a freddo su Samuel dopo cinque minuti è tempestivo e spettacolare. L’argentino è attento per tutta la gara, e si fa sempre trovare pronto ogni qual volta l’Inter prova a sorprenderlo con dei cross telefonati e su calci piazzati. Un unico errore è un rilancio sbagliato che mette in seria difficoltà Mannini, con il Napoli che ha rischiato grosso non essendo pronto nella ripartenza dell’Inter. IN NETTA RIPRESA. Continua… |
|
|