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27 noviembre

Parma-Napoli: Cigarini rischia

Uno degli ex di turno di Parma-Napoli, Luca Cigarini, rischia di mancare il ritorno in quello stadio Tardini che gli ha concesso le luci della ribalta. Il regista azzurro, assente ieri nel turno di Coppa Italia con il Cittadella a causa di un fastidioso torcicollo, potrebbe non scendere in campo domenica a prescindere dalle sue condizioni fisiche.

Le precarie condizioni di Walter Gargano, elemento indispensabile nell’economia della manovra partenopea, impongono a Mazzarri di affiancargli un elemento che prediliga, diciamo così, la sciabola al fioretto. Ed il mancato impiego di Michele Pazienza ieri sera, a cui è stato preferito Amodio, è un segnale chiaro del fatto che il tecnico ha intenzione di farlo scendere in campo dal primo minuto con il Parma. 9online.

Hoffer offre buoni spunti per il futuro

Napoli-Cittadella ha offerto pochi spunti positivi tra cui la buona prestazione di Zuniga sulla fascia destra. Il colombiano ha propiziato il gol di Bogliacino e soprattutto nel secondo tempo ha dato maggiore spessore alla sua manovra: sono mancati i cross decisivi ma lo stato di forma sembra buono e Zuniga potrebbe essere un ottimo rincalzo per Maggio, sicuramente non per Aronica sulla sinistra.

Altro spunto interessante lo ha dato Jimmy Hoffer, attaccante velocissimo dotato anche di una buona tecnica. L'austriaco ha dimostrato di sapersi muovere in campo, sottolineando il fatto che il suo problema attualmente è solo la lingua e non le capacità  tecniche. Nei minuti avuti a disposizioni Hoffer si è segnalato come un calciatore da tenere d'occhio, magari da far maturare in un'altra squadra per poi riprenderlo a giugno.

Altra nota importante è quella di Datolo, un giocatore solido che riesce a resistere spesso alle cariche degli avversari. L'argentino si è trovato più a suo agio quando è stato schierato da esterno sinistro, ma a volte ha peccato nel fare troppa accademia cercando costantemente il dribbling, quando qualche volta bisognava crossare al centro.
La sua prestazione è comunque buona e Mazzarri potrà  trarne beneficio per le partite future.  napolipress.

Napoli-Cittadella Striscione contro De Laurentiis

Durante la partita tra il Napoli e il Cittadella, in programma ieri al San Paolo, è stato esposto uno striscione contro il presidente Aurelio De Laurentiis: 'A Porta a Porta, famosa trasmissione, ti comporti da classico buffone. Seduto accanto ad un deliquente infanghi le curve e la loro gente. Sei un uomo capace ed intraprendente ma per noi non sarai mai un amato presidente'.

LE PAGELLE DEGLI AZZURRI: PIA' SBAGLIA TROPPO, BUONE LE ACCELERAZIONI DI ZUNIGA

Il Napoli accede agli ottavi della Tim Cup dove ad aspettarlo ci sarà la Juventus di Ciro Ferrara. La squadra di Mazzarri oggi non ha disputato una grande partita, nonostante la differenza di potenziale tecnico tra gli azzurri ed il volenteroso Cittadella. La formazione partenopea è parsa poco determinata ed incapace di imporre il proprio gioco. Ha vissuto per lo più di folate e di estemporanee giocate individuali dei suoi giocatori. Dopo la rete dell’uno a zero, realizzata da Bogliacino, gli uomini di Mazzarri sono stati incapaci di chiudere il match e, svogliati, si sono esposti in più circostanze a pericolose iniziative degli avversari, soffrendo oltre ogni previsione. Anche il Napoli B quindi, nonostante il risultato positivo, ha dato seguito al momento poco brillante della squadra, che dalla partita contro il Catania sembra aver smarrito quel brio e quella concretezza che aveva caratterizzato le primissime uscite con Mazzarri in panchina.
PAGELLE:
 
Iezzo 6 – Un paio di buoni interventi per il rientrante numero uno azzurro, tuttavia a volte poco propenso a bloccare la palla.
 
Grava 6 – Un solo errore nella sua gara stava per mandare in rete Curiale, per il resto si è mostrato attento e determinato.
 
Rinaudo 6 – Gioca con attenzione e non è particolarmente impegnato fino al suo infortunio.
 
Contini 5.5 – Anche oggi è parso nervoso. Seppur al cospetto di avversari obiettivamente di caratura inferiore trova il modo di commettere inutili scorrettezze, come quella all’87 che per poco non causava un rigore per il Cittadella. I suoi modi talvolta poco ortodossi iniziano a diventare irritanti.
 
Zuniga 6.5 – Comincia la gara un po’ in sordina, apparentemente poco determinato, ma con l’andare della gara inizia a prendere sempre più spesso l’iniziativa e quando cambia passo diventa irresistibile.
 
Amodio 6 – Gara disciplinata del mediano azzurro, che commette un solo errore nei minuti di recupero, perdendo un importante pallone a centrocampo.
 
Bogliacino 6.5 – E’ quello più presente nelle azioni degli azzurri ed anche se non sempre le sue aperture sono precisissime è uno dei pochi capaci di dare fosforo alla manovra.
 
Rullo 5.5 – Inizia con buona voglia, poi con l’andare della partita si smarrisce un po’.
 
Datolo 6- – Con le qualità tecniche di cui dispone avrebbe dovuto dare un contributo sicuramente maggiore alle azioni offensive dei suoi.
 
Denis 5.5 – Poco efficace al centro dell’attacco partenopeo. Spreca una palla gol clamorosa nella ripresa.
 
Pià 5 – Anche contro avversari di livello pari al suo non riesce ad incidere. Qualche buon movimento, ma sbaglia troppe occasioni facili davanti alla porta.
 
Aronica 6.5 – Si piazza al centro della difesa al posto di Rinaudo e guida il reparto con sapienza ed efficacia.
 
Hoffer 5+ – Tenta di impressionare il San Paolo con un paio di accelerazioni, ma più che altro lascia intravedere i suoi limiti tecnici.
 
Gargano s.v.
26 noviembre

JUAN ZUNIGA: SODDISFATTI DEL PASSAGGIO DI TURNO

È stato un oggetto misterioso  per tutta questa prima parte di stagione, stasera ha mostrato grandi doti con incursioni incontenibili, dribbling e slalom tra avversari superati come paletti con tecnica ed esplosività fisica. Juan Camilo Zuniga ha finalmente timbrato il cartellino e, soddisfatto al termine della partita, raggiunto dai microfoni di “Napoli Magazine” ha mostrato la sua gioia: "Siamo soddisfatti per il passaggio del turno in Coppa Italia. Meglio a destra o a sinistra? Per me non ci sono problemi. A destro mi trovo meglio, ma anche a sinistra va bene. L'importante è giocare. La Juventus mi vuole? Io penso a fare bene con il Napoli".

NAPOLI-CITTADELLA 1-0, DECIDE BOGLIACINO, MA QUANTI RISCHI

Il Napoli batte il Cittadella 1-0 ed accede agli ottavi di finale di Coppa Italia, dove incontrerà la Juventus. Ha deciso la rete di Bogliacino, ma gli azzurri hanno rischiato di capitolare nella ripresa contro una squadra veneta grintosa, organizzata e minacciosa. Clamoroso errore di Curiale a porta vuota a metà secondo tempo. Mentre lo stesso attaccante ha mandato a lato il colpo di testa del pareggio al 96' quando il Cittadella era in 10 uomini dall'80', per l'espulsione di Pisani. Tanti rischi per il Napoli e tanti fischi del pubblico a fine gara.
Dopo un inizio non facile con il Cittadella ben disposto in campo a chiudere gli spazi, il Napoli è passato in vantaggio al 28' con Bogliacino. Bella azione di Zuniga sulla destra che ubriaca con due finte un avversario e serve a centro area l'uruguaiano che controlla e calcia con il destro dall'altezza del dischetto del rigore, nulla da fare per Pierobon. All'intervallo il punteggio è di 1-0. Iezzo è dovuto intervenire su una sventola dal limite di Ardemagni e su una punizione calciata centralmente, mentre gli azzurri hanno sfiorato il raddoppio prima con Pià che ha visto il suo tiro salvato sulla linea da capitan Cherubin, e poi con Zuniga, autore di una percussione in area, chiusa solo all'ultimo istante dai difensori veneti.


E' iniziata Napoli-Cittadella, ecco le formazioni ufficiali:

NAPOLI (3-4-3): Iezzo; Grava, Rinaudo, Contini; Zuniga, Amodio, Bogliacino, Rullo; Dàtolo, Denis, Pià. All. Mazzarri

CITTADELLA (4-4-2): Pierobon; Manucci, Pisani, Cherubin, Teoldi; Carteri, Bellazzini, Musso, Volpe; De Gasperi, Ardemagni. All. Foscarini

ARBITRO: Domenico Celi di Campobasso (Conca-Marrazzo. Tozzi)

Hamsik: "A Napoli io sto da re"

CASTELVOLTURNO -  In principio fu l’Inter. Di Mourinho è un vecchio pupillo, ma quando il dt nerazzurro Branca provò ad avvicinare De Laurentiis, incassò un rifiuto secco ma cortese. Poi è stata la volta del Chelsea che a Napoli in due occasioni ha spedito altrettanti osservatori: il club azzurro manco li ricevette. Adesso tocca al Manchester United. L’oggetto del desiderio è sempre lui, Marek Hamsik detto Marekiaro. Tutti lo vogliono: per il modo di giocare e per la facilità con la quale va in gol (già 7), in Inghilterra dicono sia la fotocopia di Lampard rispetto al quale lo slovacco ha l’età dalla sua parte. Il Napoli lo pagò poco meno di sei milioni, un’affare sull’asse Marino-Corioni: tre anni dopo, la sua valutazione si aggira sui 25 milioni.

SORRISI - Stasera non sarà in campo contro il Cittadella: a lui, Quagliarella, Cannavaro e Pazienza, il tecnico Mazzarri ha concesso un po’ di riposo perché domenica si va a Parma, dove non si può sbagliare. Hamsik, ieri in palestra, ha sorriso quando gli è stato chiesto del Manchester United. Ha però letto l’articolo apparso sul Telegraph di Londra che svela i piani futuri di Ferguson. Il suo commento non cambia: «Io a Napoli sto da re. Non penso ai soldi, so che in molte altre squadre guadagnerei di più ma da qui non mi muovo. Rispetterò il contratto e proverò a vincere qualcosa di importante con questa maglia. Cercheremo di entrare in Europa, poi si vedrà». Contratto in scadenza fra tre anni, le parole del ds Bigon lasciano intuire che anche l’interessamento dei red devils cadrà nel vuoto: «Hamsik non si muove da Napoli, la sua posizione è blindatissima e tra l’altro il giocatore non vuole andar via. Abbiamo detto no all’amico Ancelotti, figuratevi se possiamo aprire un discorso con il Manchester». Ora attenzione al Cittadella: chi vince, sfida la Juve. «Un appuntamento prestigiosissimo al quale non vogliamo mancare. Queste sono partite insidiose, loro verranno qui per giocarsi la partita della vita e noi dovremo rispondere con autorità», dice Mazzarri, che stavolta opta per il turnover, con Zuniga finalmente a destra e il redivivo Rullo sul lato opposto. A centrocampo riecco Bogliacino che da mesi non sente l’odore del campo.

TIFOSO DOC - Foscarini in premio porta tutti i 21 giocatori a Napoli, tranne l’infortunato Pesoli. Il capitano Cherubin
partirà titolare. Non è un turnover completo, ma almeno uno tra gli inamovibili Pettinari (piace anche al Napoli), Iunco e
Ardemagni rischia la tribuna. I napoletani Musso e Volpe in pole per scendere in campo. Nell’unico precedente finì a sorpresa 3-3 in C1. Tre pullman di tifosi al seguito con il presidente Andrea Gabrielli in testa. Il sogno è la Juve, squadra del cuore di Piergiorgio, fratello del numero uno.

Gianello c'era in quel Napoli-Cittadella

NAPOLI - Chi c’era quella not­te? Ventura, poi Sosa, e prima di entrambi, Montervino e Montesanto, gli unici reduci del passato, recuperati dalla macerie del fallimento. Poi, uno alla volta, riecco il Napoli, tra cui Matteo Gianello. Cinque anni dalla resurrezione e da Napoli- Cittadella, prima gara ufficiale, settembre 2004. Pae­stum è un clima irreale, serate con un futuro non prevedibile, né ipotizzabile: ogni giorno qualche volto nuovo, e prima di fare squadra servirono giorni. Gianello era garanzia, ventotto anni e una carriera mica male alle spalle (cinque anni di B al Chievo, due al Siena e una al Verona), prima di decidere per la Lodigiani, in C/2. Paestum è la preistoria dei ricordi, perché cinque anni e sei stagioni dopo, Gianello è ancora vestito d’az­zurro, 57 presenze onorevole e un ruolo alternativo coltivato tra gli umanissimi mugugni di chi è costretto a mordere il fre­no e la condivisione di succes­si nei quali c’è la firma di tutti, pure di chi non gioca. Paestum è un puntino che si perde nelle foschia di quelle sere, da rac­contare un giorno ai nipotini, aggiungendoci però la promo­zione in B, quella in A e Lisbo­na, la qualificazione Uefa. Chi l’avrebbe detto, in quelle notti?

Iezzo e' il tuo giorno

NAPOLI - Oddio, come passa il tempo: 11 gennaio, dieci mesi e mezzo fa, con un buco nero che comprende tutto, allusioni e delu­sioni, senso del dovere e l’ormai represso piacere, un po’ di rabbia e però anche tanto orgoglio, pur­ché non si sbatta la porta. 11 gen­naio, cioè Napoli-Catania, la sfida nella sfida di Gennaro Iezzo, un principe azzurro che va incontro al suo passato e ancora non sa, perché non può saperlo, che sta per finire la sua stagione. 1- 0, è serie positivissima, il Napoli che cavalca il suo momento favorevo­le e Iezzo che non sta nella pelle con le sue 104 presenze che l’eleg­gono a icona della storia parteno­pea. Venerdì 16 gennaio, c’è il Chievo all’orizzonte, una crisi che condurrà all’esonero di Reja e poi al tramonto di quel quinquennio, ma alla periferia di Verona, poco prima dell’allenamento, il campa­nellino avverte: la schiena che dà noia e un tormentone che avanza minaccioso. Da quel giorno è un «gioca non gioca» che si rincorre, s’insegue, s’accavalla tra equivoci e balletti e un malessere che Iez­zo avverte dentro, che brucia e di­vora, che inquieta. Undici mesi e mezzo da numero uno, però stan­dosene ora a Cerreto Sannita per le cure, ora a Castelvolturno per gli allenamenti e adesso in pan­china a far da secondo a De San­ctis, ascoltando qua e là i richiami delle sirene che pure arrivano e cominciando a riflettere su cosa di sé. Per il momento, c’è Napoli-Cit­tadella e c’è la presa di servizio in uno stadio ch’è stato il suo, scelto anzi voluto abbandonando Caglia­ri e la serie A, perché chi nasce a Castellammare di Stabia poi cre­sce avendo in testa soltanto il tra­gitto che conduce a Fuorigrotta. Tocca a Iezzo, trecentodicianno­ve giorni dopo, sentire nelle orec­chie l’effetto che fa un esordio a trentasei anni, in quel San Paolo che è un po’ la culla dei propri so­gni realizzati. Napoli- Cittadella non è una partita qualunque, è un ritorno all’attività agonistica a tempo pieno ma è anche un’ora e mezza per regalarsi un’altra notte con la Vecchia Signora, memore delle vittorie in coppa Italia - ago­sto 2006, finisce 8 a 7 per gli az­zurri dopo i calci di rigore - o an­che per rievocare quelle magie da pelle d’oca in campionato. In fin dei conti, se la vita comincia a quarant’anni, c’è ancora spazio per stringersi in quella maglia e avvertirla come una seconda pel­le. Non è mai troppo tardi per ri­cominciare: la porta è aperta, s’accomodi Gennaro Iezzo, 104 partite da raccontare - e due cam­pionati vinti - ed altre da scrivere ancora.

Napoli-Cittadella: e' l'ora di Denis, lo inciteranno in trentamila

CASTELVOLTURNO (Ca­serta) - Stavolta non può ter­minare a reti bianche, pro­prio no. Al Napoli serve il gol, uno in più del Cittadella, per accedere agli ottavi di fi­nale di Coppa Italia e tenere in vita uno degli obiettivi prefissi da De Laurentiis: accedere in Europa dalla porta di servizio. Altrimenti tocca ricorrere ai supple­mentari e ai rigori e non sa­rebbe un epilogo degno de­gli oltre trentamila che ac­correranno al San Paolo. Il Napoli do­vrà cercare di risolvere la pratica­Cittadella, una forma­zione che ri­corda l’inizio dell’era De Laurentiis (esta­te 2004), entro il novantesi­mo. E Mazzarri, per rompe­re il digiuno che in campio­nato dura da due partite, chiama in causa chi sta me­glio di altri ed ha motivazio­ni da vendere: German De­nis, Jesus Dàtolo e Inacio Pià. I big, invece, resteranno a guardare. Neanche convo­cati Quagliarella ed Hamsik; in panchina, Lavezzi. Ma non terminano qui le novità. Il turnover riguarderà an­che difesa e centrocampo. Tra i pali ritorna Iezzo dopo circa un anno di assenza (l’ultima apparizione, in ca­sa con il Catania, l’11 genna­io); davanti a lui si rivede Gianluca Grava al fianco di Rinaudo e Contini; ed a cen­trocampo, Mazzarri mette alla prova Zuniga sulla de­stra, Rullo a sinistra (mai impiegato finora), affian­cando Bogliacino (altro de­buttante con il tecnico tosca­no) a Cigarini. Insomma, ben sette undicesimi nuovi rispetto alla formazione schierata con la Lazio. « C’è la possibilità di valutare ap­pieno l’organico prima del mercato di gennaio - confi­da il tecnico toscano, appar­so rinfrancato dopo lo sfogo di martedì- fermo restando che vogliamo ad ogni costo passare il turno. Fin dal pri­mo minuto, bisogna imporsi e comandare il gioco ». An­che ieri po­meriggio le­zione teorica prima delle prove prati­che sul cam­po. Per Maz­zarri non esi­ste un Napoli 1 e un Napoli 2, esiste il Napoli. E stasera lo vorrrebbe battagliero ed indomito, come sempre. « Dobbiamo superare il tur­no, poi penseremo al Par­ma ».

CURIOSITA’ - L’inedito tri­dente schierato da Mazzarri sarà uno dei motivi d’attra­zione più ghiotti della sera­ta. Tutti sperano di vedere in azione German Denis, protagonista della vittoria in casa della Fiorentina (assist per il gol di Maggio) e della Juventus (incornata respin­ta da Buffon e ripresa da Datolo per il due a due). Tutti, un giorno, vorrebbero vedere il Tanque insieme con Lavezzi e Quagliarella. Ecco l’occasione per avvalo­rare gli apprezzamenti e magari segnare il primo gol stagionale.

 
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Nicola Sabatinoescribió:
Non ne ho idea... Mi dispiace...
2 Nov
gaetano iacobelliescribió:
come mai ieri non è andata in onda la prima puntata di Number two?
27 Oct
Nicola Sabatinoescribió:
Bisognava dare una scossa all'ambiente. Il campo dirà se Mazarri è l'allenatore giusto per il Napoli. Indubbiamente è un trascinatore è un motivatore. Auguro al mister toscano di fare bene e portarci in alto.. Forza Walter.. Forza Napoli!!!!
12 Oct
gaetano iacobelliescribió:
Quando inizierà la nuova stagione? ad acque calme?
5 Oct
Nicola Sabatinoescribió:
Grazie per il commento lasciato sul mio blog.. Ma io non sono UGO...
Forza Napoli!!!!!
Torna a trovarmi quando vuoi.
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